INFIORATE ARTISTICHE, INIZIA OGGI LA REALIZZAZIONE DELLE 4 OPERE D’ARTE

di Marco Antonini

Fabriano – Tutto pronto (immagine di repertorio) per la 25° edizione del Palio di San Giovanni Battista di Fabriano. Dopo la lettura del Bando in tutte le frazioni terminata ieri, domenica 9 giugno, il sipario sulle nozze d’argento della principale manifestazione cittadina che unisce i fabrianesi e richiama visitatori da tutta Italia, si alza oggi, lunedì 10 giugno con il via alla realizzazione delle infiorate artistiche. “Avremo una città dal cuore medievale e una testa proiettata al futuro e alle nuove possibilità di sviluppo. Per questi motivi, il tema della 25° edizione, non poteva che essere “A.D. 1406: Fabriano città Creativa”: perché dobbiamo capire dove, come e quando nasce la creatività che ci ha resi protagonisti nel mondo e che oggi celebriamo per poter tornare, come Comunità, padroni del nostro destino” il punto del presidente dell’Ente Palio, Sergio Solari. Queste le location delle infiorate che si potranno ammirare anche nel corso della realizzazione che dovrà terminare entro le ore 17 di giovedì: Porta Cervara a San Filippo; Porta del Piano a San Benedetto; Porta Pisana a San Biagio e Porta del Borgo presso la Scala Santa. Sempre lunedì apriranno le Hosterie: Porta Cervara in via della Ceramica; Porta del Piano nel chiostro di San Benedetto; Porta della Pisana nel chiostro di San Biagio e Porta del Borgo nel chiostro di San Nicolò. Di seguito le spiegazioni degli autori dei bozzetti che da oggi diventeranno opere d’arte…con i fiori.

PORTA della PISANA
Infiorata: Chiesa San Biagio Hostaria: Chiostro di San Biagio
Omnia in Manibus Tuis
Di Sara Giuliani

Il bozzetto OMNIA IN MANIBUS TUIS, dedicato al tema: “A.D. 1406 Fabriano città creativa”, rappresenta un affresco tridimensionale nel tempo e nello spazio della città di Fabriano. Un viaggio all’interno delle arti e dei mestieri, lungo un percorso che parte dall’epoca medievale e che intende armonizzare le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed ambientale – gettando un ponte con il futuro attraverso la creatività. In lontananza sono raffigurate le montagne dell’appennino, si intravedono le sorgenti del fiume Giano che irrorano una valle ricca di coltivazioni, circondata dai suoi colli lavorati in gran numero da vigne mentre i campi di grano e di altri cereali si estendono nei boschi ed in pianura. Lungo le sponde del fiume si sviluppano le attività economiche dell’antica Fabriano, si esercitano le varie “arti”, tra cui si distinguono quelle dei Fabbri, dei Lanaioli, dei Calzolai, dei Conciatori di pelle, dei Guarnellari (fabbricanti di abiti da lavoro per i contadini), dei Merciai e dei Cartari, arte che ha reso famosa la città in tutto il mondo. Scendendo, una mano laboriosa impugna un pennello, simbolo di una città di grandi artisti, e un foglio di carta fabbricata a mano a testimonianza della volontà di non recidere i legami con una tradizione ultracentenaria. Tra le dita si dipana un filo rosso contrassegno dei lavoratori dell’arte della lana. Sull’altra sponda del Giano, sullo sfondo, la mano destra accoglie un punteruolo, strumento usato per la lavorazione delle pelli e un gomitolo il cui filo è – gioco di parole – il fil rouge del bozzetto. Il filo di lana passa dietro alla Fontana Sturinalto, emblema architettonico della città medievale, intreccia delle filigrane preziose – testimonianza di antichi statuti e di nuovi progetti internazionali di grande rilievo – terminando “la sua cucitura”, attraverso l’estremità della cruna di un ago, nel marchio di “Fabriano città creativa”, dove la “F” è intesa anche come “Futuro”. I colombi viaggiatori, rappresentano una sorta di viaggio nel Tempo, capaci di compiere voli e di tornare poi alla base, custodiscono e comunicano un preciso messaggio: ORA È TUTTO NELLE NOSTRE MANI. Sopra tutto aleggia “Mastro Marino”, il fabbro simbolo della città di Fabriano, impegnato nel battere il ferro incandescente, a vigilare e difendere una favorevole condizione di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. In una società profondamente mutata, con ritmi di vita sempre più stressanti, la lettura è stata messa da parte e questo è uno degli errori peggiori che una società civile possa fare. Il Palio è tante cose, tra queste anche la conservazione del piacere di avere un libro. Scrive il romanziere statunitense Christopher Morley: “quando si vende un libro a una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta, con inchiostro e colla, gli si vende un’intera nuova vita. Amore, amicizia, e navi in mare di notte; c’è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero libro”.

PORTA del BORGO
Infiorata: Chiesa Sant’Onofrio Hostaria: Chiostro di San Nicolò
Polittico delle Arti
Di Chiara Martinelli

Il mio bozzetto nasce dall’intento di rappresentare quanto profonde, antiche e poliedriche siano le radici della creatività fabrianese. Quando si pensa a Fabriano viene subito in mente la carta con la sua produzione secolare. La corporazione dei Cartari, per quanto fiorente ed importante, era però solo una delle tante che caratterizzavano l’orizzonte industrioso della città dei Chiavelli nel 1406. Sulle sponde del fiume Giano era un brulicare incessante di officine ed artigiani. Nel bozzetto, a rappresentanza di questa moltitudine eterogenea sono le quattro figure umane ospitate negli altrettanti pannelli laterali, ognuna simbolo di una precisa Corporazione presente nella Fabriano di quegli anni: dei Fabbri, dei Conciatori, dei Cartari e della Lana. Sono immortalati con alle spalle scorci delle loro botteghe e degli strumenti del mestiere. Quattro sono anche i colori con cui ho voluto differenziarli – blu, verde, giallo, rosso -: i colori delle quattro Porte, su cui la città di fonda. Non sono posti a titolo di rivalità, ma come omaggio alla creatività che tutt’oggi è insita in ogni Porta. Gli stessi colori fanno da sfondo agli stemmi delle Corporazioni, ospitati nelle cuspidi superiori. Figura dominante, non solo del pannello centrale, ma dell’intera composizione, è Chiavello Chiavelli, sormontato dallo stemma di famiglia, in dialogo con gli stemmi delle Corporazioni cui si affianca. È lui che procede fiero a cavallo, tra sbandieratori festanti, fiducioso del proprio futuro e di quello della città di cui è Signore. Con una politica mirata e lungimirante, riuscì ad alimentare il focolare della creatività che, già propria dei nostri artigiani, ebbe così modo di imporsi oltre i confini territoriali. Per questo è Chiavello Chiavelli a reggere, come fosse un’eredità, la moderna bandiera del comune di Fabriano, che si rifà, per la forma, al logo scelto per Fabriano Città Creativa UNESCO 2013. La cornice del polittico dà unità alla composizione e vuole essere omaggio ad una figura di spicco della pittura dell’epoca (e, se vogliamo perciò, possibile esponente di una ulteriore Arte): Gentile da Fabriano, con il suo Polittico di Valle Romita, realizzato proprio intorno al primo decennio del Quattrocento per l’eremo francescano di Val di Sasso. Nel complesso, lo stile che ho voluto ricercare per i cinque pannelli figurativi si rifà all’iconografia della fine del Trecento, che ho piacevolmente scoperto ed ammirato nella chiesa di San Venanzo e di San Domenico. Il cielo stellato che fa da sfondo al polittico deve essere letto anch’esso come prosecuzione e rimando a tale gusto goticheggiante.

PORTA della CERVARA
Infiorata: Chiesa San Filippo Hostaria: Via della Ceramica
Abbraccio
Di Concetta Daidone

Tutta l’essenza di Fabriano Città Creativa dell’UNESCO si rivela in un vortice di colori che percorre geometricamente il bozzetto culminando nella scena centrale occupata dall’Artigianalità che, ritratta come donna, viene raffigurata nell’atto simbolico di stringere la mano dell’UNESCO in segno di omaggio alla Creatività di Fabriano. La scena centrale, racchiusa in un vero e proprio abbraccio, è incorniciata da motivi floreali e geometrici che con i loro colori vivaci conferiscono luminosità ed energia al disegno. L’angolo in alto a sinistra svela un prezioso scorcio della Piazza del Comune che si affaccia sull’intera scena, coronata all’estremità dal simbolo dell’UNESCO. L’artista propone di celebrare Fabriano e le sue tradizioni proiettandola in una prospettiva innovativa. Per la realizzazione del bozzetto sono stati utilizzati colori acrilici che si prestano perfettamente allo stile geometrico del disegno.

PORTA del PIANO
Infiorata: Chiesa San Benedetto Hostaria: Chiostro di San Benedetto
Fabriano in scena
Di Charlotte Faderin, Nicola D’Alterio, Veronica Lilli

Fabriano è in una scena teatrale, i cui attori sono paesaggio, monumenti, scorci e personaggi della città di ieri, che resta ancora oggi. La maestosa figura di San Giovanni Battista divide lo sfondo in due sezioni; a sinistra il tenue tramonto incornicia il panorama fabrianese, a destra una vetrata artistica contrasta il paesaggio con richiami alle creazioni del noto artista locale Guelfo Bianchini, in onore del quale è stato recentemente inaugurato in città il museo Guelfo e al quale si devono le numerose vetrate nelle chiese fabrianesi. Tre sono le figure protagoniste della scena; la più grande impersona Giovanni Battista, patrono di Fabriano che veglia sulla città e la protegge. suo velo avvolge il teatro Gentile e funge da sipario; lì vanno in scena la fontana Sturinalto ed il palazzo del Podestà, che posizionate in corrispondenza del petto del Santo, rappresentano il cuore della città, il quale finisce per fondersi direttamente con il palco del teatro. Per creare continuità con il panorama, a sinistra è posizionata una donna: raffigura l’arte dell’infiorare e tutte le infiorate artistiche della città; è intenta a presentare Fabriano allo spettatore, lasciando cadere con la mano lievi petali colorati sui gradini del palco. Alle spalle della donna, scorre lento il fiume Giano, fino a ritrovarlo nella parte destra del disegno a fare da sfondo alla terza figura: il Mastro Cartaio, intento nell’arte peculiare della città, la lavorazione della carta.

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