ALESSANDRA BOLDRINI, DAL LICEO ‘VOLTERRA’ AL POPULAR MUSIC PERFORMANCE DI LONDRA

Classe 1997, giovanissima e talentuosa, Alessandra Boldrini si racconta per i nostri lettori in un momento particolare in cui sentiamo veramente il bisogno di ascoltare storie vere, racconti di giovani che credono che il dono di un talento possa essere la chiave di volta per costruire un futuro professionale concreto nei fatti.

Alessandra, dal Liceo Scientifico “Vito Volterra” di Fabriano al Popular Music Performance (Vocals) presso il BIMM di Londra. Un “volo” coraggioso con tanti sogni ed aspettative a bordo?

Sicuramente una scelta su cui ho riflettuto molto e che, una volta presa, ha da subito iniziato a cambiare la mia vita. Non capita a tutti di avere un’opportunità così grande e per questo devo ringraziare i miei genitori che mi sono sempre stati accanto, supportandomi e rispettando la mia scelta di trasferirmi qua a Londra per studiare. Ero al quinto anno di liceo e, non potendo andare direttamente là per via della maturità, ho mandato dei video alla BIMM come sorta di “audizione”. Non mi aspettavo di essere presa dato che comunque non avevo avuto molto tempo per imparare le canzoni, studiare la teoria e perfezionare il tutto. Invece un paio di settimane dopo ho ricevuto una mail dalla scuola con due offerte per due diversi corsi da scegliere!! Non riuscivo a crederci. Ero contentissima e diciamo che a quel punto la partenza era orami quasi “ufficiale”.

Non solo cantante ma anche musicista, a quale età hai scoperto la tua passione per la musica ed il canto?

In realtà non riesco a definire un periodo preciso in cui ho capito che questo era ciò che volevo fare nella vita. Certamente nella mia famiglia la musica non è mai mancata. Ricordo che da piccola, mentre ero in macchina con i miei, ascoltavamo sempre tantissimi CD, da Elton John a Ennio Morricone. Una canzone che mi è sempre rimasta in mente e che ricordo particolarmente è “That’s what friends are for” di Dionne Warwick. Ovviamente da piccola non avevo la minima idea di chi fossero gli interpreti o che tipo di musica stessi ascoltando ma crescendo, fortunatamente, sono riuscita a ritrovare tutte quelle canzoni sconosciute che avevano accompagnato i miei viaggi in macchina. Anche in questo caso devo ringraziare i miei per avermi dato modo di conoscere questo “mondo”: spesso andavo a sentire le prove del coro con loro o in chiesa dove babbo suonava l’organo. A casa ascoltavo mamma che cantava o babbo che suonava il pianoforte. Durante le scuole elementari ho iniziato a cantare con il coro “Le Verdi Note” diretto da Maria Grazia Trontino inizialmente e Milly Balzano successivamente. Cresciuta, mi sono iscritta alla sezione “teen” del coro “Akademia” diretto da Milly Balzano. Lì ho iniziato ad avere le mie prime parti come solista, sia in città che fuori Fabriano, divertendomi, imparando e facendo bagaglio di tutte le belle esperienze avute fino a quel momento.

Hai scelto un percorso impegnativo con la formazione nella prestigiosa scuola BIMM di Londra. Esattamente che tipo di studi stai svolgendo e che esperienze musicali stai incamerando in questa avventura, sicuramente particolare e nel contempo affascinante?

Con il corso concluso a giugno 2017 ho raggiunto una formazione di base che mi mancava ed ho ottenuto un diploma che mi ha permesso di accedere direttamente al corso di laurea triennale – che sto frequentando al momento –  senza fare nessun’altra audizione. A scuola mi trovo molto bene sia con gli insegnanti che sono qualificati e molto disponibili, che con i miei compagni di corso. Per quanto riguarda le materie scolastiche invece, una cosa che non mi aspettavo, è il fatto che sono per lo più teoriche e scritte oltre che pratiche, che non è una cosa che ti immagini sapendo di andar a studiare canto. Nel mio corso abbiamo: Music Business e Music Industry per quando riguarda l’ambito economico e industriale – etichette discografiche, diritti d’autore, management, …. – poi Music Theory e Music Production per l’aspetto creativo, composizione, produzione, mixing e mastering di tracce. Ovviamente ci sono Tecnica e Solfeggio per la parte vocale, Live Performance, e una delle materie più interessanti che abbiamo è Styles, dove ogni due settimane ci focalizziamo su un genere musicale, studiandone gli aspetti principali e reinterpretandolo a modo nostro mantenendo comunque i punti chiave visti la settimana precedente. Un corso di laurea sicuramente impegnativo, ma che mi permette di imparare tantissimo e soprattutto crescere, sia a livello musicale che come persona. Una recente esperienza che mi ha molto colpito in particolare è quando, insieme ad una mia amica, ho avuto l’opportunità di vedere gli U2 live negli Abbey Road Studios, assistere alla loro intervista e persino poter parlare di persona con tutti i membri del gruppo! Una giornata fantastica che non dimenticherò mai.

Parliamo dei “Talent” e di come oggi siano guardati da molti in modo critico, quasi come una scorciatoia per il successo immediato. Cosa ne pensi? Quanto conta una buona formazione ed una sudata gavetta per sfondare nel difficile mondo dello spettacolo?

Penso che oggi come oggi è davvero difficile costruirsi una carriera, dato che ci sono tante, ma tante, persone che cercano di farsi notare riuscendoci, non sempre per bravura,  ma spesso solo per qualche video improvvisato che magari diventa virale. Ricordo di aver visto online il video di una ragazza diventata famosa per aver aperto un canale Youtube dove postava i suoi video mentre spalmava la sua faccia in varie forme di pane. Davvero…  pane! Quando vedo queste cose mi domando se effettivamente valga la pena fare tanti sacrifici, ma alla fine preferisco proseguire nella strada intrapresa per avere una base solida per arrivare ai miei obiettivi, senza affidarmi al caso. Quando lavori sodo per ottenere qualcosa, le soddisfazioni, le mille cose da raccontare che ti capitano durante il percorso… credo non ci sia niente di più bello ed entusiasmante! E’ altrettanto vero che i “Talent” rappresentano un’occasione per tanti ragazzi di avere visibilità, ma credo che alla fine, per non essere una meteora, sia sempre necessario avere competenza e capacità oltre che, naturalmente, una particolare dote artistica. Detto questo, non mi dispiacerebbe sicuramente trovarmi sul palco di un “Talent”….. Magari questo nuovo anno mi regalerà qualche sorpresa, chi lo sa?…..

Alessandra, la voce è uno strumento che la natura ci dona ma che scopriamo poi man mano, perfezionandola e imparando a conoscerne le potenzialità. Cosa stai scoprendo di te stessa, lavorando con la tua voce tutti i giorni?

Di me stessa ho scoperto un carattere e una forza che non pensavo di avere. Vocalmente sto lavorando molto sulla tecnica, che vorrei migliorare e consolidare, e anche sulla mia estensione vocale; mi piace molto sperimentare e vorrei buttarmi su qualcosa di più “rischioso”, uscendo dalla mia comfort zone. Mi esercito almeno 5/6 volte a settimana sfruttando gli esercizi che ci insegnano a scuola e sono molto soddisfatta dei risultati che sto ottenendo. Sul lato personale mi sento molto più sicura di quanto ero prima; questo mi ha dato molta più fiducia in me stessa e la cosa la noto quando sono su palco dove mi trovo sempre più a mio agio.

Parliamo di progetti. Stiamo già vedendo delle tue bellissime interpretazioni attraverso il tuo canale YouTube e la tua pagina Facebook, hai qualche anticipazione per noi che ti seguiamo da Fabriano?

Di progetti ne ho sempre avuti tantissimi. Al momento sto scrivendo tre canzoni che spero di riuscire a finire e produrre interamente per questa estate. Alla fine di tutto vorrei pubblicare il mio primo EP! Da questo 2018 mi aspetto tanto, specialmente da me stessa, e cercherò di mettermi in gioco più che posso; ho già qualche data fissata qua a Londra ma presto scriverò tutto sulla mia pagina Facebook, che tengo sempre aggiornata con video e post. Per il resto scoprirete tutto a breve… Incrociamo le dita!

Gigliola Marinelli

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