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TUMORE AL SENO? IN AV2 SI OPERA A SENIGALLIA: LE “BREAST UNIT”

di Marco Antonini

Fabriano – La rabbia delle donne di Fabriano costrette ad operarsi al seno a Senigallia con il chirurgo in trasferta e non più al Profili. Il dottor Angelo Cavicchi, Direttore Unità Senologica Multidisciplinare Area Vasta 2 replica e parla di progresso della medicina che lavora in equipe e della ricerca e non di una punizione per l’ospedale Profili. In primo piano la paziente affetta da tumore al seno. “Direttive europee e italiane basate su approfonditi studi clinici – dichiara – ritengono indispensabile che il trattamento dei tumori della mammella sia delegato a specialisti dedicati che lavorino assieme in Unità Operative Senologiche Multidisciplinari, le Breast Unit”. Non più chirurgi isolati nel proprio ospedale, ma equipe. La direttiva del Ministero della salute ribadisce che le patologie mammarie debbano essere trattate da specialisti competenti “che devono lavorare in simbiosi”. Il Ministero indica anche che deve esserci una Breast Unit ogni 250.000 abitanti. La Regione Marche ne ha organizzate 5. Quella che fa riferimento all’entroterra fabrianese ha sede a Senigallia. Nell’Area Vasta 2, dal 1 gennaio 2017, è stata attivata un’Unità Senologica Multidisciplinare che lavora in collaborazione con i centri di screening e opera in 5 sedi (Fabriano, Jesi, Senigallia, Ospedale di Comunità di Loreto, Poliambulatorio 2000 Ancona). Le attività comprendono tutta la diagnostica (eco-mammografia, risonanza, citologia e istologia) e terapeutica (interventi chirurgici, chemioterapia pre e/o post operatoria, terapia ormonale, terapia con anticorpi monoclonali, radioterapia), trattamento riabilitativo, supporto psicologico, eventuale ricerca mutazioni genetiche. “Gli specialisti – precisa Cavicchi – dell’equipe unica sono attualmente 106, divisi nelle varie sedi. Per uniformità di trattamento e miglioramento del livello professionale, come richiesto dal Ministero, vengono concentrate le attività che richiedono supporto tecnologico in unica sede”. In particolare gli interventi chirurgici son da alcuni mesi centralizzati a Senigallia, così da poter raggiungere i numeri minimi richiesti (150 caso all’anno, 50 caso per ogni chirurgo operatore), poter utilizzare tutte le tecnologie più avanzate e migliorare progressivamente l’esperienza degli operatori stessi. Nella sala operatoria di Senigallia sono dedicate 2 sedute settimanali alla patologia mammaria, durante le quali operano 4 chirurghi che provengono dai 3 reparti di Chirurgia di Fabriano, Jesi e Senigallia con ampio ventaglio di interventi chirurgici. “La concentrazione degli interventi in unica sede, permette – conclude il primario – una più uniforme e professionale attività chirurgica, un miglioramento progressivo delle performance dei chirurghi dedicati, basato anche sul numero di casi operati e sul reciproco scambio di professionalità”. Tutte le altre fasi della diagnostica e della terapia vengono gestiti nei singoli ospedali con strumentazione completa e all’avanguardia, riducendo al minimo i disagi anche logistici se non per l’intervento, che è comunque un unico approccio di pochi giorni (i controlli vengono eseguite nella sede più vicina alla residenza). Questa organizzazione ha permesso di attivare 30 ore di ambulatori settimanali distribuite nelle varie sedi, con tempi di attesa per i casi urgenti massimo di 24-48 ore. Questa sera, alle ore 21, presso il Teatro don Bosco assemblea sulla sanità dell’Associazione Fabriano Progressista che ha raccolto, in difesa dell’ospedale, più di 8mila firme da consegnare al governatore Ceriscioli per chiedere di potenziare il Profili, unico ospedale dell’entroterra.

La denuncia delle pazienti di Fabriano. leggi qui.