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ITS Fabriano Academy: Parla il presidente Roberto Girolamini

Una grande opportunità concreta per trovare lavoro dopo il diploma grazie al percorso formativo offerto dall’ITS Fabriano Academy. Una scuola che forma tecnici specializzati in settori quali automazione, energia e ITC & Security, ne parliamo con il Presidente dottor Roberto Girolamini.

L’ITS Fabriano Academy è una scuola post diploma che sta registrando risultati entusiasmanti. Qual è il segreto del successo della proposta formativa di questa scuola?

La formula del successo è semplice, in questa scuola le aziende del territorio sono coinvolte in modo diretto sia nella stesura dei programmi didattici sia nella didattica stessa, pensate che oltre l’80% dei nostri docenti arriva dal mondo professionale. Questo garantisce che il percorso sia perfettamente aderente alle aspettative e necessità del territorio rappresentato dalle aziende partner.

Possiamo fornire qualche dato riguardo l’occupazione degli studenti, una volta terminato il percorso di studi presso l’ITS Fabriano Academy?

Certo, oltre il 90% dei nostri studenti trova una occupazione, coerente con il loro diploma appena raggiunto e questo fa la differenza, entro 12 mesi dal diploma stesso. Inoltre, già il 70% dei diplomandi riceve una proposta di lavoro dalle aziende che hanno incontrato durante il percorso, per esempio nei periodi di stage. L’opportunità di lavorare mentre si continua il percorso ha anche risvolti molto positivi sul risultato didattico.

La scelta di inserire nel corpo docente insegnanti che provengono dalle aziende quanto è stata apprezzata dagli studenti e quanto è importante per creare un legame tra il mondo della formazione e quello del lavoro?

Gli studenti hanno un beneficio duplice, da un lato docenti molto preparati ma soprattutto consapevoli delle necessità più attuali del mondo del lavoro, dall’altro l’opportunità di conoscere e farsi conoscere già da quelli che potrebbero essere i loro prossimi datori di lavoro o da aziende ad essi collegati.

Considerato il momento di crisi che il comprensorio sta attraversando, mettere a disposizione dei giovani un percorso formativo come quello proposto dall’ITS è determinante?

Assolutamente, sappiamo che il mondo occupazionale vede due binari a tendenze opposte, il personale meno qualificato è quello su cui insistono gli indici problematici di disoccupazione; invece, i tecnici in questo momento sono figure fortemente scarseggianti rispetto alle necessità anche del nostro territorio.

Da qui, avere una formazione tecnica per questi ragazzi significa essere in una posizione di vantaggio dal punto di vista occupazionale e gli indici di cui sopra ne sono la conferma.

Lei ha sempre creduto nella formazione e nell’investire sul capitale umano del territorio. Ritiene che sia possibile risollevare il distretto industriale fabrianese al fine di creare nuovi posti di lavoro?

Siamo consapevoli del fatto che un territorio è tanto terreno fertile per nuovi sviluppi quanto è forte delle sue competenze. Investendo sui giovani e sulla loro formazione investiamo sul saper fare del nostro territorio che così ha la capacità di trattenere e confermare gli investimenti industriali fatti negli anni ma anche attrarne di nuovi. Nell’era delle tecnologie più evolute la differenza la fa ancora di più il valore del capitale umano; su questo potremo rimodellare nuovi paradigmi industriali e creare nuovi progetti di impresa.

In base alla sua esperienza, qual è l’atteggiamento giusto che un giovane deve tenere per affrontare con successo una sfida lavorativa? Ci si piange troppo addosso? Si può reagire?

A questi ragazzi spesso siamo noi adulti a propinare una minestra riscaldata di pessimismo che chiaramente li sfiducia e li porta a cercare messaggi semplici altrove, quelle che io chiamo le “scorciatoie” che gli stereotipi da social gli propongono. Questa è una generazione con capacità enormi, effervescente, iper-stimolata, ma un po’ meno abituata a fare esperienza diretta; dobbiamo aiutare i ragazzi a incontrare i loro stimoli e su quelli dargli il coraggio di investire in esperienza e formazione, poi il volano per loro inizia a girare da se. E una cosa su cui vorrei provare a dare ancora un contributo è nel dare stimoli imprenditoriali a questi ragazzi, perché possano essere i fondatori del nuovo tessuto di impresa del futuro per questo territorio.

Il 17 febbraio scorso avete presentato l’”Hot Cup Assistant” all’IIS Merloni Miliani di Fabriano. In cosa consiste questo progetto e che risposta avete avuto dai ragazzi?

Questo è un bel progetto che abbiamo proposto ai ragazzi con una collaborazione tra ITS e la mia azienda la Elettromatic srl; grazie all’opportunità che la Presidente Federica Capriotti di Confindustria Fabriano ci ha dato con Fabriano Industry, abbiamo chiesto ai ragazzi di realizzare un progetto che creasse una relazione logico funzionale tra le macchine industriali e il mondo domestico, una esemplificazione dell’incontro dei due mondi IT e OT. In pratica i ragazzi svilupperanno un progetto su un braccio robotico che, rispondendo a dei comandi che arriveranno o da un tablet o da un assistente vocale, sarà in grado di preparare una tazza di una bevanda calda a richiesta. Una sorta di barman domestico. Partiranno dalla progettazione meccanica, passando per la parte di sw e di visione artificiale, un progetto sfidante per le ore a disposizione. I ragazzi lo hanno accolto con molto interesse e entusiasmo, questo è il primo anno in cui partecipano non solo i ragazzi di informatica ma anche gli studenti del corso di meccanica.Fra un paio di mesi tornerò a raccontarvi i risultati ottenuti.

Edoardo Patassi