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Truffa a un’anziana fabrianese, un arresto da parte della Polizia

I poliziotti del commissariato di Fabriano arrestano l’autore di una grave truffa ad una anziana fabrianese nella tarda mattinata di ieri, due pattuglie del commissariato cittadino, in abiti borghesi, in servizio di prevenzione e repressione delle fenomenologie criminose contro il patrimonio in special modo dirette in danno di fasce deboli, individuavano nella zona del centro storico, un veicolo sospetto. Verificatane la provenienza (risultava essere oggetto di noleggio in una località del sud Italia) e confermati i sospetti dall’incedere incerto, decidevano di porre in essere un’attività di pedinamento che si prolungava per circa trenta minuti al termine del quali il veicolo, con a bordo il solo autista, si inoltrava nella zona residenziale della via Serraloggia.

La nota

Allo scopo di non rendere visibile la propria presenza, i poliziotti si soffermavano qualche decina di metri lontano: potevano così scorgere l’autista del veicolo discendere e, dopo avere suonato il campanello di una abitazione, entrarvi. Dopo circa due minuti, il soggetto usciva e, risalito a bordo del veicolo condotto (una utilitaria) si allontanava con maggiore decisione. Seguito a distanza dalle autopattuglie, il sospetto guadagnava le vie cittadine con indirizzo Roma: i poliziotti attendevano il sopraggiungere di una “volante” per procedere, in tutta sicurezza stradale e dei pedoni, al fermo del veicolo l’autista, già dai primi momenti del controllo, assumeva un atteggiamento nervoso rispondendo alle richieste con frasi frammentarie. All’interno dell’abitacolo, in una zona prossima alla luce di cortesia del tettuccio interno, si evidenziava la presenza di uno strano rigonfiamento il quale, quindi sottoposto ad ispezione, risultava contenere una busta trasparente a sua volta piena di oggetti in oro, preziosi e banconote. Chiesta contezza a riguardo, l’uomo, un trentacinquenne originario di una regione del sud Italia, ammetteva di avere commesso, poco prima, una truffa in danno di una anziana e, nel dettaglio, i valori appena ritrovati ne costituivano il provento. Mentre l’uomo veniva accompagnato in commissariato, i poliziotti si recavano nell’abitazione ove avevano notato essere poco prima entrato. Al suono del campanello venivano accolti da una novantenne evidentemente in preda ad uno stato di agitazione ed ansia. All’udire che i presenti erano poliziotti, l’anziana esclamava di non avere più altri gioielli e soldi e che a qual punto la figlia doveva essere “rilasciata”. Realizzando le circostanze criminose poco prima poste in essere nei suoi confronti, i poliziotti ricostruivano il raggiro nella truffa del “finto carabiniere”. Una ora prima, in particolare, aveva ricevuta la telefonata di un presunto maresciallo dei carabinieri il quale le aveva rappresentato essersi verificata una rapina in una gioielleria di Fabriano: la targa del veicolo degli autori risultava appartenere alla figlia, detenuta in caserma. Per questo era necessario controllare tutto l’oro detenuto per escludere che i preziosi detenuti dalla anziana derivassero dal reato e procedere, quindi, al rilascio della congiunta. Si sarebbe quindi presentato un militare in borghese che si sarebbe occupato di prelevare i preziosi per portarli in caserma al fine della verifica. Calmata, anche con il sopraggiungere di congiunti, la truffata si presentava in commissariato ove sporgeva querela per l’accaduto. In considerazione dello straordinario valore affettivo, oltre che materiale (indicativamente ricompreso tra i 18 ed i 20 mila euro), il compendio della truffa le veniva immediatamente restituito dagli agenti. L’uomo veniva dichiarato in arresto ed il veicolo condotto, ritenuto strumentale alla commissione del reato, veniva sequestrato. Nel corso della mattinata odierna si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto presso il Tribunale di Ancona. L’arresto è stato convalidato e nei confronti dell’indagato (con gravi pregiudizi penali per reati contro il patrimonio) sono stati disposti gli arresti domiciliari in attesa del procedimento per direttissima. La persona offesa ha rivolto un sentito plauso e riconoscenti ringraziamenti nei confronti dei poliziotti.