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Beko, la presa di posizione dei sindacati, “Ritardo negli investimenti. Preoccupazione sul rilancio industriale”

A cura di Fim, Fiom, Uilm, Uglm nazionali

Lunedì pomeriggio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in un incontro terminato in serata, la
Direzione di Beko ha illustrato la situazione generale di mercato, che è caratterizzata da una piccola
ripresa dei volumi ma anche da una contrazione dei prezzi dovuta anche alla concorrenza asiatica,
nonché quella aziendale che nel complesso sta subendo una contrazione dei ricavi e delle quote di
mercato. Resta il fatto, per noi preoccupante di un andamento del gruppo negativo più di altri a livello
europeo.

Beko ha dichiarato di aver speso 49 milioni di euro di investimenti in Italia nel 2025 (che riteniamo
segni un pericoloso ritardo) e che intende confermare l’impegno complessivo assunto nell’accordo
sindacale col piano industriale. Quanto alle uscite incentivate, su 1284 esuberi, compresi i 46
dipendenti, si sono avute 578 uscite; ben 264 persone purtroppo sono in contratto di solidarietà al
90% addetti alle funzioni di ricerca e sviluppo soppresse, nonché ad altre funzioni quali qualità, supply
chain e staff. A Siena inoltre al momento sono usciti 64 lavoratori. Infine Beko ha sostenuto che la
ricerca di un investitore per Siena è in corso; ci sono richieste di approfondimento da parte di 9
interessati.

Come sindacato però denunciamo il ritardo negli investimenti e il calo di volumi in tutte le fabbriche
italiane, nonché la necessità di migliorare la rotazione e i processi di ricollocazione di chi è
pesantemente in cassa. Al contempo abbiamo espresso necessità di accelerare il processo di
reindustrializzazione di Siena.

Le risposte di Beko sono state in alcuni casi e in linea di principio positive, in particolare sulla volontà
di lanciare nuovi prodotti e sulla necessità di avviare maggiore rotazione per il personale in cassa
integrazione. Sulle strategie commerciali la Direzione di Beko ha ammesso le ricadute negative della
integrazione delle reti di vendita ed ha annunciato una campagna di marketing nel 2026 per i marchi
Whirlpool e Hotpoint.

In ogni caso si tratta di dichiarazioni tutte da verificare nel corso del 2026, che a detta di Beko sarà un
anno decisivo. Resta il nostro timore che il calo dei volumi sia dovuto non solo a minor vendite, ma
anche ad un disimpegno strategico. Solo un rilancio effettivo degli investimenti ed un rafforzamento
della strategia commerciale può fugare questo timore. Analogamente a Siena occorre che si attirino
investitori forti dei settori in maggiore sviluppo, poiché sarebbe sbagliato attenderne passivamente
l’arrivo. Decisiva la verifica a gennaio per verificare la fondatezza degli impegni Beko per il 2026.