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A TU PER TU CON ANDREA CHIORRI E SARA ANTONINI

“Anche dai semi più piccoli possono crescere gli alberi più maestosi, persino tra le rocce più impervie o nelle valli più nascoste e inaccessibili. Anche voi avete tanti semini nelle vostre tasche!”. Questo l’invito del piccolo Gentile, protagonista del racconto“Dei semi Gentili…la favola del piccolo Gentile da Fabriano” presentata l’8 marzo scorso in Fondazione Carifac, che ha fortemente voluto e sostenuto questo progetto. Abbiamo intervistato l’autore del racconto il fabrianese Andrea Chiorri e Sara Antonini, l’artista che ha curato le illustrazioni dell’opera.

Andrea da dove nasce l’ispirazione per questo racconto e con quale finalità?

L’idea ci è venuta nel periodo della mostra “da Giotto a Gentile” che tanto risalto ha dato alla nostra Città. Ne parlavamo con Sara e ci siamo detti…sarebbe bello scrivere una favola su Gentile, raccontare la storia in modo nuovo, scriverla ed illustrarla alla nostra maniera….in quell’attimo è scoccata la scintilla e il progetto è partito. La sera stessa ero a lavoro e a notte fonda la prima stesura era già pronta!

Possiamo riassumere brevemente la trama per i nostri lettori?

“Dei Semi Gentili”racconta la storia del piccolo Gentile da Fabriano, o meglio, di un giorno particolare della sua storia, il giorno nel quale decise di diventare un pittore. L’ho immaginato come un bambino di 10 anni, curioso e formidabile osservatore, entrare nella chiesa di Santa Lucia Novella e rimanere folgorato dalla bellezza degli affreschi che Allegretto aveva dipinto solo pochi anni prima, rapito dallo sguardo di Sant’Orsola nel quale riconosce quello della madre che aveva perso quando era piccolino. Questa esperienza lo spinge a voler dar vita anche lui a volti ed emozioni, a sguardi dolci di madre, quelli delle sue magnifiche Madonne. E’ il testimone di Allegretto che sicuramente si è tramandato tra i due Artisti e che ho voluto far passare in un modo un po’ più….poetico.

La favola è ambientata nella Fabriano della fine del Trecento. Tanti i riferimenti anche alla storia artistica della nostra città, prezioso è stato il contributo anche dell’architetto Giampaolo Ballelli?

Si, la favola ha una cornice importante, piena di riferimenti storici e iconografici sia di Fabriano che del personaggio. Abbiamo incontrato ed avuto l’occasione di ascoltare Giampaolo per la prima volta durante uno dei ‘giri’ in centro storico organizzati da Fabriano dal Basso, non a caso l’associazione che insieme a Talìa ha presentato questa edizione del racconto. Da quel momento l’abbiamo eletto come il nostro ‘Maestro Molaioli’ e la sua profonda passione per la storia e la bellezza della nostra terra ci è stata sicuramente di grandissimo aiuto.

Sara, parliamo delle illustrazioni. Sicuramente di grande ispirazione sono state le opere del Gentile e di Allegrettto Di Nuzio che tu ami particolarmente?

Sì amo particolarmente da sempre Gentile e Allegrettto Di Nuzio, non mancano mai i riferimenti nei miei lavori ai nostri grandi maestri fabrianesi. Trovo che abbiamo una grande ricchezza nell’ arte da cui partire per poi lasciare la parola all’ illustrazione secondo i canoni più moderni che ci riconducono verso un modo di disegnare spontaneo e genuino, come fanno i bambini. Trovare anche l’ equilibrio tra i diversi modi di dipingere che si sono succeduti nel tempo alla ricerca di un proprio personalissimo linguaggio espressivo lo trovo appassionante.

Importante anche il contributo dell’agenzia Dedalo e di Massimo e Grazia Ilari per il progetto grafico e digital artwork, è stata una bella sinergia?

Certo, quando abbiamo cominciato a progettare questo libro con Andrea, il pensiero è andato subito a Massimo e Grazia di Studio Dedalo. Ci conosciamo da sempre, loro parlano il nostro stesso linguaggio, hanno la nostra sensibilità artistica, come noi guardano con occhi incantati tutto quanto l’arte, la storia , la cultura di Fabriano abbiano potuto offrire nel tempo, da qui segue che ci siamo trovati in armonia su tutte le scelte che abbiamo dovuto fare insieme per dare vita al piccolo Gentile.

La presentazione del racconto ai bambini delle classi quarte e quinte elementari è stata accolta con molto entusiasmo. Il messaggio del piccolo Gentile è rivolto principalmente ai piccoli, un’iniezione di fiducia?

Sicuramente! E sicuramente reciproca! Vederli attenti, partecipi e restare incollati alle sedie per più di due ore a rispondere a tutte le loro domande è stata una emozione grandissima e inaspettata. Ho detto loro che la favola è ambientata in un periodo storico difficile, un periodo dove però, per citare Molaioli, già ‘correvan per l’aria, come presagi di primavera, i segni annunziatori della Rinascita’. La speranza è che anche nel ‘piccolo’ Medioevo odierno che stiamo vivendo comincino presto a sentirsi quegli stessi segni di rinascita. Per questo è molto importante seminare bene.

Ci auguriamo che questa favola sia la prima di una lunga collana. Sentite di dover fare qualche ringraziamento in particolare?

Senza dubbio a tutti quelli già citati sopra, ma soprattutto a tutti bambini che oggi hanno partecipato alla presentazione e a tutti quelli che vorranno leggere la nostra storia. Le radici sono importanti, i semi ed i germogli lo sono ancora di più. Non possiamo lamentarci con i nostri figli rimproverandoli di non avere interessi e di stare sempre incollati ai videogame e alla tv. Oggi abbiamo avuto la prova schiacciante che se diamo a questi bambini un’alternativa, se li interessiamo nel modo giusto diventano curiosi e formidabili, proprio come il piccolo Gentile. Di semini le loro tasche ne sono ben piene e di germogli per il futuro ne potranno far nascere sicuramente tanti. La famiglia, la scuola ed iniziative come questa possono aiutare a farli venir fuori.

Gigliola Marinelli