SERVIZI ALLA PERSONA, PARLA L’ASSESSORE SIMONA LUPINI

Dai Servizi alla Persona, alle Politiche Sociali passando attraverso le Pari Opportunità e l’Istruzione. Un resoconto dettagliato dell’assessore Simona Lupini su questi argomenti che sono molto a cuore alla nostra comunità cittadina e che richiedono interventi di massima urgenza da parte dell’Amministrazione del Comune di Fabriano.

Un assessorato impegnativo, quello dei Servizi alla Persona, che necessita di una professionalità specifica ma anche di un forte senso di umanità. In questi primi mesi di mandato quante e quali tipo di richieste sono pervenute al suo assessorato dai cittadini e dalle associazioni?

La “persona” è un sistema ad alta complessità, quindi di per sè molto impegnativo quanto stimolante per chi, come me, ha scelto nella vita professionale di occuparsi di individui. Dal 2003, infatti lavoro nell’ambito del sociale e ho avuto esperienza di diverse sfaccettature a livello di Ambito teritoriale. La società è indubbiamente in continua evoluzione e con essa cambiano le esigenze dei cittadini, nonchè deve necessariamente modificarsi, di pari passo, la modalità di assistere e supportare. In questo momento critico da un punto di vista socio economico, le richieste sono state in primis nell’ordine di lavoro e abitazione, da parte di nuclei familiari in difficoltà, ma mi preme sottolineare come sia emerso anche il forte bisogno di poter trovare un interlocutore attivo, di poter condividere i propri problemi con un’Ente fatto di persone. In poche parole ho sentito da parte dell’utenza un forte bisogno di contatto, anche se spesso può essere stata delusa in qualcuno l’aspettativa di trovare risposte immediate e”facili”. Rispetto alle associazioni tutte, l’esigenza massiccia è quella di collaborazione continuativa con l’Ente, nonchè di sedi appropriate e, ovviamente, non ultima quella di risorse, non soltanto economiche.

Stiamo vivendo un periodo non facile che registra un altissimo tasso di disoccupazione, mancanza di lavoro con conseguente accrescimento del numero delle famiglie che chiedono aiuto. I dati sulla povertà forniti dalla Caritas sono allarmanti, in che modo state intervenendo come Amministrazione?

Rispetto alle nuove forme di disagio socio economico, la strada intrapresa da questa amministrazione è quella di ottimizzare le risorse promuovendo delle fattive collaborazioni tra i diversi attori del sociale. Abbiamo attivato un tavolo operativo delle povertà che vede coinvolte le diverse associazioni già attive sul territorio, la Caritas, San Vincenzo de Paoli, Associazione Quadrifoglio, CSO Marche, Centro Aiuto alla Vita, le Organizzazioni sindacali, l’Ambito territoriale e il Servizio Sociale del Comune di Fabriano. Le istituzioni, in collaborazione con le Associazioni presenti nell’Osservatorio delle povertà, si stanno integrando per favorire una modalità congiunta di operare affinchè le situazioni di disagio vengano gestite in maniera condivisa ottimizzando le risorse presenti nel territorio. Inoltre, grazie al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, si prosegue a lavorare con continuità per creare quella rete necessaria al superamento del momento di stallo che necessariamente una crisi economica così profonda e di lunga durata comporta in una società. Abbiamo avuto, a tal proposito, confronti molto proficui con altre realtà regionali, sia con gli appositi assessorati sia con i direttori Caritas.Ci sono in fieri nuove opportunità rispetto ai contributi erogati alle famiglie, in particolare l’ultimo nato, il REI, che, non senza difficoltà di collaborazione in una filiera piuttosto complessa, vede una nuova modalità di assistenza proattiva da parte del cittadino. I nuovi tirocini di inclusione, stanno vedendo nascere nuove collaborazioni con imprese e commercianti, con nuove possibilità di assunzioni laddove la persona si dimostri meritevole. L’intenzione è quella di promuovere l’autonomia e la riattivazione delle risorse dell’individuo e non un assistenzialismo fine a se stesso che risulta, non solo impossibile vista la dipartita di molte risorse economiche nel passato erogate da privati, ma anche rischiosa perchè foriera di dipendenza da altri, nonchè non nella direzione della crescita personale e della promozione delle risorse individuali. Ognuno deve diventare consapevole delle proprie possibilità e saperle sfruttare nel miglior modo, con l’Ente che fa da supporto nonchè da collettore di risorse sul territorio. Sono in crescita diversi progetti rispetto alle esigenze abitative e delle emergenze, che vedranno nascere nuove collaborazioni sul territorio, di cui il Comune sarà gestore oltre che supevisore.

Riguardo le politiche sociali, diverse associazioni hanno lamentato già dagli scorsi anni importanti tagli nel bilancio comunale. Com’è la situazione ad oggi e su che tipo di interventi avete focalizzato la vostra attenzione?

In questi mesi abbiamo ascoltato tutte le associazioni attive sul territorio, cercando di capire bene quali siano le loro specifiche esigenze, le differenti dinamiche all’interno di esse e tra esse. Il Comune sta cercando di ottimizzare le risorse esistenti e di creare rete, come già precedentemente sottolineato. Credo personalmente, così come l’Amministrazione di cui faccio parte come tecnico, nel lavoro di squadra, sono cresciuta in una equipè e conosco bene quali risorse può potenziare un buon lavoro di rete. Mi sto adoperando molto in tal senso creando dei tavoli di lavoro produttivi, che non lascino spazio ad aspetti narcisistici autorefenziali, bensì che vedano come unico obiettivo l’interesse dell’utente.Sarà molto importante promuovere un’integrazione con i servizi sanitari dell’Asur e con gli organi regionali del sociale, con i quali ho già cominciato ad interfacciarmi.

Parliamo di Pari Opportunità, una delega importante per una Commissione che si impegna molto per l’uguaglianza di genere. Come procedono i lavori?

Rispetto alle pari opportunità, abbiamo ripristinato la Commissione e costruito insieme nuove progettualità, ottimizzando le risorse a disposizione in collaborazione anche con l’Ambito. Abbiamo molto a cuore le difficoltà legate alla violenza di genere, di cui mi occupo anche come clinico, rispetto alla quale, non senza difficoltà, stiamo creando progetti specifici di promozione di autonomia insieme alle associazioni che si occupano di sostenere le donne che richiedono aiuto. Si stanno cercando nuove collaborazioni con le imprese, nonchè con il Centro per l’Impiego per promuovere realtà lavorative anche alle donne che debbano occuparsi della prole. Si sono creati fattivi confronti anche con le Comunità straniere, creando un tavolo di lavoro con i loro rappresentanti.

Riguardo l’Istruzione, possiamo anticipare qualche progetto in cantiere per il 2018?

Lavoro come clinico in collaborazione con le diverse scuole da  anni, pertanto conoscevo già molte realtà e molti dirigenti. Numerosi insegnanti si sono dimostrati proattivi rispetto a nuove progettualità e i genitori sono disponibili ad una collaborazione più di tipo partecipativo. Ho proposto già ad agosto di mettere in piedi dei “comitati di partecipazione” dei genitori. Per quanto riguarda la scuola abbiamo avuto diverse emergenze dovute al sisma e alla messa a norma di diverse strutture, per affrontare le quali è stato necessario un confronto conitnuo e collaborativo cin i dirigenti scolastici. Tuttavia siamo riusciti a mettere in piedi alcuni progetti molto apprezzati dagli studenti e dai docenti sempre in un’ottica di rete con Asur e Ambito. Per il 2018 stiamo costruendo nuove collaborazioni con il Teatro, in collaborazione con l’assessore Venanzoni, con insegnanti di musica per quel che riguarda le scuole dell’Infanzia, nonchè con le società sportive. Insieme all’assessore alle politiche giovanili Pagnoncelli stiamo lavorando molto, sempre in collaborazione con altri attori del settore e con l’Ambito, all’alternanza scuola-lavoro, nonchè alla promozione dei servizi rivolti ai giovani, come Cag e Informagiovani.

Gigliola Marinelli

 

 

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