Beko, produzione a rilento nella fabbrica di Melano-Marischio
Fabriano – Produzione a rilento, va avanti la cassa integrazione. Nel fabrianese, colpito dal caso Electrolux, l’ennesimo colpo al territorio, c’è sempre la vertenza Beko da monitorare sia in ambito operaio che impiegatizio. Continuano le difficoltà nel sito produttivo di Melano-Marischio: i volumi tardano ad arrivare e questo preoccupa molto le organizzazioni sindacali e i lavoratori. Chiesto più volte un nuovo tavolo al Mimit. Dalla Cisl Marche è Giampiero Santoni a fare il punto: «Continuano a diminuire volumi stimati a inizio anno, dopo il calo significativo del mese di maggio, a giugno ci sono ancora giornate di fermo produttivo totali. Tra festività, permessi e cassa integrazione straordinaria si produrrà poco più del 50% dei giorni lavorabili. Il tutto – dice – dopo il completamento del programma di esuberi che era previsto per il sito produttivo che avrebbe portato già in questi mesi una forte riduzione dei fermi produttivi, ma così non è». A questo si aggiunge la preoccupazione sui ritardi degli investimenti previsti dal piano industriale soprattutto nelle automazioni. La nota positiva, come annunciato dall’azienda, è che il 29 giugno ci sarà l’avvio dell’impianto fotovoltaico a Melano. Dovrebbe permettere un importante risparmio energetico, aumentando la competitività. «Sul fronte impiegati rimango tutte le difficoltà nella gestione degli esuberi, oltre 200 previsti dal piano industriale, quasi 100 ancora lavorano con riduzione di orario del 90%. Sarà importante – conclude Santoni – riconvocare il tavolo al Mimit il prima possibile per verificare un piano industriale che ad oggi mostra poche luci e molte ombre». Anche Pierpaolo Pullini, Fiom Cgil, monitora la situazione. «In attesa dell’implementazione dell’impianto fotovoltaico, resta la problematica legata ai volumi. La produzione sta continuando in linea con quella dei mesi precedenti, sicuramente per dinamiche generali di mercato e geopolitiche, ma che comunque vanno monitorate con grande attenzione. Su questo sarà importante l’effetto degli investimenti che l’azienda Beko è tenuta a fare, come da impegni presi nel piano industriale e su cui si continua a registrare un ritardo, soprattutto per quanto riguarda i nuovi prodotti. Preoccupa l’attività: al massimo le linee di produzione lavoreranno non più di 13 giorni nel mese di giugno». Isabella Gentilucci, Uilm Marche: «Abbiamo denunciato più volte il ritardo degli investimenti, 110 milioni di euro spesi dei previsti 300 milioni del piano e invocato un uso più equo della cassa, sia nello stabilimento che nella sede impiegatizia. La situazione va monitorata anche da Regione e Ministero».
m.a.

