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Fedrigoni apre Cassa Integrazione Ordinaria. Nuovo vertice in regione sul caso Fabriano. Il punto dei sindacato dopo il Coordinamento

Si è tenuto martedì a Bologna il Coordinamento Nazionale del Gruppo Fedrigoni, a un mese dall’incontro con l’Amministratore delegato, Nespolo. Aperta la procedura della cassa integrazione ordinaria su tutto il Gruppo, c’è preoccupazione anche per il futuro degli stabilimenti fabrianesi. Convocato dalle Segreterie Nazionali, il Coordinamento ha sviluppato un dibattito approfondito sulle tematiche legate al prossimo rinnovo del Premio di Risultato e su una riflessione sull’andamento del Gruppo. A fare il punto le Segreterie Nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Carta e Stampa. Tra le questioni sul tavolo le ricollocazioni che riguardano proprio i dipendenti della società Giano chiusa a dicembre dopo lo stop produttivo alla storica macchina F3 dedita alla carta da ufficio. Sono 43 le persone in cassa integrazione straordinaria a partire dal primo luglio, mentre si attende l’avvio del progetto banconote e carta di sicurezza che potrebbe impegnare una trentina di dipendenti. Ad oggi in tutto il gruppo Fedrigoni gli unici stabilimenti che non hanno aperto periodi di cassa integrazione ordinaria in Fedrigoni sono Fabriano, Rocchetta e Castelraimondo. Ci sono diverse criticità da affrontare tra cui la gestione degli scarti di produzione; la necessità di investimenti in alcune aree che richiedono un deciso cambio di passo; la difesa del perimetro occupazionale, con particolare riferimento alla vertenza “Giano” a Fabriano ancora non conclusa. Su questo punto si segnala un nuovo appuntamento. Mercoledì prossimo, infatti, è prevista una riunione sul caso “Giano”, alla presenza dell’Assessorato alle Politiche del Lavoro della Regione Marche. Un bilancio di metà anno, dopo l’avvio della cassa integrazione straordinaria mentre si sollecita un nuovo piano industriale.

A Bologna anche altri temi. «Un punto centrale della discussione è stato il tema della sicurezza sul lavoro. È emersa una forte volontà di valorizzare il capitale umano, facendo della tutela della salute e sicurezza il fondamento del mondo del lavoro. Le molte proposte avanzate hanno mirato a ridurre al minimo gli infortuni, dando rilievo alle lavoratrici e ai lavoratori che, con professionalità, dedizione e rispetto delle procedure, contribuiscono alla salvaguardia propria e altrui» riferiscono i sindacati. Si è registrata anche una preoccupazione condivisa circa le attuali modalità di relazione sindacale, percepite come sempre più distanti rispetto al passato. Già emersa nell’incontro con l’Amministratore Delegato, questa criticità riguarda alcuni atteggiamenti assunti dai dipartimenti HR e Business di stabilimento. Chiesto un salto di qualità nelle relazioni sindacali. «Si segnala un’involuzione nei rapporti con le rappresentanze sindacali, che rischia di compromettere il clima di fiducia e collaborazione che nel tempo aveva rappresentato un elemento distintivo e positivo. Le Segreterie Nazionali si sono impegnate a elaborare una proposta di piattaforma per il rinnovo del Premio di Risultato relativo al triennio 2026-2028» sintetizzano Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Carta e Stampa. Questa proposta sarà presentata all’azienda per avviare una nuova trattativa.

Marco Antonini