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IL CODICE ATLANTICO DI LEONARDO

Il 2019 è l’anno di Leonardo Da Vinci, visto che sono 500 anni dalla sua morte, avvenuta ad Amboise il 1519. In occasione di questa ricorrenza, la Biblioteca Ambrosiana di Milano valorizzerà una selezione dei fogli del Codice Atlantico con delle mostre ed esposizioni. Il Codice Atlantico è un documento straordinario, una vetrina del genio di Leonardo da Vinci. Il materiale, costituito da 1119 fogli autografati, raccolti in 12 volumi, che contengono 1750 disegni e 100 pagine manoscritte di pugno di Leonardo, attesta l’eclettico interesse del personaggio per vari aspetti della realtà: si va dai disegni di ordigni da guerra, agli schizzi di bombarde e mortai, dalle macchine per scendere sul fondo del mare o per volare fino agli studi sulla meccanica e sulla scultura. L’interesse per l’arte militare così come per le geometrie dei corpi. Il documento ospita anche note biografiche, meditazioni filosofiche e appunti personali.

I fogli affrontano vari argomenti: anatomia, astronomia, botanica, chimica, geografia, matematica, meccanica, disegni di macchine, studi sul volo degli uccelli e progetti d’architettura, la vastità del genio universale di Leonardo in grado di essere innovativo e conoscitore della metodologia delle diverse branche del sapere umano. Il nome del codice è dato dalla dimensione delle pagine: 64,5 x 43,5 cm, simile a quelle di un atlante. “Atlante” è la denominazione usata in biblioteconomia, per indicare volumi di grande formato. La Biblioteca Ambrosiana di Milano conserva il Codice Atlantico dal 1637 nella bellissima e ricca Sala Federiciana. Nel 1796 la collezione venne trasferita a Parigi come conseguenza della conquista di Milano da parte di Napoleone e venne portata al museo del Louvre, dove rimase per 17 anni. Successivamente, il Congresso di Vienna decise che la collezione dovesse tornare nella sua ubicazione originale.

All’interno della Biblioteca Ambrosiana si trovano più di un milione di libri antichi. La Pinacoteca Ambrosiana invece fu fondata nel 1618, quando il cardinale Federico Borromeo donò la sua collezione di dipinti, statue, disegni alla Biblioteca Ambrosiana, adiacente alla Pinacoteca. Al suo interno sono presenti molti capolavori importanti di grandi maestri del Rinascimento e dei secoli successivi, come lo stesso Leonardo Da Vinci, il famoso Canestro di frutta del Caravaggio, Raffaello Sanzio, Botticelli, Tiepolo, Hayez e tanti altri.

Francesco Fantini