L’Hospice deve tornare nella sua sede. Palazzina chirurgica: “Progetto esecutivo compiuto”

Fabriano – A più di un mese dal trasferimento a sorpresa dell’Hospice per i malati terminali dal suo reparto apposito, al piano terra dell’ospedale Profili, al primo piano, ancora non è stata ingranata la marcia indietro invocata a più riprese sia dalla politica locale e regionale, che dall’Associazione Oncologica Fabrianese che aveva denunciato il caso e dal sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo. Sulla vicenda è intervenuto, in consiglio regionale, anche l’assessore Filippo Saltamartini: “L’Hospice è stato trasferito anche se questo non poteva avvenire. Un reparto così, per la sua natura, non può essere spostato – ha detto – nel reparto post Acuzie. Appena sono venuto a conoscenza ho chiesto ad Asur di riportarlo nella sua sede. Ritengo che la misura del trasferimento sia stata inopportuna e impropria. La carenza di personale non può giustificare qualsiasi misura. Su questo tema, comunque, c’è da fare un ragionamento ad ampio raggio: un Hospice non può stare – conclude Saltamartini – dentro una struttura ospedaliera, vista la sua delicata funzione”. Anche i consiglieri regionali Biondi (Lega), Lupini (Gruppo Misto) e Mastrovincenzo (Partito Democratico) hanno fatto sentire la loro voce. Ora si attende il ritorno alla normalità all’ospedale, anche se l’assenza di infermieri, in quasi tutti i reparti, crea non pochi malumori. Il problema, infatti, è capire cosa succederà, dopo l’estate, quando tornerà a regime l’attività operatoria e ambulatoriale con il personale ridotto all’osso. Riguardo l’Hospice, ad esempio, le motivazioni, riportare nella comunicazione Asur che annunciava il trasferimento sono da attribuire alle “dimissioni anticipate non previste di diversi infermieri con incarico a tempo determinato, già prorogati al 31 dicembre 2022, e di ulteriori carenze sopraggiunte anche per frequenti riscontri di positività al covid di personale assistenziale”. Così La struttura, un fiore all’occhiello per Fabriano, nata circa 20 anni fa, è stata spostata in otto posti letto, in Medicina, nonostante gli spazi non siano idonei. Il sindaco, Daniela Ghergo, ha fatto sentire la sua voce: “Una decisione inaudita perché i problemi organizzativi dell’ospedale non possono essere fatti ricadere sui pazienti, tantomeno sui pazienti più fragili, che si trovano in fase terminale”. Intanto c’è una novità circa la nuova palazzina delle emergenze di prossima costruzione, 14 milioni di euro il costo, che ospiterà, tra le altre cose le nuove sale operatorie. L’assessore regionale Baldelli, rispondendo ad un’interrogazione della consigliera regionale Lupini (Gruppo Misto), ha confermato che “il progetto esecutivo può dirsi compiuto” in quanto “a luglio sono stati consegnati gli elaborati e lo step definitivo relativo all’affidamento dei lavori non dovrebbe tardare ad arrivare”.

Marco Antonini