Don Umberto Rotili: “Che società stiamo lasciando ai nostri ragazzi?”

Fabriano – Rissa davanti alla scuola: in corso le indagini delle forze dell’ordine. Si lavora anche a scuola. All’Istituto Morea dove è iscritta la studentessa delle superiori, già sospesa, che ha ideato e pianificato l’aggressione via social il giorno prima, si cerca di ragionare con gli alunni di quanto è accaduto. Provvedimenti specifici verranno presi anche dall’Istituto comprensivo Marco Polo dove è iscritta l’altra ragazzina coinvolta. Le immagini che hanno fatto il giro d’Italia hanno provocato indignazione e riflessione. Il vicario pastorale della Diocesi, don Umberto Rotili, da sempre impegnato nel mondo giovanile, analizza la vicenda. “I ragazzi che si picchiano fuori della scuola, persone che fanno a botte per un uomo o per una donna, donne che si prendono a capelli: sono scene sempre esistite. Per cui – dichiara – non mi stupisce il gesto in sé, che comunque manifesta un disagio di autorevolezza, quello di imparare a crescere per diventare adulti, ma ciò che mi lascia senza parole è vedere quei ragazzi intorno che continuano la loro normalità, o addirittura riprendono la scena con il cellulare”. Sul banco degli imputati finiscono sia i social che coloro che assistono a mò di tifoseria. “Questo è il vero disagio perché ci fa capire come la violenza è diventato ormai uno status di normalità e l’aggressività fa parte del vissuto di ogni adolescente. Dovremmo domandarci: che società stiamo lasciando ai nostri ragazzi? Una società in cui la violenza non fa più problema, non potrà mai essere una società progredita” ammonisce il parroco della Misericordia. “La violenza non è l’arma con cui risolvere ogni problema. Non puntiamo il dito sugli adolescenti di oggi: sono il frutto degli adulti del passato, ovvero di noi. Il problema della nostra società è la mancanza di responsabilità personale che dà la colpa a qualcun altro. Quando inizieremo a capire – si chiede don Umberto Rotili – che cosa posso fare per migliorare tutto ciò? Forse il problema, come spesso accade, sono proprio io”.

Anche il sindaco, Daniela Ghergo, segue da vicino la vicenda. “Sono rimasta sconcertata. E’ un episodio che denota una preoccupante perdita di valori, una pericolosa banalizzazione di atti e gesti e una dissacrazione dell’istituzione scolastica e della sua funzione. Sono fatti che, anche se isolati, non vanno sminuiti e devono far riflettere – evidenzia il primo cittadino – su una manifestazione di disagio così eclatante di fronte alla quale l’impegno delle istituzioni deve essere sempre più incisivo”. Nei giorni scorsi il sindaco ha incontrato proprio alcune classi dell’Istituto superiore Morea per il convegno “Conoscere per prevenire”. “L’incontro ha rafforzato la mia convinzione che tutto ruota intorno alla capacità di ascolto dei minori da parte di noi adulti. Dai ragazzi arrivano segnali che dobbiamo essere capaci di interpretare per offrire percorsi di aggregazione e socializzazione” conclude.

Sull’episodio interviene anche la politica. “L’episodio avvenuto nei pressi dell’istituto Morea di Fabriano conferma l’emergenza sociale ed educativa che è in corso, in tutta Italia, ormai da tempo. Il fatto preoccupa perchè spetta ai noi adulti trovare delle soluzioni e capire dove e come stiamo sbagliando”. A parlare è Danilo Silvi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. “Come consigliere, però, evidenzio due criticità che andrebbero risolte. La prima è semplice: all’ingresso delle scuole, sia la mattina alle 8 che all’uscita, servono più controlli, con la presenza di una pattuglia periodicamente. La seconda soluzione è sulla tempistica. La giunta Ghergo deve monitorare i lavori presso la scuola Marco Polo. Al momento, infatti, al Morea coesistono sia gli alunni delle superiori di quell’Istituto che gli alunni della scuola Marco Polo che sono ospiti fin quando la loro scuola non riaprirà. Tenere insieme – dice Silvi – alunni di così diverse età, da quelli piccoli di prima media, ai quasi maggiorenni del quinto, non è educativo e può portare a criticità come quella avvenuta recentemente. Chiedo alla giunta – conclude – di informarci sull’andamento dei lavori alla Marco Polo e se c’è possibilità di un’altra sede per le medie”.

Marco Antonini

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