Argentina, campione del Mondo

Nel segno di Leo Messi, nel nome di Diego: l’Argentina scrive la storia e si laurea Campione del Mondo per la terza volta, battendo la Francia in una pazza finale di Qatar 2022. La terza Coppa del Mondo per la Selección argentina, dopo il mondiale giocato e vinto in casa nel ’78 e l’incredibile Mundial ’86 in Mexico segnato e dominato dal divino Diego Armando Maradona, il giocatore più amato e più forte di ogni tempo. Questo è il mondiale di un altro eroe, Leo Messi, un altro carattere, un’altra vita, giocatore di enorme talento, più attaccante di Diego forse, con una leadership meno travolgente del suo predecessore, ma giocatore simbolo del nuovo Millennio che a 35 anni raggiunge il suo sogno, dopo aver vinto tantissimo sempre in maglia blaugrana del Barcellona, sia nella Liga che in Europa, con 7 palloni d’oro e dopo aver guidato la sua Nazionale alla Coppa America. Messi miglior giocatore del Mondiale 2022, con l’altro fuoriclasse francese Kylian Mbappè bomber e vincitore della Scarpa d’Oro. Al Lusail Stadium di Doha decidono i calci di rigore dopo un pirotecnico 3-3, firmato dalla doppietta di Messi, dal sigillo di Di Maria e dalla pazzesca tripletta di Mbappè, che si consola vincendo il titolo di capocannoniere del torneo con 8 gol, 7 invece le reti di Messi. Dal dischetto decidono gli errori francesi di Coman (parato) e Tchouameni (fuori), mentre per la Selección non sbaglia nessuno su quattro tentativi. La ‘Pulce’ alza quindi al cielo l’unica coppa che gli mancava da conquistare in carriera. Lionel Scaloni azzecca la formazione inserendo un motivatissimo Di Maria, per Deschamps, invece, ritrovano una maglia dal primo minuto Upamecano e Rabiot, rispettivamente in difesa e a centrocampo dopo le assenze in semifinale.

Il primo tempo è un assoluto dominio dell’Argentina sul piano tecnico-tattico, ma non solo: Messi e compagni scendono in campo con gli occhi iniettati di sangue, corrono il doppio pressando costantemente gli avversari e facendoli girare praticamente a vuoto. Martinez tra i pali non è mai chiamato in causa, mentre nella metà campo offensiva la Selección mette in mostra tutta la qualità del suo repertorio, che si era vista poco fino a questo punto del torneo. L’Argentina va avanti di due reti, rigore di Messi, poi grande azione dell’abiceleste con rete di Di Maria. La Francia è abulica, è bloccata, non è in partita, fino a dieci minuti dalla fine, perché il calcio è strano e regala sempre incredibili sorprese: all’80’ Mbappe realizza il rigore del 2-1 conquistato da Kolo Muani, poi appena un paio di minuti più tardi lo stesso attaccante del Psg, in sforbiciata, butta dentro il clamoroso 2-2 su assist di Thuram. Nel finale i francesi spingono anche alla ricerca dell’incredibile match point, ma la sfida si prolunga ai supplementari dove continua a succedere di tutto. Lautaro fallisce diverse chances, poi Messi al 109’ firma il 3-2 in tap-in riavvicinando la coppa in sudamerica. Sembra fatta, ma al 118’ però Mbappè realizza un altro calcio di rigore, netto fallo di mano di Montiel su un suo stesso tiro, riportando tutto in equilibrio a pochi istanti dalla fine dei supplementari. Prima dei rigori, un’incredibile palla gol per parte nei minuti di recupero: Emiliano Martinez è miracoloso su Kolo Mouani.

Festeggiamenti grandiosi in Argentina, a Buenos Aires sulla Avenida 9 de Julio nella lunga via intorno all’Obelisco, una folla immensa, ma anche a Napoli, in centinaia a seguire la partita, tra boati e brusii di delusione, poi l’esultanza incontenibile nel cuore di Napoli per il successo ai Mondiali dell’Argentina, la nazionale che all’ombra del Vesuvio si ama nel nome di Diego. La festa è scattata nello slargo dei Quartieri Spagnoli dove vi sono i murales di Diego, ormai diventato Largo Maradona, dove una folla straripante ha esultato alla vittoria ai rigori di Messi e compagni. E’ la festa dei napoletani che si sentono calcisticamente argentini, ma anche degli argentini di Napoli che hanno scelto i Quartieri per la festa davanti al grande ritratto di Maradona. Cori per Diego, e per Messi, cori di quello stadio ormai intestato a Diego. E anche centinaia di bandiere, di giovani con la maglia dell’Argentina, con quella del Napoli e anche con quella del Boca Juniors, una delle squadre del Pibe de Oro. Napoli è Maradona, e quindi con questa vittoria gode per l’Argentina. A Rosario, la città natale di Messi, un mare di persone è sceso in strada per celebrare il loro eroe locale eletto per la seconda volta miglior giocatore della Coppa del Mondo dopo il 2014. La gente si è riversata nelle strade dopo che Messi ha alzato il trofeo al cielo e ha continuato a festeggiare fino a notte fonda. La squadra nazionale guidata da Messi è riuscita a unire gli argentini con un senso di gioia che non è frequente in un paese che è rimasto bloccato per anni dalla crisi economica, che sta soffrendo uno dei tassi di inflazione più alti del mondo e con quasi quattro persone su 10 che vivono in povertà. I tifosi hanno apprezzato in modo particolare anche questa squadra allenata da Lionel Scaloni. Anche il presidente argentino Alberto Fernandez si è unito ai festeggiamenti e ha ringraziato la nazionale per la vittoria, l’Argentina sul podio mondiale del football, un ritorno che sta facendo esplodere di gioia un paese dopo 36 anni.

Francesco Fantini