“Fabriano rivede piano regolatore dopo 35 anni: stop fabbriche nelle frazioni”
Fabriano – Approvato in Consiglio il progetto preliminare di variante al Piano Regolatore: niente più nuove aree industriali sparse nelle frazioni, sviluppo concentrato nelle zone già servite da strade e servizi, recupero delle aree bianche ex Quadrilatero e dell’area comunale di Campo dell’Olmo. Da ora sessanta giorni di tempo per i cittadini per presentare osservazioni su un atto che ridisegna il governo del territorio dopo trentacinque anni dal vecchio piano del 1990.
La nota
«Mettiamo mano a un piano fermo da oltre trent’anni, pensato in un’epoca in cui si ragionava in modo completamente diverso, e che negli anni aveva sparso capannoni e aree industriali un po’ ovunque, anche dove non avevano senso e rischiavano di essere dannose. Con questa variante riportiamo lo sviluppo dove ci sono già strade, servizi e collegamenti. Vuol dire restituire dignità alle frazioni, tutelare il paesaggio che è parte della nostra identità e dare a chi vuole investire a Fabriano regole e luoghi adatti. Vuol dire anche garantire maggiore tutela delle nostre aree naturali rispetto all’installazione di nuovi impianti fotovoltaici. È un atto di responsabilità verso chi vive il territorio oggi e verso chi lo abiterà domani, e segna una direzione precisa per la città dei prossimi anni». Con queste parole il Sindaco Daniela Ghergo commenta l’approvazione, nella seduta del 16 giugno, del progetto preliminare di variante parziale al Piano Regolatore Generale.
Cambia il modo in cui Fabriano programma il proprio sviluppo. Si tratta di un provvedimento che incide direttamente sulla vita di chi abita le frazioni e di chi lavora nel tessuto produttivo cittadino. Il vantaggio per la collettività è che si chiude la stagione delle aree edificabili industriali disseminate in zone non idonee del territorio e si riportano le opportunità di sviluppo dove i servizi e i collegamenti già esistono.
La variante interviene su un impianto urbanistico che risaliva al piano del 1990, costruito secondo criteri ormai superati, e che aveva prodotto negli anni una dispersione degli insediamenti produttivi in aree marginali. L’obiettivo è riordinare il territorio riducendo questa frammentazione, tutelare il paesaggio e concentrare le possibilità di crescita nelle zone realmente collegate alle infrastrutture. In quest’ottica le aree produttive vengono ricollocate in zone idonee e vengono ripianificate le cosiddette aree bianche dell’ex Quadrilatero, restituendo loro una destinazione coerente con un disegno di sviluppo aggiornato.
Tra le novità più importanti c’è il recupero di un’area comunale di tre ettari vicino al PIP di Campo dell’Olmo: uno spazio già pronto a essere utilizzato, che potrà ospitare nuove attività in tempi rapidi e senza intaccare altro suolo. La variante tiene conto anche del tracciato definitivo della pedemontana, l’arteria viaria decisa lo scorso aprile, in modo che la nuova pianificazione e la futura strada siano coerenti tra loro. Cura particolare è stata dedicata alle zone più fragili dal punto di vista del rischio idrogeologico, soprattutto nelle aree produttive: qui sono state introdotte regole che mettono in sicurezza il territorio senza togliere a chi vi opera la possibilità di costruire e investire. Un equilibrio, raggiunto lavorando insieme agli altri enti competenti, che protegge i cittadini e allo stesso tempo non penalizza le imprese.
Con l’adozione di ieri si apre ora la fase più importante per la cittadinanza. Per i prossimi sessanta giorni ogni cittadino, professionista o impresa potrà presentare le proprie osservazioni alla proposta di variante, che saranno esaminate e valutate nelle forme previste dalla normativa. L’Amministrazione si è impegnata a dare la massima visibilità al provvedimento e a coinvolgere fin dalle prossime settimane gli ordini professionali e i rappresentanti delle attività produttive, così che l’informazione raggiunga tutti.
L’Assessore Vergnetta aggiunge: “Oggi diamo attuazione a uno dei punti qualificanti del programma elettorale: la ricucitura del territorio. Ricucire significa riallacciare i fili, ristabilire connessioni, ricreare continuità e coerenza nello sviluppo urbano. Lo strumento che presentiamo oggi va esattamente in questa direzione e rappresenta un passaggio fondamentale verso il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG). Questa proposta contiene gli elementi necessari per riordinare il territorio e costruire una prospettiva di sviluppo fondata su un principio chiaro e razionale: la logistica e la pianificazione delle funzioni produttive. Superiamo la logica della dislocazione frammentata delle aree industriali per approdare a una visione organica e strutturata dello sviluppo.”
L’iter non si chiude qui, dopo la fase delle osservazioni, il percorso proseguirà fino all’approvazione definitiva, e l’Amministrazione valuterà anche eventuali ampliamenti delle aree interessate. Un lavoro che resta aperto al confronto con la città e con tutti i soggetti che vorranno contribuire a costruire la Fabriano dei prossimi anni.

