Firmato il “Patto per il benessere degli anziani” dell’Ambito 10 di Fabriano
Fabriano – Un punto di partenza, non di arrivo. Con questo spirito è stato siglato lo scorso 19 dicembre, presso la Sala Consiliare dell’Unione Montana Esino Frasassi, il Patto per il Benessere degli Anziani dell’ATS 10. Il documento trasforma mesi di ricerca e ascolto in un piano operativo triennale (2026-2028) che vede uniti i Comuni di Fabriano, Cerreto d’Esi, Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico. Il Patto si articola su tre piste di lavoro prioritarie emerse dalla ricerca sul campo:
1. Centro e Periferia: Garantire servizi capillari anche nelle frazioni, potenziando il Centro Servizi Anziani e intervenendo in particolare sui trasporti.
2. Contrasto alla Solitudine: Promuovere relazioni intergenerazionali (tra anziani, scuole e giovani volontari) e valorizzare la memoria storica del territorio.
3. Associazionismo: Fare rete tra le realtà di volontariato, facilitando il dialogo con le istituzioni e creando una mappatura digitale dei servizi disponibili.
La voce delle Istituzioni: una visione comune
Le Istituzioni hanno sottolineato il valore politico e sociale dell’accordo. David Grillini, Sindaco di Cerreto d’Esi, ha evidenziato: “Il patto rappresenta un inizio per ascoltare, capire e rispondere ai bisogni del territorio, dividendo tra problemi di solitudine e problemi di autosufficienza. Finalmente c’è un filo conduttore che lega tutti gli attori sulla Terza Età, dalle istituzioni alle associazioni dell’Ambito”.
Maurizio Serafini, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fabriano, ha aggiunto: “Il lavoro vero comincia oggi. Vogliamo offrire servizi concreti non solo per i bisogni, ma anche per i desideri, offrendo spunti per un’attività di longevità attiva e impegno civico per chi, conclusa l’attività lavorativa, ha la necessità di mettersi a disposizione della comunità. Un aspetto cruciale emerso da questa progettualità riguarda la valorizzazione della fascia over 65 come risorsa preziosa per l’intera collettività. Molti cittadini, una volta conclusa l’attività lavorativa, avvertono il desiderio o la necessità di mettersi ancora a disposizione degli altri. Credo che il Centro Servizi Anziani debba offrire proprio questa opportunità: fornire spunti e canali concreti per promuovere una longevità attiva, basata sull’impegno civico e sullo spirito di servizio a favore della nostra comunità”.
L’Università di Urbino: una ricerca che nasce dal basso
Il Patto è frutto di un percorso di co-ricerca coordinato dallo spin-off Coralab dell’Università di Urbino. La Prof.ssa Angela Genova ha spiegato: “Abbiamo assunto il ruolo di facilitatori di un processo che ha portato a una conoscenza condivisa, ponendo attenzione alle differenze tra i centri grandi e le tante frazioni. La rete va costruita, ma necessita anche di un investimento in manutenzione continua per valorizzare ogni singolo nodo”. Il Prof. Christian Gretter ha descritto il processo come “un passaggio entusiasmante da un sistema competitivo a un fare collaborativo; non è facile, bisogna saper perdere qualcosa per guadagnare quando si lavora assieme per un territorio più coeso e meno solo”. Claudia Della Valle (assegnista di ricerca) ha ribadito: “Il patto è un elemento conoscitivo importante dal quale partire per mettere in pratica le strategie e le politiche più adeguate per il benessere dei nostri anziani”.
Integrazione Sociosanitaria: il contributo dell’AST
Un pilastro fondamentale del Patto sarà l’integrazione con la sanità, già avviata grazie al PUA (Punto Unico di Accesso), e dimensione strategica per un trattamento a 360° gradi delle problematiche della Terza Età. Fabio Cupo, del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze dell’AST di Ancona ha sottolineato: “Avere una condivisione di ruoli e responsabilità nella comunità è determinante per ridurre il rischio di non autosufficienza. Riuscire a coinvolgere la collettività in attività che rendano i soggetti il più possibile autonomi ha una valenza preventiva fondamentale”.
Operatività e Interventi: il ruolo del Centro Servizi Anziani
Sena Silvestrini (Assistente Sociale CSA) ha illustrato le azioni già in corso, a partire dal Centro Servizi Anziani, uno dei cuori pulsanti del progetto: “Da Fabriano, il Centro Servizi Anziani ha già lanciato uno sportello itinerante a Sassoferrato e Serra San Quirico. Abbiamo attivato corsi sulla gestione dell’Alzheimer e delle demenze, e un lungo percorso formativo per caregiver e assistenti familiari, con un registro di supporto a cui attingere per figure di supporto a casa. 3 giorni alla settimana garantiamo un servizio di sportello informativo e anche supporti psicologici ai caregiver”. Chiara Polverini (Assistente Sociale ATS 10) ha aggiunto: “Il percorso ha visto una grandissima partecipazione, dimostrando che il territorio è vivo. Mettere insieme competenze, energie e risorse è l’unico modo per realizzare effettivamente una rete reale intorno all’anziano”.
La voce del territorio: i firmatari e il “basso”
Il dinamismo del Terzo Settore è emerso chiaramente dalle parole dei firmatari. Angela Ottaviani, presidente dell’Auser “La Comunella” di Cerreto D’Esi, ha dichiarato: “Mi faccio portavoce dei soci: crediamo moltissimo nella coprogettazione. Metteremo a disposizione tutta l’energia che ancora ci sentiamo di esprimere per portare a compimento le visioni che abbiamo condiviso”. Carlo Sabatini (UIL) ha posto una sfida per il futuro: “Questo patto sarà efficace se saprà interfacciarsi con i giovani per il cambio generazionale: se non si parlano, non ci si conoscerà”.
Una bussola per i prossimi tre anni
A tirare le somme, Lamberto Pellegrini, coordinatore dell’ATS 10: “Il Patto che firmiamo oggi è la nostra bussola per i prossimi tre anni. Il nostro obiettivo è trasformare la frammentazione in sistema: coordinare non significa centralizzare, ma facilitare il dialogo tra chi opera già con passione. Questo documento ci impegna a non lasciare indietro nessuno, garantendo che ogni anziano, anche nella frazione più distante, senta la presenza della propria comunità”. (cs)

