L’AMORE TRA VIOLA E LO SCONOSCIUTO SUL MONTE CATRIA

La storia che state per leggere è una vera storia d’amore. La racconta il pergolese Mirco Ravaioli che vive il Catria sui sci quando c’è la neve e in bici nelle altre stagioni.  “Quest’autunno – spiega- nei pressi del Rifugio Cupa delle Cotaline di Frontone, più volte abbiamo visto una lupa. Sembrava malata, con la rogna e tutto faceva presagire una morte certa. L’abbiamo chiamata Viola come i fiori che in primavera  colorano i prati dell’ Infilatoio e siccome pensavamo che aveva difficoltà a cacciare abbiamo lasciato del cibo tra le cime del Catria e del monte Acuto. La vedevamo poco ma spesso la sentivamo ululare. Poi, con le prime neve, è sparita. In compenso, una sera, i fari della nostra jeep illuminarono un lupo con al collo un radio collare che arrancava come se fosse ferito ad una zampa. Passano giorni, settimane, il tempo si fa più clemente e la neve sale di quota. Arriva la primavera e con la nuova stagione …. Viola, in piena forma, con affianco il lupo scuro”. Una bella storia d’amore sbocciata sul monte Catria che diventa bellissima quando lunedì 4 maggio squilla il cellulare di Mirco. “Era l’Appennino Wolf Center che tramite il radio collare aveva rintracciato il compagno di Viola. Scopriamo che si chiama Cecco, in onore di San Francesco, perché quando era piccolino è stato trovato ferito  alla Verna. Ha subito varie operazioni ed ha un’anca più corta ecco perché arranca. L’anno scorso è stato rilasciato in natura insieme ad un altro cucciolo detto Spartaco, nei monti intorno ad Arezzo. Spartaco purtroppo è morto e Cecco, nel suo peregrinare, è finito sul Catria dove ha trovato l’amore. Speriamo – conclude – che presto nascano lupacchiotti…”

Veronique Angeletti

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