SPI CGIL, I PENSIONATI DIFENDONO L’OSPEDALE

A cura di Spi Cgil

I pensionati dello Spi Cgil di Fabriano sono stanchi di leggere probabili soluzioni ai problemi della sanità e del socio sanitario, quando, a distanza di tempo e dopo locali manifestazioni, raccolta firme, da parte di cittadini/e, si vive una situazione ospedaliera e dell’assetto del sistema sanitario nel suo complesso sempre più precaria. Mancanza di personale infermieristico, di medici specialisti, pensionamenti che non vengono rimpiazzati, reparti smantellati, strutture residenziali per anziani del tutto insufficienti, ci chiediamo se minimamente vengono valutate le conseguenze di un territorio privo di servizi, se vengono valutati i disagi che si provocano su un territorio montano già fortemente impoverito, in primo luogo di possibilità di lavoro.

Ci chiediamo se c’è consapevolezza che è anche per questa via, riduzione e dequalificazione dei servizi che si spingono i giovani, e non solo, a migrare. Resta una crescente popolazione anziana, sempre più condannata alla solitudine ed in difficoltà anche nell’accesso alle cure, per mancanza di disponibilità economiche, per servizi sempre più compromessi per esami diagnostici, per liste d’attesa infinite e spostamenti improbabili, insomma registriamo è un aumento della distanza spazio temporale tra bisogno e risposta (15 giorni per la refertazione di un tampone), dentro un percorso ad ostali per accedere alle prestazioni.

Il risultato dell’incontro tra Ceriscioli e i sindaci ha bisogno di essere chiarito anche alle parti sociali. Il nostro sindaco, ci dovrà spiegare cosa comporta per Fabriano avere un ospedale unico su tre unità operative complesse, senza sovrapposizioni di servizi. Forse malati in giro tra Fabriano, Jesi e Senigallia, come succede per le liste di attesa? Mamme girovaghe forzate sulle strade con cantieri che non vedono mai fine. Intanto a Fabriano si registra una lenta ma costante chiusura dei reparti, mancanza di personale che costringe quello esiguo presente, a ritmi insostenibili con il rischio di errori che possono segnare in modo pesante la vita dei pazienti, i locali danneggiati dal terremoto non si sistemano, i disagi non fanno che aumentare. Ribadiamo con forza che l’ospedale di Fabriano non serve solo il suo territorio comunale ma un’ampia fascia montana estesa tra le provincie di Pesaro, Ancona e Macerata. Sono aree dalla morfologia complessa, con forte presenza di anziani. La complessità ambientale, non agevola gli spostamenti, che da tempo sono penalizzati anche da cantieri sulla principale arteria stradale.

Questa difficoltà non può continuare ad essere disattesa, deve necessariamente richiamare l’attenzione di Amministratori responsabili e indirizzare scelte che garantiscano la sicurezza della cura e dell’assistenza in loco. I pensionati chiedono al proprio Sindaco di fare chiarezza sul risultato di questo ultimo incontro: se e quali servizi verrebbero persi dal nostro ospedale e quali acquisiti, o mantenuti e potenziati, sapendo da subito che ci batteremo per essere ascoltati con iniziative unitarie, solidali solo con i cittadini in difficoltà.

cs

 

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