RAPPORTO ECOMAFIE 2014 A FABRIANO. NELLE MARCHE IL 2,4% DEI REATI AMBIENTALI

“Questo è il libro che non vorremo scrivere mai, perché racconta un’Italia che non ci piace” così esordisce Antonio Pergolizzi, coordinatore dell’ Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità presso Legambiente, riferendosi al Rapporto Ecomafia 2014 presentato lunedì 28 luglio ai Giardini del Poio di Fabriano. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Comune, il presidio cittadino di Libera, Associazioni, Numeri e nomi contro le mafie, l’Università di Camerino, Legambiente e Sogenus Spa. Nasce da un’iniziativa del Professor Marco Giovagnoli, Docente Unicam, che ha scelto la nostra città per presentare in anteprima regionale il dossier che ogni anno Legambiente pubblica grazie al contributo delle forze dell’ordine (Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e delle Regioni a statuto speciale, Capitanerie di porto, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Direzione investigativa antimafia), l’istituto di ricerche Cresme (per quanto riguarda il capitolo relativo all’abusivismo edilizio), magistrati impegnati nella lotta alla criminalità ambientale e avvocati dei Centri di azione giuridica di Legambiente. Dopo il benvenuto della referente del presidio Libera Fabriano Federica Falsetti, il sindaco Giancarlo Sagramola ha portato il suo saluto al numeroso pubblico presente. È stata poi la volta del Rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini che ha sottolineato la sensibilità dell’Ateneo riguardo le tematiche trattate. Unicam, infatti, già da tempo ha attivato un ciclo di dottorati inerenti la lotta alla criminalità organizzata e ai reati connessi. Paola Senesi, referente Libera Marche, ha invece sollecitato i presenti alla corresponsabilità, interpretando la larga partecipazione all’incontro come promessa di impegno quotidiano sul territorio. Il Professor Marco Giovagnoli, moderatore dell’evento, ha dato poi la parola ad Antonio Pergolizzi, il quale ha presentato il Rapporto Ecomafia 2014. Sconvolgenti i dati citati. Uno su tutti: più di 80 le infrazioni ambientali accertate al giorno, più di 3 ogni ora. Anche una regione come le Marche comunemente considerata “un’isola felice” in Italia, in realtà ha un peso pari al 2,4% sul totale dei reati ambientali commessi nel nostro paese e si posiziona al quattordicesimo posto nella classifica nazionale. Nel 2013 il fatturato di questa “azienda” che non conosce crisi, ha sfiorato i 15 miliardi di euro. Pergolizzi sostiene che ci troviamo di fronte ad una imprenditoria ecocriminale, caratterizzata da un vivace dinamismo, a cui fa da contraltare l’immobilismo della politica nazionale. Inoltre la legislazione italiana a tutela dell’ambiente risulta essere del tutto inadeguata. Per ovviare a questa situazione da tempo Legambiente chiede l’inserimento nel Codice Penale dei reati ambientali, che a tutt’oggi risultano ancora puniti con un sistema contravvenzionale. Oltretutto buona parte delle sanzioni previste sono calcolate in vecchie lire! Ma non sempre la parola rifiuti è sinonimo di illegalità. Ci sono molte realtà che svolgono il proprio lavoro correttamente. Ne è un esempio la Sogenus Spa. Mauro Ragaini, direttore generale di questa azienda pubblica, è intervenuto portando la sua esperienza in prima linea raccontando le difficoltà che incontra giornalmente nella gestione dell’azienda. Chiedendo sentitamente non solo il rispetto delle regole ma anche trasparenza e lotta ai favoritismi e a offerte a basso costo, frutto di pratiche illecite. L’intervento conclusivo di Francesca Pulcini, vicepresidente Legambiente Marche, ha sottolineato l’importanza e l’utilità dei vari circoli dislocati nel territorio regionale per la prevenzione e controllo delle azioni illegali in materia ambientale. “Per noi si Libera – spiegano – l’incontro è stato un bel successo. Infatti, nonostante la data prossima alla ferie estive la comunità ha risposto positivamente, dimostrando un forte interesse per il mantenimento e lo sviluppo della legalità riguardo le tematiche ambientali.”

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