REVISIONE ACCORDO STATO-REGIONI, PARLA IL SINDACO SANTARELLI

di Marco Antonini

Fabriano – E’ scaduto ieri, 31 marzo, il termine entro il quale il ministero della Salute avrebbe dovuto iniziare, secondo quando annunciato mesi fa, a rivedere le linee guida dell’accordo Stato-Regioni per quel che riguarda i punti nascita, compreso quello di Fabriano, che sono stati soppressi. Nella città della carta, dopo un tira e molla durato anni, con proroghe provvisorie, deleghe ai medici di lavorare sia a Fabriano che all’ospedale Salesi di Ancona, non si nasce più. Attivato un ambulatorio di “gravidanza fisiologica” che segue la gestante nei nove mesi di gestazione e dopo il parto. Una cosa semplice sulla carta, difficile nella realtà: chi partorisce a Gubbio-Branca o a Jesi poi difficilmente si fa assistere dai medici del Profili, ma prosegue nell’ospedale dove ha dato alla luce il proprio figlio. Sulla vicenda dell’accordo Stato-Regioni, il ministro Giulia Grillo aveva espresso la volontà, entro marzo, di iniziare a rivedere l’iter. Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli: “Come ho ormai imparato sulla mia pelle – dichiara – bisogna sempre evitare di fare annunci legati a delle date. In una risposta a un “question time” al Senato è stata però confermata la volontà di rivedere i parametri anche in considerazione del tempo trascorso dall’emanazione del Decreto ministeriale 70 che consente di correggere gli aspetti che non funzionano”.

Secondo il primo cittadino, però, la situazione è più complessa di quanto sembra. “Rimango dell’idea – evidenzia – che qualsiasi decisione arrivi la Regione Marche proseguirebbe nel suo percorso perché sono convinto – e l’essersi costituiti contro il nostro ricorso al Tar lo ha dimostrato per l’ennesima volta -che alla base c’è una volontà chiara di chiudere. Ma non per questo lasceremo qualcosa di intentato. Utilizzeremo tutte le armi in nostro possesso per opporci e per provar a ribaltare la situazione”. Non è escluso, quindi, in attesa dell’udienza del Tar fissata per il 22 maggio, il ricorso al Consiglio di Stato. L’ospedale Profili sempre in primo piano in una città in crisi, senza vie di comunicazioni veloci.

A spaventare sono i tagli in tutta la regione. “Si parla di almeno 13 milioni di euro, per qualcuno – precisa il sindaco di Fabriano – anche 17 o 19. Sono tanti i reparti in difficoltà che vanno avanti solo per l’abnegazione e i  sacrifici del personale ed è impressionante il numero degli infermieri che mancano. In Area Vasta hanno nominato numerosi Primari ma è inutile avere “i generali se poi non ci sono i soldati” e la soluzione non può essere quella di dare più mansioni agli Oss come sembra vogliano fare. A preoccupare è il taglio alle spese per il personale che si somma all’effetto della quota 100 – conclude Santarelli – che porterà al pensionamento anticipato di molti operatori. Si rischia il collasso se non si fa una seria programmazione dei concorsi per garantire il turnover, le stabilizzazioni e la copertura delle carenze nei reparti”.

Al Profili

Con la cessazione dell’operatività del Punto Nascita dell’Ospedale Profili di Fabriano, l’Asur ha organizzato il nuovo percorso della gravidanza fisiologica (“gravidanza a basso rischio”) che garantirà alle gestanti una presa in carico totale e l’assistenza continua, dall’epoca del concepimento alla fase del post-partum. Nonostante l’evento del parto avverrà, poi, presso un’altra struttura. L’Asur ha istituito presso l’Ospedale di Fabriano l’ ambulatorio dedicato alla gravidanza fisiologica che provvederà all’accettazione delle gestanti e a una valutazione iniziale per la loro successiva presa in carico. L’ambulatorio, gestito dallo specialista ginecologo e dall’ostetrica, sarà aperto quotidianamente, con accesso tramite impegnativa del medico curante e prenotazione mediante Cup o agli sportelli di front office. Leggi di più sulla nuova organizzazione all’ospedale Profili.

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