FABRIANO STORICA, IL FUTURO CHE PARTE DA LONTANO

Riflettori puntati su “Fabriano Storica” ed all’impegno rinnovato per la conoscenza e lo sviluppo di una consapevolezza storica sulle origini del nostro territorio che da diversi anni anima la vita culturale della città di Fabriano. Ne parliamo con Aldo Pesetti per un bilancio di tanti anni di attività di questo fortunato gruppo di lavoro.

Aldo, quando è nato il progetto di “Fabriano Storica” e chi sono stati i “padri fondatori”?

Fabriano Storica è nata 15 anni fa, nel 2004, dall’idea di “mettere in rete” la storia locale, favorire lo scambio delle conoscenze e la diffusione della cultura storica fabrianese. La volontà è stata fin dall’inizio quella di creare una sorta di banca dati virtuale per rendere sempre accessibili a tutti i contenuti. Si stavano all’epoca diffondendo in modo capillare i siti internet e, dopo anche l’entusiasmo generato delle prime edizioni del Palio, avevo iniziato a raccogliere vario materiale. Così ne ho parlato con quei personaggi che allora, proprio grazie a L’Azione, conoscevo perlopiù come “firme”: Federico Uncini, Teseo Tesei, Pippo Rossi, Balilla Beltrame e la collaborazione fu immediata e ampia. Migliaia furono gli accessi che arrivarono, sia dalla nostra zona che da tutta Italia, al sito tutt’ora attivo e raggiungibile all’indirizzo www.fabrianostorica.it, grazie alla sezione delle vecchie fotografie, alle leggende, le curiosità, le usanze, i personaggi, ai numerosi contributi di approfondimento storico rigorosamente corredati da immagini, poi le pagine tematiche dedicate a Gentile da Fabriano, ai Chiavelli, alla presenza di San Francesco a Fabriano e non poteva ovviamente mancare un focus sulla Storia della Carta grazie al prezioso aiuto del professor Giancarlo Castagnari. Per la prima volta veniva anche messa on line anche una dettagliata bibliografia storica in cui poter cercare i vari titoli cartacei da andare poi a consultare, ma anche la “cronologia fabrianese” curata da Teseo, che tutt’ora costituiscono le aree del sito più consultate da chi fa ricerche e dalle scuole. E l’elenco dei contenuti a disposizione sarebbe ancora lungo con il rischio, non me ne voglia, di dimenticare qualcuno dei tanti che hanno e continuano a partecipare al progetto: il dizionario fabrianese e le espressioni dialettali raccolte da Pino Latini o i racconti dal sottosuolo di Balilla, fino al gran lavoro di digitalizzazione della mappa catastale del 1859 a cura di Tiziano Marino e Mauro Cucco … il tutto costantemente ampliato e da allora fino ad oggi ininterrottamente on line.

In questi anni “Fabriano Storica” ha realizzato differenti ed importanti manifestazioni ed eventi in città e nel comprensorio fabrianese. Quanto conta, per chi vive in un territorio, conoscere le proprie origini, il proprio passato e le proprie tradizioni?

Riguardo agli eventi in realtà si tratta spesso di semplici collaborazioni, nello specifico si cerca di dare per quanto possibile un supporto alle varie associazioni che con grande impegno e abnegazione li organizzano. In generale, i contatti negli anni sono stati davvero tanti e cerchiamo sempre di dare una mano a tutti quelli che condividono con noi l’intento di riscoprire e rendere viva la memoria collettiva. Come non ricordare ad esempio i momenti toccanti del 70esimo anniversario del bombardamento dell’11 gennaio 1944, con l’importante lavoro di ricostruzione storica effettuato da Federico Uncini, alla quale parteciparono i familiari delle vittime e durante la quale venne apposta la targa commemorativa, che si trova nel largo in fondo al Corso della Repubblica. Un progetto inoltre che abbiamo molto a cuore e che stiamo portando avanti da qualche anno è quello della creazione del “Sentiero della carta”, percorso ideato in collaborazione con il CAI Fabriano e che ha l’intento di riscoprire i luoghi in cui avvenivano le produzioni della carta a Fabriano e che ha portato di recente anche ad una pubblicazione. Per rispondere alla domanda credo che conoscere le proprie origini, vivere consapevolmente e orgogliosamente il territorio, recuperando e tramandandone le conoscenze e tradizioni sia un’importante forma di impegno civico; la speranza è che questa costante azione che viene portata avanti possa anche avere delle ricadute positive sulle nuove generazioni. Chissà che dalla riscoperta del passato non nasca anche lo spunto per iniziative di rilancio futuro.

Dall’esperienza maturata in questi anni, che risposta avete avuto da parte dei fabrianesi? Sono partecipativi e sensibili alle tematiche da voi proposte?

C’è oggi una forte e diffusa sensibilità alla tutela e alla valorizzazione dei beni storici della collettività, lo abbiamo visto negli scorsi anni con il Comitato del Giano e con le battaglie a difesa di una storica istituzione quale è l’Istituto Tecnico Agrario di Fabriano. Penso che si sia trattato di un percorso di consapevolezza, iniziato già da qualche decennio, grazie anche a gloriose associazioni che si sono occupate del territorio e certamente fa piacere vedere come interessi un tempo di pochi, stiano diventando sempre più appannaggio di molti. Piace ad esempio poter pensare che iniziative che oggi hanno un grande seguito come i video di “Fabriano insolita e segreta” ideati da Fabrizio Moscé e Giampaolo Ballelli siano maturati in questo “humus” costruito negli anni: l’idea che hanno avuto di creare questi brevi documentari-social caratterizzati dal tono informale e forte impatto creativo è stata, a mio avviso, geniale e avendo potuto partecipare alla preparazione di alcuni di essi, vi posso assicurare che il lavoro “dietro le quinte” è davvero molto e qualificato. Certo un convegno per addetti ai lavori è un qualcosa che potrebbe essere definito di livello superiore, ma senza entrare nel merito dell’eterna suddivisione del mondo degli storici tra “accademici” e “appassionati” è forse bene capire oggi che le possibilità che la società della comunicazione e dell’immagine ci offre sono enormi e che abbiamo molti modi per rendere storie e contenuti interessanti e accessibili ad un pubblico davvero ampio.

La città di Fabriano, ma anche le frazioni, presentano un patrimonio storico-artistico-culturale di rilevante importanza. Questa nostra ricchezza, secondo te, è valorizzata come meriterebbe? Quali siti necessitano di interventi di recupero e restauro nell’immediato?

Il territorio è estremamente vasto e l’elenco delle emergenze del patrimonio non può che essere lungo anche se, obiettivamente, c’è da dire che i fondi ricevuti per il terremoto del 1997 hanno permesso un recupero di molti siti. Oggi ritengo andrebbe spesa ogni energia per trovare modo e occasioni di rendere questi ultimi fruibili, specie nel periodo estivo, anche in ottica di fare da volano ai flussi turistici. Come priorità d’intervento occorrerebbe a mio avviso focalizzare le attenzioni sulle specificità: Fabriano, in quanto città della carta, oltre a promuovere il recupero delle storiche Cartiere Miliani, dovrebbe puntare al restauro e conservazione dell’antica “Cartiera Chiavelli”, edificio lungo il Giano e probabilmente l’unica gualchiera di impianto medievale giunta fino a noi. Ma anche le abbazie, che connotano fortemente il nostro appennino, sarebbero da porre sotto attenzione: bene davvero in questo senso il progetto di recupero funzionale di San Biagio in Caprile e potrebbe essere interessante ipotizzare anche un intervento ai resti dell’abbazia di Santa Maria d’Appennino, un tempo importante luogo strategico posto a crocevia verso l’Umbria, coinvolgendo i nuovi proprietari. Aggiungo all’elenco il ponte di San Lorenzo del XIV° secolo, struttura fortemente a rischio, per cui di recente con l’architetto Ballelli abbiamo lanciato un appello, nonché l’antichissima chiesa di San Claudio sul Castelvecchio, a forte rischio di andare anch’essa completamente perduta, luogo ricco di suggestione che, insieme ai vicini vicoli, locali e spiazzi, si potrebbe pensare di trasformare in un piccolo “borgo medievale” da utilizzare per rievocazioni e poi durante l’arco dell’anno.

Riguardo le attività organizzate da “Fabriano Storica”, possiamo fare un breve resoconto delle recenti iniziative proposte dal vostro gruppo di lavoro?

In ordine cronologico: a gennaio abbiamo avuto la partecipazione alla tombola in Piazza organizzata dalla Pro Loco, con i numeri della storica “Tonvola Favrianese”; poi la serata dal titolo “Sant’Antò te guardi” al teatro San Giovanni Bosco in cui si è parlato delle tradizioni legate agli animali, alla campagna e al carnevale; quindi la mostra “Fabriano Industry Elements”, organizzata da Confindustria Marche Nord nell’ambito della XIII Unesco Creative Cities Conference, dove abbiamo approfondito le arti e corporazioni medievali cittadine e le fabbriche dal 1600 al XX °secolo;  poi a giugno il consueto contributo al convegno storico, al libro e alla rievocazione del Palio di San Giovanni Battista, nonché l’escursione al “Sentiero del Papa”, organizzata insieme alle sezioni CAI di Fabriano e Gualdo Tadino seguendo i tracciati percorsi da Nicolò V° nel 1450; infine la recente partecipazione al San Francesco Festival – un plauso alle organizzatrici Roberta Antonini e Rita Corradi anche per l’importante azione di coinvolgimento delle scuole – durante il quale abbiamo approfondito con documenti e immagini i luoghi visitati a Fabriano dal poverello di Assisi. Tra i vari progetti in cantiere stiamo ora lavorando ad un evento per i 500 anni della Battaglia di Albacina, ricorrenza che cadrà a metà dicembre e che ci permetterà di recuperare la memoria dell’eroe fabrianese Giambattista Zobicco. Vorrei poi ricordare anche la costante attività su internet, in particolare sui social media, dove condividiamo e rilanciamo tutti quei contenuti quali immagini, articoli ed eventi che promuovono la cultura e la storia nel territorio. E dove di recente siamo partiti anche con alcune rubriche quali “Accadde oggi”, che ripropone in pillole eventi avvenuti in quel giorno e la nuova “In giro per Fabriano” con foto e particolari luoghi della città e del territorio da indovinare.

Gigliola Marinelli

 

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