ASSEMBLEE NEGLI STABILIMENTI ASPETTANDO NUOVE GARE

“Si va avanti in attesa di nuove gare per ottenere commesse e, di conseguenza, la ripresa produttiva”. E’ il punto dei sindacati dopo il vertice con la proprietà delle Cartiere Fedrigoni che si è tenuto lunedì a Bologna. Un tavolo nazionale intorno al quale le parti sociali hanno espresso preoccupazione e chiesto delucidazioni sul piano industriale. Al momento, con due nuove mini commesse già ottenute, pari a 500 tonnellate di carta per due mesi e mezzo di lavoro, restano ferme due linee produttive. Sul personale in esubero che ammonta a 150 unità i sindacati parlano di “personale in eccedenza visto che si sta facendo del tutto per evitare di dover ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa di nuovi ordini”. Nulla di nuovo, intanto, sulla procedura di vendita a un Fondo americano. Mercoledì e giovedì, intanto, si sono svolte le assemblee degli operai negli stabilimenti di Fabriano e Rocchetta.

Il reparto carta monete in difficoltà. Con la perdita della commessa per l’India manca la produzione di 5mila tonnellate di carta pari a sei mesi di lavoro per tre linee produttive. Per quanto riguarda l’Euro si è azzerata la produzione per gran parte del 2018: tutto ciò a seguito della decisione della Banca Centrale Europa che ha tolto il 50% delle commesse alle cartiere Fedrigoni affidandole, senza bando, a una cartiera francese. Già da un mese sono in corso assemblee di stabilimento tra operai e rsu con la proprietà. Per evitare il peggio sotto il punto di vista occupazionale ok a ferie scaglionate per chi ne ha accumulate durante l’anno e negli stabilimenti di Fabriano e Rocchetta alcuni potranno usufruire dell’accompagno alla pensione. Con l’avvio delle due linee nello stabilimento di Pioraco, nel Maceratese, si recuperano altre 25 unità. Contemporaneamente, oltretutto, è in atto la procedura di vendita dell’azienda a un Fondo americano ma su questo la proprietà si è riservata di parlarne nel corso di prossime riunioni in programma a partire da gennaio.

L’azienda, in più occasioni, ha rassicurato i dipendenti. Ora si attende l’esito delle trattative per un’importante commessa dalla Turchia. Anche la politica osserva quanto sta succedendo alle Cartiere. Due parlamentari fabrianesi si sono già mosse per scongiurare il peggio. “Insieme al presidente Quagliariello, a tutto il gruppo Federazione della Libertà e ai colleghi di Forza Italia abbiamo presentato un’interrogazione per sollecitare il Governo, e in particolare il ministro Calenda, a intervenire”. Lo ha detto la senatrice Serenella Fucksia, vice presidente del gruppo Federazione della Libertà. “Quanto ai lavoratori – ha concluso – molti contratti non sono stati rinnovati e si prevedono ulteriori esuberi. E’ l’ennesimo duro colpo per una città che vede già il 30% della popolazione attiva disoccupata”. La deputata Patrizia Terzoni, Movimento 5 Stelle, ha interrogato l’Esecutivo. “Se il Governo Gentiloni ha una qualche minima responsabilità sulla piega che hanno preso le cose è giusto che se ne assuma la responsabilità e che lo dica in maniera rapida e limpida. Non vorremmo ci fosse dietro qualche speculazione politica o economica”.

Marco Antonini

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