PARIANO E PAGLIALUNGA SULL’EMERGENZA CINGHIALI

I cinghiali che girano indisturbati per Fabriano sia di giorno che di notte arrivano anche a Palazzo Chiavelli e in Prefettura. Il presidente del Consiglio Comunale Pino Parino ha presentato un’interrogazione per “chiedere a politici e forze dell’ordine di intraprendere un’immediata attività di controllo affinché si arrivi, in tempi rapidi, ad una soluzione della problematica.” I cittadini arrabbiati, oltre ad aver immortalato questi animali selvatici anche in posti solitamente frequentati dai bambini, chiedono all’amministrazione comunale di trovare una soluzione a questa continua invasione. “La presenza di questi animali – dichiara Pariano – rappresenta un potenziale pericolo per gli automobilisti e per i ragazzi che la sera tornano a casa in motorino. Mi auguro che, in tempi rapidi, si riesca a trovare una soluzione e tranquillizzare i cittadini”. Proprio ieri un cinghiale di circa 70 chili è stato sorpreso lungo la provinciale che conduce da Fabriano a Sassoferrato: spaventato, è rimasto alcuni minuti fermo in mezzo alla strada fin quando è arrivato il branco. Da più di due settimane, quasi con cadenza quotidiana, alcuni esemplari vengono notati, anche nelle ore diurne, al Parco Merloni, in via Aldo Moro, al Cimitero delle Cortine e in molte frazioni. Strade pericolose anche a Genga dove questi selvatici attraversano la strada, in cerca di cibo. Sulla vicenda interviene anche l’assessore agli animali. “Abbiamo segnalato il problema al Corpo Forestale dello Stato e alla Provincia di Ancona che ci hanno assicurato un intervento. Mi appello ai cittadini. Basta abbandonare rifiuti lungo le strade delle nostre frazioni. Questi rifiuti – spiega Mario Paglialunga – contribuiscono ad attirare i cinghiali che con troppa facilità trovano cibo anche in mezzo alle nostre case.” Il sindaco Sagramola, con un’ordinanza, ha imposto il divieto assoluto di alimentare i cinghiali. I trasgressori saranno puniti con una multa da 25 a 500 euro.  Molti cittadini, intanto, hanno contattato la Prefettura di Ancona per segnalare l’emergenza.

M.A.

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