INFORTUNI LAVORO MARCHE, “REGIONE CONVOCHI SUBITO TAVOLO TECNICO”
Ancona – Infortuni lavoro Marche, primo trimestre 2026: + 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, + 50% i mortali rispetto allo stesso periodo del 2025. In aumento, anche le malattie professionali: + 17,8%. E’quanto emerge dai dati Inail, elaborati dall’Ires Cgil Marche. “Una strage continua , occorre fermare tutto questo – dichiara Loredana Longhin, segretaria regionale Cgil Marche -. Considerando queste cifre,oltre le riflessioni teoriche, ci vogliono risposte. La Regione convochi al più presto un tavolo tecnico per affrontare con misure ad hoc la questione relativa alla sicurezza sul lavoro”.
I dati
La provincia più colpita dagli infortuni è Ascoli Piceno con + 5,1%, il settore più interessato è quello delle costruzioni con +11,9%, seguito dall’industria metalmeccanica con +11,47%. I più colpiti sono gli uomini con + 4,6% nella fascia di età tra i 50 e i 60 anni, di cittadinanza europea (esclusi gli italiani). Per quanto riguarda le malattie professionali, le più diffuse sono quelle del tessuto osteo-muscolare, del tessuto connettivo e del sistema nervoso. “Le richieste della Cgil – sottolinea Longhin – sono chiare da tempo: maggiore attenzione alle malattie professionali che si possono tradurre in infortuni mortali e per cui è stato sollecitato un aggiornamento, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, l’istituzione di una procura nazionale del lavoro nonché il patrocinio legale gratuito per le famiglie vittime degli infortuni. Infine, più investimenti sulle risorse umane”. Secondo la segretaria regionale “si parla sempre di cultura della sicurezza del lavoro riferita ai lavoratori e non alle imprese perché i lavoratori non sarebbero sufficientemente attenti: in realtà, non è cosi. C’è un tema di sfruttamento del lavoro: avere priorità mentre lavori è una conseguenza delle condizioni in cui si lavora e non una scelta culturale”. (cs)

