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Cartiere, oggi consiglio comunale aperto

È convocato per questa mattina alle ore 9, presso la sala conferenze di Palazzo del podestà, a Fabriano, il consiglio comunale aperto sul tema “Fabriano è la carta, la carta è Fabriano”. Nella città della carta c’è rabbia e indignazione per la fine di un’era, quella della carta da fotocopie made in Fabriano. La doccia fredda è arrivata con l’annuncio, da parte del Gruppo Fedrigoni, dello stop alla società Giano e il conseguente avvio della pratica di licenziamento collettivo per 195 lavoratori tra gli stabilimenti di Fabriano e Rocchetta Bassa. In un comprensorio dalla crisi lavorativa infinita, anche quell’attività che poteva sembrare, negli anni passati, una certezza, è piombata nella crisi con lo stop produttivo per il settore della carta da ufficio. Tutto ciò arriverà domani in un consiglio comunale aperto che è stato convocato dal presidente, Giovanni Balducci. Saranno presenti anche il presidente Acquaroli, l’assessore regionale Aguzzi, i sindacati, gli operai, le associazioni di categoria e i cittadini che già sanno che la crisi sarà molto più grossa di quella di cui si parla, perché di mezzo c’è anche un indotto difficile da quantificare fatto anche di attività commerciali. La proprietà, intanto, ha ribadito che non lascerà le Marche. Tra due settimane ci sarà un nuovo incontro con i sindacati, dopo quello dei giorni scorsi a Verona. Nel frattempo l’assessore Aguzzi ha già incontrato proprietà e parti sociali. L’azienda punterebbe a prepensionamenti, trasferimenti volontari di personale anche fuori regione e conferma la decisione presa, mentre i sindacati respingono le prime idee messe sul tavolo e chiedono zero licenziamenti e il mantenimento di Giano. Proclamato lo stato di agitazione, due scioperi generali di 24 ore, già fatti, con adesione massima. Da più parti, da tempo, si chiede il perché sia stata permessa la vendita a un privato quando si stava sotto il Poligrafico dello Stato. Da Fratelli d’Italia Fabriano, ad esempio, la coordinatrice Silvia Marchesini ricorda «due passaggi fondamentali che hanno portato alla situazione odierna: la vendita del Poligrafico al gruppo Fedrigoni, concepita dai governi Prodi e D’Alema, negli Anni ’90 e la cessione al fondo Bain Capital nel 2018, governo Gentiloni». Tra i primi, nei giorni scorsi, a prendere posizione il vescovo diocesano, monsignor Francesco Massara: «La Diocesi si appella al Gruppo affinché si apra una nuova stagione di confronto costruttivo in modo che uomini e donne mantengano la dimensione di dignità che solo il lavoro può dare. La Chiesa di Fabriano-Matelica sarà sempre e in ogni modo vicina ai lavoratori e alle famiglie richiamando il senso di responsabilità dei vertici aziendali per cercare, in dialogo con le istituzioni e i sindacati, strade risolutive di speranza e fattiva collaborazione» le sue parole. La sindaca, Daniela Ghergo: «Ho già chiaramente espresso alla Fedrigoni che Fabriano è indissolubilmente legata alla carta e alla sua produzione. Questo binomio non può essere spezzato». Dopo il consiglio comunale aperto di questa mattina si attende la convocazione ministeriale e l’incontro azienda-sindacati del 24 ottobre.

Marco Antonini