NELLE MARCHE SOLO L’ 1,4% DELLE SCUOLE È STATO COSTRUITO CON CRITERI ANTISISMICI

Un’edilizia scolastica vecchia, ancora bisognosa di interventi di manutenzione e ammodernamento. Questo emerge dal XVIII Rapporto Ecosistema Scuola, l’indagine annuale di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica presentato questa mattina a Roma nel corso del forum “Scuola Innova”, organizzato dall’associazione ambientalista insieme a Kyoto Club e Editoriale La Nuova Ecologia. Tre i capoluoghi marchigiani che compaiono nell’indagine, Ancona, Pesaro e Macerata, mentre rimangono escluse Ascoli Piceno e Fermo, rispettivamente per incompletezza di dati e per mancata risposta. Non è certo un quadro roseo, infatti, quello delineato da Legambiente nelle tre province marchigiane: il 47,2% di edifici risulta costruito ante normativa antisismica del ’74, contro una media nazionale del 63,6%. Nessuno risulta edificato secondo i criteri della bioedilizia, solo l’1,4% con criteri antisismici e su uno scarso 14,3% è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica, nonostante il territorio delle Marche sia stato fortemente colpito dal terremoto del 2016. Riguardo la manutenzione, le tre amministrazioni comunicano che, ad oggi, il 16,8% degli edifici necessita di interventi urgenti. Negli ultimi cinque anni, infatti, si è intervenuti con la manutenzione straordinaria sul 52% degli edifici, dato in miglioramento rispetto a quello del 2015, ma che non tiene conto dell’emergenza edilizia scolastica dei comuni del cratere. La spesa per la manutenzione straordinaria nel 2016, però, è stata solo di circa 4mila euro a edificio, contro gli oltre 16mila della media nazionale.

Nel dossier presentato oggi non mancano, però, alcune esperienze positive: risultano buoni, infatti, i dati sulle certificazioni per quanto riguarda il collaudo statico, il certificato di prevenzione incendi, gli impianti elettrici a norma e i requisiti di accessibilità, tutti sopra la media. Tuttavia il certificato di agibilità risulta posseduto, ad oggi, da meno di un terzo delle scuole (30%), mentre la certificazione igienico-sanitaria dal 67,2%. Per quanto riguarda le energie rinnovabili, il 66,7% delle scuole marchigiane beneficia del solare fotovoltaico e il 46,7% del solare termico. In generale, però, il dato sulle rinnovabili è sei punti sotto la media nazionale, con il 12% di edifici che presentano impianti, mentre un cambio di rotta in questa direzione permetterebbe di alleggerire i costi a carico delle amministrazioni. Sono assenti i monitoraggi ambientali per quanto riguarda la presenza di radon, quelli svolti per l’amianto, invece, non hanno rilevato la presenza di casi certificati o sospetti. Risultano mancanti, infine, anche i monitoraggi relativi all’elettromagnetismo, sia per le basse che per le alte frequenze. “Questi dati – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – ci ricordano quanto sia urgente lavorare per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio, a partire dalle scuole che possono diventare un grande cantiere di innovazione diffusa. Innovazione che ci auguriamo sia al centro e rappresenti la base della ricostruzione delle nuove scuole nell’area colpita dal terremoto, perché siamo convinti che questi luoghi costituiscano le fondamenta nella costruzione della comunità dell’Appennino.”

Terzoni (M5s): scenario desolante, regione si svegli

“Che la situazione degli edifici scolastici nelle Marche fosse da tregenda lo sapevamo. Però il XVIII Rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente fotografa una situazione rovinosa: in base agli studi fatti dalla nota associazione, soltanto l’1% delle scuole allo stato attuale è costruito con criteri antisismici. Un dato impietoso, estratto da verifiche accurate sui plessi presenti nei territori delle province di Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata. Per Fermo e Ascoli Piceno invece l’incompletezza dei dati e le mancate risposte di molte scuole non ha reso possibile fare un’indagine accurata, spia fin troppo evidente che se vogliamo la situazione lì può essere persino peggiore. Nelle tre province monitorate, il 47,2% di edifici risulta costruito prima della normativa antisismica del 1974 (la media nazionale è del 63,6%). Nessuna scuola è edificata con criteri di bioedilizia, solo l’1,4% vanta criteri antisismici e le verifiche di vulnerabilità sismica hanno interessato soltanto il 14,3% degli edifici, nonostante i danni creati dal terremoto di un anno fa. Il 16,8% degli edifici necessita di interventi urgenti. Unica nota lieta sono i dati sulle certificazioni di collaudo statico, i certificati di prevenzione incendi, degli impianti e dei requisiti di accessibilità, tutti sopra la media. Ma meno di un terzo delle scuole possiede il certificato di agibilità (30%), mentre la certificazione igienico-sanitaria c’è nel 67,2% degli istituti. Per quanto riguarda le energie rinnovabili, il 66,7% delle scuole marchigiane beneficia del solare fotovoltaico e il 46,7% del solare termico: numeri passabili, ma bisogna fare molto di più. Resta però la macchia dell’antisismicità pressoché inesistente: può un territorio come quello marchigiano purtroppo teatro così frequentemente di eventi sismici avere dati peggiori di regioni del Sud come Calabria o Sicilia? E’ desolante. In Regione è giunto il momento che qualcuno si interroghi, e che a livello centrale si inizi a pensare che un grosso piano di investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici non è più rimandabile, senza contare che si creerebbero non pochi posti di lavoro. Invece di mettere nella legge di Bilancio solo mancette, lor signori si sveglino prima che sia troppo tardi”. Così Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati.

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