ALESSANDRO GALLI: “ECCO I GIOVANI DEMOCRATICI DI FABRIANO”

Un gruppo con tanta voglia di fare quello dei Giovani Democratici Fabriano che, dopo l’evento “GD Summer Event”del 7 settembre scorso, presso la Piscina Comunale di Fabriano, ha già in cantiere la presentazione del libro “Visione e coraggio” di Emanuele Lodolini, in calendario il 20 settembre alle ore 18 nella location della Biblioteca Multimediale “Romualdo Sassi” di Fabriano. Abbiamo intervistato Alessandro Galli per capire le finalità e le progettualità di questo gruppo di ragazzi appassionati di politica.

Alessandro, l’organizzazione dei Giovani Democratici Fabriano sta dimostrando che l’attivismo politico giovanile è in netta ripresa. Come siete strutturati e quali sono i temi fondamentali che state presentando alla cittadinanza?

Abbiamo costituito questa realtà a livello locale a dicembre dello scorso anno. Siamo una decina di ragazzi che contano di crescere sempre di più e che tentano di rivolgersi ai propri coetanei. I temi che presentiamo sono volti a realizzare i desideri dei giovani partendo dai valori dell’uguaglianza, della giustizia sociale e dell’europeismo riformista. Da segretario a me l’onere e l’onore di rappresentarli, quantomeno pro tempore.

La realtà locale fabrianese sta evidenziando, anche attraverso i social, un profondo disagio da parte dei giovani che non trovano spazi e sbocchi professionali in città, nonostante anni di formazione universitaria e specialistica nei vari atenei italiani ed esteri. I ragazzi non ritornano alla “base” ma dirottano altrove i loro interessi in ambito professionale, abbandonando pertanto il territorio di origine e generando anche una non indifferente diminuzione della popolazione giovane residente. In cosa hanno mancato, se lo hanno fatto, le politiche giovanili e del lavoro del territorio?

L’emigrazione è un tema nettamente più rilevante della tanto strumentalizzata immigrazione. Il fatto che i giovani fabrianesi e pertanto italiani siano “costretti” a lasciare le proprie origini in cerca di nuove mete, compiendo spesso un enorme balzo nel vuoto, è la prova lampante di quanto sull’occupazione giovanile siano state insensibili le politiche da parte delle classi dirigenti locali e nazionali, a prescindere dal colore politico di riferimento.

Il Paese intero ha affrontato proprio in queste ultime settimane una profonda crisi di governo. In questo clima di incertezza, anche ideologica, si sta acutizzando la sfiducia degli elettori nella politica tutta, unitamente ad un senso di smarrimento. Gli italiani, secondo te, sono stati “traditi” dalla politica? La sovranità popolare è ancora un saldo principio sancito dalla Costituzione o sta lasciando spazi a tecnicismi e a mediazioni che rischiano di far saltare il banco?

Il nostro sistema democratico è parlamentare ergo alle urne si eleggono le Camere e non il Governo. Un sistema che forse andrebbe in parte rivisto perché ormai l’elettore tende a cambiare opinione in fretta e il Parlamento spesso non rappresenta più il sentiment generale delle persone. Lasciare ad esso la formazione degli esecutivi rischia di generare uno scollamento fra istituzioni ed elettorato. Forse ridurre la durata del mandato legislativo aiuterebbe in tal senso.

Quanto conta la coerenza per garantire il patto di fiducia che i cittadini rinnovano all’interno delle cabine elettorali? Che posizione assumono i Giovani Democratici rispetto a queste problematiche?

Per noi giovani la coerenza dovrebbe essere la condicio sine qua non. La ragione principale per cui gli italiani si sono distaccati dalla politica è proprio la sua mancanza da parte di chi dovrebbe rappresentarli. Credibilità e coerenza vanno a braccetto. Senza di esse, il rischio del trasformismo è dietro l’angolo e con esso il fermentare del disgusto degli elettori che purtroppo di solito sfocia nel populismo, che in questi ultimi anni sta dilagando.

Assistiamo in questi anni ad un nuovo modo di fare politica, quasi “urlato” attraverso i canali social. Credi che questi nuovi mezzi di comunicazione di massa abbiano danneggiato il convenzionale modo di fare politica? Come si pongono i Giovani Democratici di fronte a questo fenomeno di “opinionismo” di massa a tutti i costi?

Il web è un’autentica lama a doppio taglio. Da una parte i vantaggi come la velocità d’informazione e interazione e dall’altra il rischio di un uso scorretto. Il fatto che chi utilizza questi mezzi spesso non sappia distinguere una notizia vera da una fake news potrebbe diventare il male del secolo. Per far si che questi mezzi siano una risorsa e non una minaccia, serve una profonda operazione culturale per il popolo. Un popolo ignorante e indottrinato è debole.

Sono diverse le attività che avete organizzato localmente per far conoscere la vostra organizzazione politica alla cittadinanza. Possiamo elencarne qualcuna ai nostri lettori ma anche qualche nuova iniziativa futura?

Si è appena concluso il nostro evento estivo “GD Summer Event”. Si è rivelata un’ottima occasione aggregativa per giovani e non solo. Prima delle vacanze estive, abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione sull’educazione sessuale e la contraccezione gratuita, tema molto caro ai giovani. A breve promuoveremo la presentazione di un libro di un ex parlamentare marchigiano della nostra provincia.

Gigliola Marinelli

 

 

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