Cartiere Fedrigoni, incontro azienda e sindacati
Si è tenuto ieri un confronto tra le Organizzazioni Sindacali e il management del Gruppo Fedrigoni, alla presenza dell’Amministratore delegato, Marco Nespolo. In primo piano anche la situazione degli stabilimenti marchigiani delle Cartiere. Durante la giornata si sono susseguiti numerosi interventi dei Segretari nazionali, dei delegati territoriali e delle RSU, con oltre 80 rappresentanti presenti a Verona e altri collegati da remoto dai vari siti italiani. Al centro del confronto la situazione industriale: confermata la fase di forte incertezza che continua a caratterizzare il settore. L’AD Nespolo ha sottolineato come il mercato rimanga instabile e imprevedibile, con flessioni persistenti nei segmenti del lusso e delle etichette vino. Riguardo alla sostenibilità e sicurezza è stato evidenziato un miglioramento in materia di infortuni, con un passaggio da una media di 20 casi annui a meno di 10, nonostante l’ingresso di nuovi stabilimenti. Tra gli argomento all’ordine del giorno il Premio di Produzione. A fare il punto è Valerio Monti, Uilcom Uil Marche. «Nespolo ha dichiarato che si è scelto un rinnovo annuale poiché l’attuale situazione finanziaria e industriale non consente una visione triennale sostenibile. L’azienda ha espresso l’intenzione di lavorare nei prossimi mesi per creare le condizioni per un accordo pluriennale». I Segretari Nazionali hanno espresso forti perplessità rispetto ai dati illustrati dalla Direzione e in particolare: investimenti troppo limitati e assenza di un piano industriale chiaro e visibile nei territori e la scelta di un Premio di Produzione annuale. «L’idea di “ottimizzazione” non può tradursi in riduzioni di personale o allungamenti nei tempi di pagamento. È stata richiesta maggiore trasparenza sulle azioni future, anche alla luce degli impegni sottoscritti al Ministero che auspichiamo vengano pienamente rispettati» aggiunge Monti. Riguardo Fabriano è stato richiesto che la crescita dei volumi legata alla carta sicurezza, anticipata di circa tre mesi, possa tradursi in stabilizzazioni più rapide, considerato che questa linea produttiva dovrebbe assorbire indicativamente 30 unità. È stato espresso disappunto per l’intenzione dell’Amministratore Delegato di smontare e vendere la macchina F3 (ex società Giano). I sindacati chiedono la riconversione per nuove produzioni per preservare capacità produttiva e posti di lavoro. «Sempre tra le criticità emerse, l’azienda ha annunciato un ridimensionamento della CTE, motivato da esigenze di efficientamento. Abbiamo richiesto un confronto di merito per valutare impatti e soluzioni condivise. Riguardo il reparto E-close l’Amministratore fa sapere che non ci sono ad oggi i volumi aspettati e i ricavi attesi, ma si continuerà a spingere per cercare di mantenere quelle produzioni» conclude Monti. Investimenti verranno fatti entro l’anno, almeno un 20% sarà destinato agli stabilimenti marchigiani. Il business delle carte sicurezza dovrebbe invece partire in anticipo di circa tre mesi, con nuove produzioni che, con ogni probabilità, porteranno a ulteriori stabilizzazioni.
m.a.

