AST Ancona: Furlò direttore dell’UOC di Medicina Trasfusionale

FABRIANO – Furlò, Direttore dell’UOC di Medicina Trasfusionale dell’AST di Ancona Ospedali di Fabriano-Jesi-Senigallia: “l’Officina Trasfusionale, come nel resto delle regioni italiane per le sue caratteristiche, deve rimanere una struttura “autonoma” senza far capo ad alcun Servizio Trasfusionale. In tal modo si evitano pericolosi “conflitti di interesse” e l’Officina potrà espletare al meglio il compito istituzionale di lavorazione e distribuzione degli emocomponenti secondo le direttive del DIRMT”.
Questo l’appello o meglio ancora una precisa indicazione, ribadita più volte occasione dell’assemblea AVIS di Fabriano dal dott. Giuseppe Furlò, Direttore dell’UOC di Medicina Trasfusionale dell’AST di Ancona Ospedali di Fabriano-Jesi-Senigallia, rivolto non soltanto a donatori, ai dirigenti presenti all’incontro annuale della Comunale fabrianese, ma anche agli organi della sanità regionale La sollecitazione, più precisamente una richiesta ben definita di Furlò, peraltro molto affermata tra gli operatori sanitari del settore è stata più volte formulata in base alle domande poste dai partecipanti tra cui numerosi dirigenti Avisini: “Il momento storico – ha fatto rilevare – è importante perché gli strascichi della pandemia hanno causato a livello nazionale ed internazionale una severa carenza di farmaci plasma-derivati, ottenuto dal plasma donato ed avviato al frazionamento industriale; farmaci salvavita per la cura delle malattie legate ai deficit di fattori della coagulazione, le malattie emorragiche congenite e le immunoglobuline per il trattamento delle immunodeficienze congenite o acquisite e la cura di malattie neurologiche”.
“Le Marche – altra sottolineatura di Furlò – nonostante il percorso ventennale avviato dal DIRMT con una notevole crescita delle donazioni, ancora rimane non autosufficiente per i plasma-derivati”, pertanto ha ribadito “continuare nel lavoro sinergico con l’AVIS per annullare il gap. A tal proposito, visto l’ottima riuscita delle riorganizzazioni avviate, verranno ulteriormente modulati le sedute di raccolta, favorendo l’accesso a quei donatori che hanno difficoltà lavorative o familiari a recarsi per le donazioni. La donazione di plasma, peraltro, può essere considerata come una “medicina di genere”, ha una declinazione di genere ed è personalizzata secondo le caratteristiche dei donatori. Infatti proprio le caratteristiche fisiche femminili avvicinano maggiormente la donna alla plasmaferesi. Dal prossimo 8 marzo, “Giornata della donna” si rilancerà la promozione della donazione di plasma ed in accordo con AVIS verranno ulteriormente incrementati gli open-day pomeridiani dedicati esclusivamente alla donazione di plasma”.
“Flessibilità – ha puntualizzato infine – la parola d’ordine per favorire i donatori alla donazione. A questo lavoro sinergico con AVIS è stato abbinato la riduzione dei consumi da parte dei clinici, nel rispetto di standard moderni” inoltre ha proposto una “panoramica sull’offerta ambulatoriale per i pazienti che accedono per terapie nei tre presidi ospedalieri, comunicando la nuova organizzazione con un’agenda di prenotazione a CUP regionale per effettuare trasfusioni, infusione di emoderivati o ferro, attività di Patient Blood Management. Verrà anche ampliata l’offerta terapeutica per gli emocomponenti autologhi per uso non trasfusionale (gel piastrinico, siero-collirio autologo, lisato piastrinico), terapia di estrema efficacia e modernità, che mettono l’AST di Ancona al passo con altre regioni”.
CS