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LA MASTRO MARINO RACCONTA LA STORIA DEL MERCATO COPERTO DAL 2009 AD OGGI

Abbiamo comunicato la chiusura del Mercato Coperto alla cittadinanza semplicemente perché lo ritenevamo un atto dovuto per educazione e rispetto nei confronti dei clienti e della popolazione. Non era nostra intenzione suscitare polemiche, ma dato che sono state fornite nella “Nota della Amministrazione Comunale” comparsa nei social (procedura strana) alcune notizie e affermazioni, che essendo firmata dalla “Amministrazione Comunale” presuppone che Sindaco, Giunta e Consiglieri siano d’accordo, riteniamo opportuno chiarire anche Noi.
L’attività, nel Mercato Coperto, di Vetrina del territorio per la promozione dei prodotti agricoli locali fu iniziata il 10 Dicembre 2009 da parte dell’Associazione produttori Agricoli dell’Alta Valle dell’Esino (poi diventata Cooperativa Agricola Mastro Marino) insieme con il Consorzio del Salame di Fabriano e l’Agricom. Notevole fu la collaborazione con l’Amministrazione Comunale, all’epoca il Sindaco era l’Ing. Roberto Sorci,e in particolare con l’allora Assessore alle attività produttive Angelo Costantini. Le condizioni della struttura erano fatiscenti e ci facemmo carico NOI della sistemazione dei locali, nel 2012 partecipammo, come Cooperativa Agricola Mastro Marino, al bando che era stato indetto e da allora abbiamo sempre collaborato fattivamente con tutte le Amministrazioni che si sono succedute con reciproca soddisfazione e gratitudine. Abbiamo collaborato con enti pubblici (Coldiretti, C.I.A., Slow Food, Unesco, Mille Miglia etc.) e privati a numerose organizzazioni attività ed eventi sempre per la promozione dei prodotti agricoli locali, abbiamo creato l’enoteca delle bollicine Regionali per far conoscere la storia dello Spumante prodotto con il Metodo Scacchi, descritto dal fabrianese Francesco Scacchi nel 1622, e attualmente il marchio “Spumante Metodo Scacchi” è nostro e registrato, il numero dei soci e dei produttori fornitori è notevolmente aumentato nel
tempo, abbiamo dato un notevole spazio ai giovani produttori e alcuni sono nel Consiglio Direttivo. Ovviamente ringraziamo tutti i nostri dipendenti, chi ha creduto in noi e ha apprezzato i nostri prodotti.

La chiusura è stata determinata dall’esecuzione dei lavori, non sappiamo se poteva essere procrastinata alla fine del contratto ad aprile 2024, è vero che eravamo stati informati dall’Amministrazione che i lavori si dovevano fare, avevamo chiesto che si facessero in periodi in cui la nostra attività era meno intensa (gennaio, febbraio, agosto), ma un conto è sapere che si dovranno fare altra cosa è ricevere uno “sfratto” con sette giorni di tempo, in quanto la comunicazione formale è arrivata il 12 settembre (preceduta da una telefonata pochi giorni prima). Di solito il preavviso di sgombero dei locali da parte di un’azienda, considerando la complessa situazione del negozio, dovrebbe avere un tempo ragionevolmente più lungo, comunque l’abbiamo fatto e non è stato facile e indolore: togliere tutti gli arredi e strumenti di lavoro, smaltire il magazzino e collocare tutto in altresedi in pochi giorni, con importante disagio per i dipendenti e per i produttori che non potevano più consegnare quanto già preparato, questa velocità di sgombero inoltre ci ha creato un danno di immagine nei confronti di clienti e in particolare dei fornitori preoccupati per questa nostra improvvisa “fuga”. Non sta a noi giudicare la validità dei lavori, però la costruzione di un nuovo bagno dove attualmente c’è un nostro magazzino ci obbligherà a modificare il nostro arredamento , inoltre un dubbio, da cittadini, ci assale: “sembra” che saranno realizzati gli impianti di riscaldamento con caldaie a gas….ma, sbagliamo o il piano REPowerEU emanato dalla Comunità Europea prevede un progressivo abbandono delle caldaie a gas dal 2025 ? Per quanto riguarda i pagamenti, premesso che siamo tutti professionisti seri e stimati, che abbiamo sempre pagato tutto e tutti: affitto e quanto è stato richiesto e fatturato sia dal Comune che da tutti i fornitori, banche etc., che non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle difficoltà, quando necessario anche con autofinanziamento, sulla questione dell’utenza elettrica abbiamo qualcosa da dire.

L’unico contatore presente nel Mercato Coperto serve per molti usi: per le nostre necessità, illumina tutto il locale e non solo la parte a noi destinata, illumina tutto l’esterno, è stato ripetutamente utilizzato negli anni per tutti gli eventi che si sono svolti nella piazza,etc,.
Per poter avere una giusta e sicura misura di quanto sarebbe stato consumato da noi, nel contratto stipulato nel 2012 era chiaramente indicato all’articolo 5, che il locatore avrebbe dovuto installare un sub contatore e di conseguenza misurare con precisione il nostro utilizzo, fare il conteggio e inviarci le relative fatture da pagare, ma dal 2012, nonostante nel corso degli anni abbiamo avuto vari colloqui con dirigenti e altri addetti proprio per avere il subcontatore (ci era stato chiesto di acquistarlo cosa che facemmo immediatamente, era il 2013), MA QUESTO NON E’ STATO MAI INSTALLATO (a gennaio u.s. l’avevamo proposto anche all’attuale amministrazione) inoltre non ci è MAI stata inviata in tutti questi anni alcuna documentazione, richiesta e tanto meno fatture, se fossero arrivate le avremmo regolarmente pagate, invece ci arriva un conto totale di 11 anni pari a 188.563,65 € comprensivo di tutta l’energia consumata oltre che da noi anche da altri utenti stanziali e occasionali e anche dalle attività del Comune stesso…..E’ COLPA NOSTRA? Possibile che in 130 mesi nessuno negli uffici abbia notato questa situazione, tra l’altro da NOI più volte segnalata?

Negli ultimi incontri con l’Amministrazione ci siamo dichiarati disponibili ad un accordo transattivo di pagamento, ovviamente forfettario, ancora non concluso, in tutto, oltre al sollecito di pagamento, ci è arrivata una lettera in cui ci veniva decurtata solo una cifra pari a 0,50 € al mese per una lampadina utilizzata dal comune in una stanza del piano superiore…(evitiamo commenti). Non accettiamo pertanto la dizione di inadempienti scritta nella nota dell’Amministrazione che oltre alla lesione di immagine della Cooperativa Mastro Marino lede anche quella dei membri del Consiglio Direttivo della stessa. La “Nota dell’amministrazione Comunale” voleva fare chiarezza, noi diciamo la VERITA’!
Il futuro per la nostra attività non è roseo, abbiamo smantellato tutto con costi notevoli, dovremmo rimontare tutto con altri costi importanti per poi rismontare tutto alla fine del contratto fra pochi mesi. Il danno per la Cooperativa, unica organizzazione agricola locale che ha dato una opportunità commerciale a diversi produttori agricoli locali c’è stato, lo sfratto di fatto che abbiamo subito ha interrotto un servizio ai
cittadini e, quello che ci rammarica da imprenditori e che ci ha costretti a mettere in mezzo alla strada all’improvviso cinque bravi dipendenti, motivati e professionali che rappresentano il vero valore del nostro progetto. Tanto dovevamo!

Massimiliano Carsetti Presidente Azienda Agricola “Carsetti”
Fabrizio Barbarossa Consigliere Azienda Agricola “Barbarossa”
Luca Bianchi Consigliere Azienda Agricola “Luca Bianchi”
Simone Chiodi Consigliere Azienda Agricola “Nonno Felice”
Romualdo Cofani Consigliere Azienda Agricola “Il Gelso”
Piero Guidarelli Consigliere Azienda Agricola “Le Salse”
Fabrizio Palanca Consigliere Azienda Agricola “Nonno Felice”
Francesco Sbaffi Consigliere Azienda Agricola “Sbaffi”