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SCRIPTA MANENT – di Laura Trappetti

Ho sempre amato scrivere, scrivo da sempre. Il rapporto con la parola mediata dal foglio, cartaceo o digitale,mi è più congeniale del discorso diretto che impone una scelta rapida del dire, una relazione senza filtri con l’altro,l’amplificazione del significato attraverso i tanti messaggi del linguaggio del corpo e della voce. Parlare è un qui e ora che in teatro conosciamo molto bene e nell’esigenza di comunicare, chi parla sa di avere molti complici: espressioni, gesti, toni, sguardi. Scrivere in qualche modo ti obbliga ad un rapporto profondo con la parola e la lingua,un rapporto puro e asciutto, in cui ogni intenzione,ogni significato viene affidato alla scelta del termine, alla costruzione della frase, alla punteggiatura; regole che dilatano il tempo della comunicazione e costringono a un pensiero più lungo. Succede, scrivendo, che inevitabilmente si inizia a sviluppare una maggiore attenzione, perché la realtà che si vuol raccontare può essere solo evocata, descritta e il linguaggio deve essere talmente potente e preciso da suscitarne l’immagine nella mente di chi legge. Vale anche laddove si tratti semplicemente di un diario personale, perché scrivere, verbalizzare ha sempre lo scopo di fare chiarezza, di comunicare con qualcuno,anche con noi stessi talvolta. Si tratta di un’attenzione a doppio senso: dalla parola alla realtà e dalla realtà alla parola, si tratti di realtà interiore o esteriore. E’un processo che spinge ad osservare,non più solo guardare,ma vedere e tenere impressi i dettagli, cercare di ricordare che nome hanno le cose, le azioni,i fenomeni. Sembra una cosa da intellettuali, ma è invece un’esperienza che modifica per sempre il tuo modo di essere. Scrivere e farlo sforzandosi di dare valore alla lingua, di esprimersi sempre meglio,è un esercizio che può far bene a tutti,perché allora sarebbe più semplice accorgersi di tutto quello che ci sfugge. Oggi è Natale, ma il clima sembra essere quello di Pasqua. Ieri notte in città c’erano insegne luminose che in piena notte non servono a niente,sicuramente stiamo consumando più del nostro bisogno. La Terra era bellissima oggi, illuminata dal sole. Sicuramente ci sta dicendo qualcosa, anzi lo scrive sul libro del nostro futuro. Accorgiamocene. Auguri!