SERVE UN PIANO ALTERNATIVO PER LA VIABILITA’ IN CASO DI INCIDENTE

di Marco Antonini

Fabriano – Comprensorio isolato, adesso basta. I cittadini alzano la voce. Chiedono non solo il completamento della SS 76, tra Serra San Quirico e Fossato di Vico, ma anche un piano alternativo da applicare in caso di incidente. Dopo l’ennesimo blocco tra le gallerie, avvenuto mercoledì, dalle 2,30 del mattino alle 9,30 sale la protesta dei residenti che chiedono un’inversione di marcia nella gestione delle strade che collegano l’entroterra alla costa e una soluzione per evitare lunghissime file e il blocco di auto e ambulanze. La proposta è semplice: fermare i camion all’altezza di Fabriano Ovest, nelle aree servizio, e dirottare le auto, prima che si formi un serpentone lungo come la strada che separa Serra San Quirico da Borgo Tufico, a Poggio San Romualdo. Percorrendo quelle strade di montagna, infatti, si arriva a Sant’Elia e poi si scende sulla SS 76. Altra operazione da fare sarebbe quella di mettere pattuglie all’altezza degli svincoli Fossato di Vico, Fabriano Est e Fabriano Ovest per avvertire e fermare le macchine, farle tornare indietro affinchè si mettano in fila solo gli automobilisti che hanno stretta necessità. Tutto è successo per colpa di un incidente avvenuto nel posto più scomodo della 76, in una tratta con continue deviazioni. Per un colpo di sonno il conducente di un camion cisterna, per fortuna scarico di carburante, non ha visto la curva a gomito provvisoria prima della lunga galleria di Genga, è andato sul guard-rail e ha bloccato tutta la circolazione tra Fabriano e Ancona. Alle 8 del mattino la situazione sembrava tutta risolta. Un fabrianese ha pure telefonato alla polizia stradale del capoluogo regionale prima di mettersi in viaggio per andare a prendere il treno Ancona-Milano. “Tutto regolare” la risposta al telefono. L’odissea, invece, era dietro l’angolo.

“Siamo rimasti bloccati all’altezza di Albacina – racconta – e per fare circa 10 chilometri abbiamo impiegato quasi un’ora rischiando di perdere il Frecciarossa. Nel frattempo ho anche letto il comunicato dei vigili del fuoco, sui social, che dicevano che la circolazione era tornata regolare. Ma dove?”. Con la colonnina di mercurio ben sopra ai 30 gradi, ambulanza bloccata e i mezzi fermi per mezz’ora in galleria, la giornata, l’ennesima, non è cominciata bene nel Fabrianese. Senza considerare che lo svincolo di Campodiegoli-Sassoferrato (direzione Fabriano) è chiuso da anni e l’inaugurazione prevista a luglio – è rimasto da asfaltare un pezzo – è stata posticipata di almeno 3 mesi e le auto continuano a fare inversioni a U pur di non perdere tempo e benzina. Adesso ci si interroga sul perché non è in funzione un piano di viabilità alternativo in caso di incidente invece che ammucchiare le auto, a mò di ingorgo come nella storica pubblicità televisiva di un famoso pennello, e su cosa sarebbe potuto succedere se una mamma, con le doglie, avesse avuto l’urgenza di arrivare quanto prima all’ospedale di Jesi perché a Fabriano è vietato nascere da febbraio. Lo slogan degli attivisti che difendono il Profili è più attuale che mai: “Non vogliamo nascere tra le gallerie”.

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