LA MONETA MALEDETTA – di Alessandro Moscè

Sono in molti a pensare che le disgrazie dell’Italia siano incominciate con l’entrata nell’euro. I prezzi dei beni di consumo sono raddoppiati e gli stipendi dimezzati, dice la gente. La globalizzazione è un concetto arbitrario e l’adesione all’Europa non solo non ci avrebbe favoriti, ma viene vista come la ragione primaria delle nuove povertà al fianco della recessione economico-imprenditoriale. Qualcuno arriva ad ipotizzare l’uscita dall’euro. Non si può immaginare che l’Italia opti per questa scelta: la nuova lira nascerebbe debolissima, nessuno la vorrebbe (neanche gli italiani), i capitali sparirebbero dal Paese e la svalutazione sarebbe poderosa, nell’ordine del 30-50%. Un ipotetico tentativo di sostenere la moneta brucerebbe velocemente le riserve. La polemica vede un bersaglio umano tra gli altri: Angela Merkel. La colpa dell’austerity viene attribuita alla famigerata Germania. Non siamo degli economisti e le domande non trovano mai risposte certe. Resta un fatto: mano a mano che la situazione economica si deteriorava e la serietà delle misure necessarie ad affrontarla diventava palese, alla campagna contro l’euro si sono aggiunti il tracollo greco, l’invettiva italiana, la resistenza spagnola e l’ostilità francese. I fatti suggeriscono che le responsabilità andrebbero distribuite con maggiore cautela. La Merkel ha parlato chiaro appena tre giorni fa. Dopo il caos, gli appelli sono perché la crisi greca si risolva senza la rottura dell’Eurozona. Da Berlino e Bruxelles arrivano chiare voci nella direzione dell’unità della moneta. “Se l’euro fallisce, l’Europa fallisce”, rilancia la cancelliera tedesca, che auspica un compromesso tra i partner internazionali. Anche Alexis Tsipras si muove per chiedere una proroga del programma di aiuti, dopo il quale riprendere le trattative in base alla volontà del popolo greco. Il premier è intervenuto in un’intervista tv nella quale ha nuovamente chiesto di votare “no”, ha difeso la sua azione nella trattativa e ha accusato l’Ue di volere la Grecia ma non il suo governo. Siamo dentro un vortice per nulla appassionante di accuse e contro accuse. La moneta maledetta monopolizza un continente. Ma sarà proprio vero che con l’euro vinciamo o perdiamo tutti insieme?

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