POCHE CHIACCHIERE, SERVE QUANTO PRIMA IL COMPLETAMENTO DELL’OPERA

di Marco Antonini

Fabriano – Ha riaperto lunedì, dopo una settimana di ferie, il cantiere Quadrilatero per il raddoppio della SS 76 tra Serra San Quirico e Cancelli, ma i lavori vanno avanti lentamente. Nel frattempo è arrivata una schiarita importante per quel che riguarda la situazione finanziaria del contraente generale, Astaldi. Cassa e depositi e prestiti, dopo Salini Impregilo, ha deciso di essere della partita attraverso Cdp Equity. Con la crisi di Governo, intanto, non è chiaro quello che succederà alle imprese creditrici che attendono, nei prossimi mesi, i pagamenti di quanto già anticipato sulla strada cantiere negli ultimi anni. Due settimane fa i rappresentanti marchigiani di Lega e Movimento 5 Stelle si erano affrettati a rassicurarli circa la possibilità di poter ricevere il 70% delle fatture non pagate, per lavori svolti prima che Astaldi facesse domanda per il concordato lo scorso dicembre. In ballo, complessivamente, ci sono crediti per circa 40 milioni di euro. Intanto 90 operai diretti e un centinaio dei sub-appaltatori sono tornati nei cantieri del Fabrianese e lavorano complessivamente 16 ore al giorno, su due turni. Lo svincolo di Sassoferrato, però, è ancora chiuso. La sua apertura è attesa da tempo. L’inaugurazione è slittata a ottobre. Nel comprensorio ci si prepara a un altro inverno senza infrastrutture. Adesso i due ex partiti di maggioranza non se le mandano a dire proprio sul fondo Salva Imprese che dovrebbe dare ossigeno alle imprese e che rischia di non diventare operativo. “L’accusa alla Lega di aver ritardato l’approvazione del Fondo Salva Imprese è una clamorosa falsità – dice Paolo Arrigoni – responsabile Lega Marche. – La versione originaria della norma, arrivata dal Ministero delle Infrastrutture, caricava i costi e l’alimentazione finanziaria del fondo sulle imprese vincitrici degli appalti pubblici, dimostrando ancora una volta che i 5 Stelle non hanno la cultura dell’impresa”. Secondo Arrigoni “la Lega ha preteso che l’operazione fosse sostenibile e finanziariamente neutra per le imprese. Così modificata è stata approvata con il Decreto Crescita”.

Adesso, di conseguenza, si naviga a vista. Non è chiaro se i decreti attuativi approvati permetteranno di effettuare i pagamenti promessi alle imprese. Anche la SS 76 finisce nel dibattito politico con l’ex premier Conte che nel suo discorso in Senato ha accennato ai risultati ottenuti in in campo infrastrutturale con il decreto approvato. E’ campagna elettorale. “Matteo Salvini – conclude Arrigoni – vuole dare il prima possibile la parola agli italiani, per avere un Governo forte e coeso che possa dare delle risposte a cittadini e imprese, incluse quelle coinvolte nel progetto Quadrilatero”. Replica il Movimento 5 Stelle. “Su Quadrilatero e fondo Salva Opere, Arrigoni e la Lega meritano senz’altro dieci nella materia della propaganda sterile, ma valgono zero in quanto a risoluzione concreta dei problemi egli italiani” tuona la deputata fabrianese, Patrizia Terzoni. “Arrigoni non sa che il Salva Opere approvato nel Decreto Crescita, deve essere integrato per venire incontro a criticità oggettive di alcune aziende subappaltatrici della Quadrilatero, che altrimenti non potrebbero accedere ai fondi stanziati. Bisogna chiarire – precisa Terzoni – che un’azienda con problemi al Durc può accedere comunque al fondo. La crisi insensata scatenata dalla Lega ha bloccato all’ultimo secondo questa modifica”.

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