“HOMO HOMINI LUPUS” – di Laura Trappetti

La terra ha tremato, pochi secondi, lieve intensità, ma si è sentito bene e la scossa si è aggiunta a svariati sciami sismici interiori che mi hanno investito in questo inizio anno. Entrare nel personale è del tutto superfluo, vorrei semmai soffermarmi meno su quello che ti scuote dentro e più su quello che ti sgrulla da fuori. Per chi ha vissuto il terremoto del ’97, ogni minimo movimento terrestre funge da teletrasporto temporale a quei giorni. Quello che ancora ricordo con stupore, se paragonato ai tempi che viviamo adesso, carichi di livore e scontento, è la spontanea solidarietà che si istaurò fra le persone. Mi rendo conto che accade più o meno sempre che nelle calamità la gente si affratelli, che si riscopra un senso di comunità e condivisione che invece in situazioni normali, cioè di normale competizione come il modello sociale ci impone, smette di esistere. Chiunque se ne sarà accorto e informandomi ho riscontrato che non è una mia sensazione o un caso particolare, ma un fenomeno ampiamente osservato. La potenza della natura ci costringe a scoprirci indifesi e fragili se siamo soli e l’istinto di sopravvivenza ci porta automaticamente a stringerci l’un l’altro. E’ veramente necessario trovarsi in situazioni estreme per mostrare questa nostra attitudine? Non esiste a prescindere questo nostro aspetto? Non restiamo in ogni caso delicati e precari tutti i giorni, senza bisogno che un’emergenza ce lo ricordi? Evidentemente no e in genere passata la paura, lo stato di necessità che mette tutti sulla stessa barca, si ritorna a guardarsi in cagnesco, a litigarsi un tozzo di pane, un briciolo di potere e via dicendo. Tornando alle scosse interiori, quelle invece non producono lo stesso effetto. Incidono solo sulla persona coinvolta e tutto può essere molto diverso dopo, ma vale solo per lei, non è un fenomeno collettivo. Così persino la drammatica crisi economica e sociale che viviamo da anni ci presenta un quadro di separazione, perché molti hanno sentito la botta e molti altri no. Non auspico  un terremoto o uno tsunami, ma mi piacerebbe molto che arrivasse una scossa capace di assestarci su una nuova struttura di relazioni. Siamo inesorabilmente lupi uno per l’altro? Io resto umana, non so voi.

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