ASPETTANDO IL TAR, DUE MESI DOPO

di Marco Antonini

Fabriano – Ospedale Profili. Si tornerà a nascere al secondo piano della struttura di viale Stelluti Scala? Una domanda che tutta la città si pone da ormai molti mesi. Il 3 luglio, si è tenuta l’udienza nel merito, al Tar delle Marche, ad Ancona, per scongiurare la chiusura definitiva della sala parto dell’ospedale Profili dove non si nasce più dallo scorso 20 febbraio. Dopo la bocciatura del Consiglio di Stato l’ultima corsa per il reparto di Ostetricia è data proprio dal Tribunale Amministrativo delle Marche che ha affrontato, nel merito, ormai due mesi fa, il caso dell’ospedale della città della carta. Sul tavolo, infatti, il mancato raggiungimento del numero minimo annuo di parti (500) che ha stoppato il punto nascita dopo anni di proroghe e la difficoltà a garantire il servizio h24 dei pediatri tanto che il reparto che “serve” circa 8mila piccolini in età pediatrica è stato chiuso e trasformato in ambulatorio con presenza di specialista 6 ore al giorno. L’avvocato Giovanni Ranci, che rappresenta il Comune di Fabriano insieme al legale interno dell’Ente, Michela Ninno, ha puntato il ricorso su diversi fattori. In primo luogo la strada SS 76 che ostacola il trasporto delle gestanti e la sicurezza di mamma e nascituro. In più occasioni, infatti, il sindaco, Gabriele Santarelli, ha evidenziato che “il percorso previsto in alternativa a Fabriano non è garantista per mamma e nascituro in caso di emergenza”. Il secondo motivo è il funzionamento solo h12 dell’elisoccorso che non vola di notte e nemmeno di giorno in caso di maltempo, forte vento e visibilità ridotta. Terzo aspetto, non secondario, quello psicologico. Molte gestanti sono spaventate per questa rivoluzione sanitaria e dal rischio di partorire durante il viaggio verso l’ospedale di Jesi, Ancona o Branca-Gubbio. Ultimo fattore quello del sisma. La legge prevede la sospensione dei processi di riorganizzazione per quelle città che rientrano nel cratere sismico, come Fabriano. Ciò permetterebbe di attendere la revisione dell’accordo Stato-Regioni più volte annunciata e mai ultimata. Adesso si attende la sentenza del Tar delle Marche.

di Katia Silvestrini, Associazione Fabriano Progressista 

Settembre è il mese in cui dovremmo conoscere la decisione del Tar Regionale in merito al ricorso presentato dai Comuni dell’entroterra contro la decisione della chiusura del punto nascita. Premesso che soltanto il pensiero che le donne Fabrianesi in stato interessante possono essere seguite nel nostro Ospedale sia prima che dopo il parto ma non durante perchè vengono spedite come pacchi altrove, ci sembra del tutto surreale, non possiamo che confidare in una decisione positiva che non veda negato il sacrosanto diritto alla salute ma che, al contrario, possa contrastare lo spopolamento dell’entroterra in un territorio già pesantemente in difficoltà. Comunque sia, convinte come siamo, che la buona politica possa fare moltissimo, siamo certe di poter affermare che è arrivato ormai il momento di convocare la conferenza dei sindaci e sedersi intorno ad un tavolo per trovare le modalità di riapertura del reparto Pediatria ma anche per pianificare le modalità di sopravvivenza del Profili affinchè il nostro nosocomio venga rilanciato. Viviamo in un territorio difficile, il terremoto inizia a farsi risentire , l’inverno si avvicina e l’aspetto orografico del nostro territorio ci pone in condizioni di seria difficoltà. Il Punto nascita e la Pediatria sono chiusi, il destino di altri reparti è alquanto dubbio, la politica non può che prenderne atto e lavorare unita affinchè questa triste vicenda non pesi come un macigno sulle coscienze e non diventi il fallimento principale di un’intera società.

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