GIOVANI SMARRITI, FAMIGLIE DISTRATTE

Per molti è il papà salva adolescenti che dopo la morte del figlio a 16 anni per colpa di una pasticca di droga sintetica in Lombardia, si è messo in moto per risvegliare le coscienze dei giovani e metterli in guardia dal tunnel delle sostanze stupefacenti. Lui è Gianpietro Ghedini che mercoledì 25 ottobre, con la sua fondazione Ema.Pesciolinorosso che fa prevenzione in tutta Italia, è arrivato anche a Fabriano. Ospite dell’Istituto Superiore Morea-Vivarelli e del Liceo Artistico Mannucci, ha intrattenuto per diverse ore più di mille studenti che hanno svolto un’assemblea d’istituto originale e molto partecipata. “Gianpietro – hanno detto gli insegnanti – ha raccontato la propria storia e quella di suo figlio Emanuele consapevole che quello che sembra farci cadere ci aiuterà domani a stare in piedi”. L’incontro, moderato da Gigliola Marinelli, direttore di Radio Gold, è stato organizzato dagli studenti stessi sotto il coordinamento della professoressa Cristina Corvo e dell’associazione Quattro Maggio. Un tema attuale anche nella città della carta dove, proprio recentemente, polizia e carabinieri hanno potenziato i controlli in prossimità delle scuole e al capolinea dei pullman per prevenire fenomeni come bullismo e spaccio di droga.

Un mercato, quest’ultimo, che non conosce crisi. Le forze dell’ordine, infatti, hanno segnalato come assuntori di sostanze stupefacenti anche giovanissimi di 14-15 anni a dimostrazione di come gli adolescenti iniziano presto ad avvicinarsi al mondo dell’illegalità. Quello che emerge è che manca la consapevolezza, soprattutto tra i genitori, dei danni che produce qualsiasi tipo di droga. Non sono solo stranieri quelli che consumano hashish o marijuana, ci sono anche fabrianesi e figli di. Alcuni escono di casa, alle 7,30 del mattino per andare a scuola, con lo spinello nell’astuccio o in tasca. Una volta ci si mettevano i bigliettini per copiare il compito in classe, oggi, con leggerezza, c’è chi si fa lo spinello prima di arrivare a scuola. Prima delle vacanze estive un alunno è stato sorpreso con il taglierino nell’astuccio, prezioso strumento per tagliare l’hashish. Ci sono poi quelli che nascondono il tutto all’interno del pacchetto delle sigarette. Quando vengono fermati dalle forze dell’ordine si mostrano poco collaborativi e quando vengono informate le famiglie, i genitori cadono spesso dalle nuvole. Gianpietro Ghedini, nel suo intervento, ha cercato di parlare proprio ai giovani fabrianesi, con il cuore in mano. “Ragazzi – ha detto commosso – trovate il coraggio di dire no, non diventate schiavi di chi vi vuole rendere tali, tenetevi stretta la vostra libertà e non fatevi manipolare”. Nel corso dell’incontro è stato presentato il suo libro, Lasciatemi volare, con l’appello finale affinchè tutti si adoperino per fare più prevenzione. Un appello, questo, rivolto alle istituzioni tutte e alle famiglie.

Assuntori

Assuntori già a 14-15 anni pizzicati in giro per la città, a tutte le ore, con una dose di circa 1 grammo di hashish o marijuana; possibili spacciatori a 19-20 anni. Il passo è breve. Si inizia per sballo, si prosegue cercando di guadagnare soldi. Sono giovani nati a Fabriano, di tutti i ceti sociali. Quando vengono fermati per un controllo, brontolano per la rigidità dei controlli, perché, per molti di loro “non c’è nulla di male in quello che fanno”. Polizia e carabinieri lavorano ogni giorno per arginare questo fenomeno che coinvolge sempre più giovani che, con difficoltà, riescono poi ad uscire dal tunnel della droga. Negli anni anche nelle scuole sono state organizzate tante iniziative per far capire i danni e la dipendenza che la droga si porta dietro con conseguenze pericolose per l’organismo. Gli oratori della diocesi di Fabriano-Matelica sono aperti tutti i giorni proprio per fornire un’alternativa pomeridiana alla noia e fornire a tutti un luogo educativo di sani principi.

Marco Antonini

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