Oratorio Beati Becchetti, Sorci diffida il Comune di Fabriano
di Roberto Sorci, gruppo Sorci Fabriano c’è 30001
Il Consigliere Roberto Sorci dopo aver risposto alle affermazioni del Sindaco Ghergo ed evidenziato che non conosceva neanche cosa affermava “stanco dell’inconcludenza e ignavia dell’Amministrazione Comunale ha inviato una diffidata all’Amministrazione Ghergo, perché proceda immediatamente a richiedere ad AST 2, di voler provvedere alla rettifica dell’accatastamento che vede per errore : il chiostro di San Agostino e il fabbricato vecchia camera mortuaria comunale, Oratorio dei Beati Becchetti ed ex garage carro funebre e mezzi comunali inclusi nei beni dell’AST2 al fine di retrocedere formalmente la titolarità del bene in oggetto, in quanto peraltro immobile di rilevante interesse pubblico, e a voler provvedere alla tempestiva messa in sicurezza dell’immobile descritto, in quanto Ente responsabile ex art. 30 d.lgs. 42/2004, stante la nota situazione di degrado e precarietà in cui versa, nonostante il rilevante valore storico ed artistico dello stesso. Documentando e smentendo il Sindaco, l’amministrazione e i “suoi leoni da tastiera”, con documenti alla mano, che sono da sempre in possesso del Comune.
Cominciando dalla delibera di GM 328/2002 del 6/6/2002 e i successivi atti, come il protocollo d’intesa con la ASL 6 del 19 /3/2003. Ma in particolare, facendo riferimento ai seguenti atti:
a) Delibera n.23 del 23 -12-2008 del Comitato dei Sindaci Ambito Sociale Territoriale n°10, atto in cui dopo lunghe discussioni con l’ASUR Zona Territoriale 6, si raggiunge l’accordo che ogni Comune dell’AST 10 contribuirà con 30 centesimi ad abitante per la gestione delle spese ordinarie della camera mortuaria -obitorio -deposito di osservazione effettuate dalla ASUR che successivamente alla sua attivazione dell’aprile 2003 con la chiusura della struttura comunale di Fabriano, è entrata a servizio anche degli altri Comuni dell’ATS 10, ma rimanevano comunque in capo al Comune di Fabriano, i costi straordinari e di sostituzione delle 5 celle frigorifere. Da notare che il contributo di 30 centesimi ad abitante è tuttora in vigore e gli amministratori comunali dovrebbero saperlo;
b) La delibera n. 61del 9/4/2009 del Consiglio Comunale di Fabriano, Atto con cui viene ratificata la delibera del Comitato dei Sindaci AST 10 con tutti gli impegni assunti.
c) Atto n.342 del 5 giugno 2009 del Direttore della Zona Territoriale n.6 Fabriano dott. G. Papiri, che prende atto delle decisioni del Consiglio Comunale di Fabriano. Atto che contiene il Documento Istruttorio obbligatorio per legge, redatto dal Dirigente Amministrativo Ospedaliero Rag. Angelo Tini, più volte Assessore e Consigliere Comunale di Fabriano, che purtroppo nel giugno 2017 è venuto a mancare, ma che, come il dott. Papiri, conosceva perfettamente le proprietà comunale e quelle della sanità fabrianese, comprese quelle degli ex Istituti Riuniti di Beneficenza di Fabriano. Quando nella sua funzione aziendale il Rag. Angelo Tini redige l’atto pubblico, sa benissimo di cosa parla e scrive e nella premessa dell’atto, al secondo comma: “TALE PROTOCOLLO SI ERA RESO NECESSARIO POICHÉ L’OBITORIO, LA CAMERA MORTUARIA ED IL DEPOSITO DI OSSERVAZIONE SALME NEL MESE DI MARZO 2003, FURONO TRASFERITI DAL VECCHIO IMMOBILE DI PROPRIETÀ COMUNALE AL NUOVO IMMOBILE PREDISPOSTO NEL PRESIDIO OSPEDALIERO DI FABRIANO DI PROPRIETÀ DELLA EX AZIENDA SANITARIA LOCALE N.6 “.
Documenti che smentiscono le dichiarazione per cui “Gli accertamenti svolti dagli uffici comunali, con il supporto pro bono di un consulente tributario e di un notaio, hanno ricostruito nel dettaglio i passaggi amministrativi intercorsi tra il 1985 e il 1995, periodo in cui, a seguito della trasformazione delle Unità Sanitarie Locali in Aziende Sanitarie, si è determinato un errore di accatastamento”, perché la dichiarazione è ridicola in quanto l’accatastamento ad una sola particella è avvenuto ad aprile 1995 e successivamente il trasferimento dei beni, quindi quella affermata è una grande sciocchezza.
Così la sua dichiarazione “che se in passato sono state effettuate manutenzioni, ciò è avvenuto in una “zona grigia” amministrativa, operando su un bene di cui non si deteneva il titolo giuridico corretto e lasciando in eredità ai successivi amministratori il compito di sanare questa irregolarità”. Io non faccio il Notaio e neanche il Professionista, ma ho a cuore la tutela degli interessi della collettività fabrianese, come “sarebbe obbligo” di chi è chiamato a responsabilità pubbliche. Allora bastava avere la buona volontà di leggere correttamente la documentazione e chiedere correttamente come avevo suggerito, spiegazioni a chi aveva operato come tecnico sia in Comune (vecchi dipendenti, tecnici e anagrafe), che agli storici amministratori della USL negli anni 80-2012. Aggiungo che mi sorprende ma mi fa sorridere “essendo un uomo di mondo” che visto che la maggior parte degli amministratori comunali e dei Consiglieri sono tutti fabrianesi e molti di essi nel 2003 avevano una “età da ragione “, oggi ignorino che la camera mortuaria vecchia, cioè quella inserita nel chiostro di Sant Agostino, per legge di proprietà e gestita dal Comune, è stata attiva fino ad aprile 2003. Solo dopo quella data, è stata trasferita nella nuova sede, a norma di legge, ovvero nella parte nuova di proprietà ASUR, per la cui il Comune di Fabriano nel 2002 ha dovuto pagare le attrezzature come prevede la legge in materia. E solo il 13 aprile 2003, la camera mortuaria comunale sita nel chiostro a terminato il suo servizio ed è stata chiusa.
Quindi invece di domandarsi, cosa ho fatto come Sindaco nel mio mandato, bastava, che invece di sentirsi “il padrone di Fabriano alla Marchese del Grillo “e immaginare che può comportarsi come gli pare, invece di fare proclami “la nostra Amministrazione non si muove “a vista”, ma lavora per costruire soluzioni definitive e legalmente inattaccabili”, legga e applichi le corrette procedure legali che dovrebbe conoscere. Quindi con gli uffici, provveda a segnalare ufficialmente alla AST 2, l’errore e chiedere “ufficialmente” che cortesemente provvedano alla rettifica dell’accatastamento mediante un loro Atto, così che venga restituito al legittimo proprietario, ovvero il Comune di Fabriano, il Chiostro di Sant’Agostino con l’oratorio dei Beati Becchetti. Ricordandogli che compendio immobiliare monastico Agostiniano il Comune lo ha ricevuto in proprietà dallo Stato italiano attraverso il Ministero degli Interni – FEC nel 1868.

