‘CAMBIAMENTI’ IN DIFESA DI OSTETRICIA (nessuna traccia dell’Afoi)

Cerreto d’Esi. In merito alla risposta unitaria del reparto Ostetricia di Fabriano (25 le firme tra dottori e personale sanitario) inviata al nostro sindaco da parte del dott. Vinicio Arteconi, nella quale vengono contestate le affermazioni da lui fatte nel corso di un consiglio comunale, riportiamo di seguito le dichiarazioni del capogruppo della lista di minoranza CambiaMenti, David Grillini: “Oltre a contestare le considerazioni espresse dal sindaco, cosa che noi abbiamo fatto sia in consiglio che con articoli sull’argomento, la frase che più mi ha colpito è “Sicuramente lei si sentirà di rappresentare tutti i sui concittadini con queste affermazioni”. Vorremmo ribadire che noi non ci sentiamo rappresentati da questo sindaco e come noi gran parte dei nostri concittadini. Il nostro sindaco continua a prendere decisioni e a tenere comportamenti senza coinvolgere minimamente il consiglio, i componenti la maggioranza e tantomeno la cittadinanza; come abbiamo sottolineato più volte in precedenza, dovrebbe ricordarsi che quando svolge le funzioni di sindaco, rappresenta la cittadinanza e non le sue opinioni e/o interessi personali.” Il nostro pensiero sull’argomento oggetto della lettera è espresso chiaramente tramite l’interpellanza che abbiamo presentato nel consiglio comunale del 2 marzo che ha permesso di rendere pubblico il pensiero del sindaco e scatenando la reazione del reparto ospedaliero.

E L’AFOI?

Tutti attendono ancora l’arrivo del documento che sancisce la sopravvivenza del punto nascita dell’Ospedale Profili di Fabriano. L’atto, inizialmente previsto per fine marzo, non è ancora stato presentato e il Coordinamento cittadino ha sollecitato una presa di posizione delle istituzioni. In primo piano l’applicazione dell’Area Integrata Omogenea Funzionale che dovrebbe mettere in sinergia, con una equipe unificata, i sanitari di Fabriano e quelli dell’Ospedale Salesi di Ancona. “Nonostante il carattere di temporaneità del provvedimento non sia ciò che il Coordinamento vuole – hanno riferito gli attivisti – in questo momento il documento è essenziale per salvare la sala parto e studiare poi azioni successive.”

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