DA GIOTTO A GENTILE, LA PAROLA A SGARBI E BENVENUTO

Dopo gli interventi di Spacca, Sagramola e Papiri concludiamo la conferenza stampa di presentazione della mostra “Da Giotto a Gentile” con le dichiarazioni di Maurizio Benventuo per la Fondazione Veneto Banca e del curatore Vittorio Sgrabi.

 

MAURIZIO BENVENUTO
La Fondazione Veneto Banca ha voluto essere fortemente al fianco della Fondazione Carifac in questo progetto, importante per accrescere ulteriormente la notorietà di Fabriano, ma anche per mettere in moto tutta una serie di effetti positivi in termini economici, occupazionali e turistici. Si tratta di una collaborazione imponente in termini economici, che apre un ambizioso percorso condiviso di presenza e attenzione sul territorio tra Fondazione Veneto Banca e Fondazione Carifac. Come banca di territorio è nostra finalità sostenere il territorio anche oltre l’attività bancaria caratteristica, supportando le realtà e gli eventi che fungono da volano per il tessuto sociale ed economico delle nostre comunità. La mostra curata da Sgarbi ne è un esempio, cui se ne aggiungono altri grandi e piccoli, che nascono dal dialogo costante con le Istituzioni e la società civile”.

VITTORIO SGARBI
Oltre a Giotto, che io stesso ho fortemente voluto, il ricco percorso comprende anche nomi come Francescuccio Ghissi e Allegretto Nuzi, tanto per citarne alcuni. Fra gli artisti più conosciuti, inoltre, ne spiccano altri meno conosciuti ma che in questa mostra, finalmente, vengono meritamente riscoperti per il loro grande valore. Mi riferisco al Maestro di Campodonico. Il peso dei “suoi” corpi si avvicina moltissimo a quello di Giotto e Gentile”. Il vero cuore dell’arte moderna è qui, a Fabriano, dove grandi artisti hanno lasciato opere straordinarie”. Da una mostra importante, e filologicamente ponderata, come questa, dal titolo tanto ambizioso, quanto preciso, ci aspetta una parola definitiva su una questione cruciale che, da Giotto, oltre a una Scuola Umbra e a una Scuola Riminese, entrambe conclamate e definite, esca una altrettanto significativa Scuola Marchigiana, e in particolare fabrianese, del XIV secolo, dai confini ben definiti. Dopo questo grande evento finalmente nei libri della storia dell’arte troverà spazio anche la scuola di Fabriano”.

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