TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA, LA SISMICITA’ DIMINUISCE. IL PUNTO DI AMATO E TONDI

Sisma, il punto del sismologo dell’Ingv Alessandro Amato 

Aggiornamento sulla sequenza in Italia centrale (o se preferite di Amatrice, Norcia, Visso – ma gli altri Comuni poi?). Oltre 55.500 aftershocks localizzati. Quasi 70 km l’estensione nord-sud dell’area attiva. La sismicità continua a diminuire lentamente. Il numero dei terremoti di M≥2 in tutta l’area è di una ventina al giorno, pochi quelli di M3 o più. Le zone più attive in questi ultimi giorni sono le due estremità nord (Marche) e sud (Abruzzo) della sequenza. Le probabilità di aftershocks più forti diminuiscono settimana dopo settimana ma non sono nulle. Diciamo che mi stupirei di altri forti eventi nella zona centrale e meno in quelle marginali, ma abbiamo imparato che le riprese e le sorprese sono purtroppo sempre possibili. In termini probabilistici, possiamo essere forse un po’ più ottimisti di qualche giorno fa, relativamente alla fine della sequenza in corso. Vediamo l’andamento dei prossimi giorni.

Il punto del geologo Unicam Emanuele Tondi

A prescindere da quello che si può credere o non credere, si può sperare o non sperare, ci sono delle considerazioni oggettive che si possono fare sulla sequenza sismica attuale.
1. La crisi sismica iniziata il 24 Agosto 2016 ha avuto una magnitudo massima in linea con quanto stimato per questo settore dell’Appennino centrale;
2. a partire dal terremoto della Valnerina del 1979, l’energia sismica liberata dal sistema di faglie che si estende da Colfiorito a L’Aquila è confrontabile con quella liberata in altri due periodi storici dell’ultimo millennio (1350 e 1700);
3. Il gap sismico presente tra la sequenza dell’Umbria-Marche del 1997 e quella de L’Aquila del 2009 è stato significativamente colmato. Sulla base di queste considerazioni, tenendo sempre presente che, come dice Amato, le riprese e le sorprese sono purtroppo sempre possibili, credo che ognuno può farsi un’idea sulla sua possibile evoluzione. Personalmente, rimango prudente per quanto riguarda la zona a sud. Questo perché non si è certi che la Faglia del Gorzano abbia liberato tutta l’energia di cui è capace. Eventualmente, speriamo che se la tenga da parte per un futuro lontano!
(fonte: Facebook)

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