Ariston: forte crescita (+23,8%) e margini eccellenti nel primo trimestre 2022

HIGHLIGHTS FINANZIARI PRIMO TRIMESTRE 2022 ARISTON GROUP

 Ricavi netti a 552 milioni di euro, in crescita complessivamente del 23,8% rispetto al primo
trimestre 2021
 EBIT adjusted pari a 50 milioni di euro, in crescita del 15,6% rispetto al primo trimestre 2021
 Free cash flow a -45 milioni di euro, contro i +10 milioni di euro del primo trimestre 2021
 Posizione finanziaria netta positiva1 per 21 milioni di euro, a seguito dell’incremento di capitale
circolante di inizio anno, e dell’esborso per l’acquisizione di Chromagen

“Dopo un anno caratterizzato da forte crescita e margini record, siamo felici di annunciare un ulteriore trimestre
con crescita organica a doppia cifra per i ricavi, ottima contribuzione dell’M&A, e margine EBIT adjusted oltre il
9%” – ha commentato Paolo Merloni, Presidente Esecutivo – “Siamo riusciti ad approfittare dei buoni livelli di
domanda nella maggior parte dei nostri mercati in tutto il mondo, in crescita per lo sviluppo delle economie,
oppure per l’accresciuta consapevolezza dell’importanza della transizione energetica.”
“È un risultato particolarmente notevole vista la continue e perfino crescenti perturbazioni nelle supply chain e
nella logistica in tutto il mondo” – ha aggiunto l’Amministratore Delegato Laurent Jacquemin – “Abbiamo fatto
ogni sforzo per ridurne le conseguenze, e ci siamo riusciti grazie all’impegno della nostra squadra, alla flessibilità
della nostra presenza globale a gestione centralizzata, e a un accumulo iniziale di capitale circolante per
supportare la continuità.”
Il Consiglio di Amministrazione di Ariston Holding N.V. (MTA/EXM; Bloomberg ticker: ARIS IM) si è
riunito oggi e ha approvato la diffusione di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive per il
trimestre concluso il 31 marzo 2022 (“Q1 2022”)

RISULTATI CONSOLIDATI PRIMO TRIMESTRE 2022

I Ricavi netti ammontano a 552,1 milioni di euro, in crescita del 23,8% rispetto ai 445,9 milioni di euro
conseguiti nel primo trimestre del 2021. E’ stata registrata una forte performance in tutte le divisioni e aree geografiche, sostenuta da una robusta domanda globale sia nel settore del riscaldamento che in quello dell’acqua calda.

I cambi valutari hanno avuto un effetto positivo del 2,2%, mentre il consolidamento per l’intero
trimestre del neo-acquisito business di Chromagen ha rappresentato un’aggiunta del 7,1%.
L’EBITDA si attesta a 67,2 milioni di euro, in crescita del 15,4% rispetto ai 58,3 milioni di euro del
periodo corrispondente del 2021, mentre l’EBIT si attesta a 46,6 milioni di euro, in crescita del 17,0%
rispetto ai 39,8 milioni di euro del primo trimestre 2021.

Questi margini sono inoltre presentati in forma rettificata (adjusted) più idonea per valutare
l’andamento delle normali operazioni di business, con esclusione di costi o ricavi non rappresentativi;
le rettifiche più significative nel periodo sono legate alla svalutazione di attivi in Ucraina, e al capital
gain relativo a un immobile.

L’EBITDA adjusted è pari a 70,1 milioni di euro, con una crescita del 14,5% rispetto ai 61,2 milioni di
euro registrati nel primo trimestre 2021, con una diminuzione del margine sui ricavi netti dal 13,7% al
12,7%.

L’EBIT adjusted è pari a 50,1 milioni di euro, in crescita del 15,6% rispetto ai 43,3 milioni di euro del
primo trimestre 2021. Il corrispondente margine sui ricavi netti è passato dal 9,7% al 9,1%,
incorporando una diluizione da M&A e un aumento delle spese commerciali, generali e amministrative
volto a sostenere la crescita futura. La pressione negativa derivante dall’inflazione sulle materie prime
registrata nello scorso anno è stata mitigata delle iniziative di pricing portate a termine nel corso del
2021.

Il Free cash flow del periodo è stato pari a -45,5 milioni di euro, rispetto ai +10,3 milioni di euro del
primo trimestre del 2021. Tra i suoi componenti, un maggiore EBITDA e una migliore “variazione di
altre attività e passività” sono passati in secondo piano per via di un significativo incremento di capitale
circolante, effettuato allo scopo di preservare la continuità del business in presenza di forti
perturbazioni delle catene di fornitura e della logistica in tutto il mondo. L’incremento, in aggiunta a
normali fattori stagionali, ha portato il capitale circolante al 13,1% dei ricavi degli ultimi 12 mesi.

Questo rapporto è atteso in diminuzione per la fine dell’anno, nell’ipotesi di una normalizzazione del
commercio mondiale.
L’Indebitamento finanziario netto (calcolato secondo le linee guida ESMA 32-382-1138) passa da 149,0
milioni di euro a 20,6 milioni di euro di cassa netta, sostanzialmente per via dell’incremento di
circolante e all’esborso relativo all’acquisizione di Chromagen.
A fini comparativi, applicando il metodo di calcolo utilizzato prima dell’adozione delle linee guida
ESMA, la posizione finanziaria netta passa da 184,8 milioni di euro a 74,9 milioni di euro di cassa netta.
Le principali differenze sono l’inclusione da parte dell’ESMA – tra le passività – di opzioni put & call
relative alle acquisizioni, e la neutralizzazione del mark-to-market positivo sui derivati.

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