ELICA, ASSEMBLEE E SCIOPERO

Assemblee degli operai Elica, ieri nello stabilimento di Mergo e in quello di Cerreto d’Esi, per analizzare il primo incontro, in videoconferenza, al Mise. In primo piano gli esuberi e la richiesta, dei sindacati, di rivedere il piano industriale. Oggi, intanto, sciopero a scacchiera nel sito produttivo di Mergo, dopo che, lo scorso venerdì, analoga iniziativa era stata decisa anche per Cerreto d’Esi. Non si escludono nuove manifestazioni di protesta nell’entroterra nei prossimi giorni con le parti sociali che sono pronte a tutto. Tante le reazioni. “Si è trattato di un incontro a dir poco imbarazzante, con l’azienda che ha ribadito la propria indisponibilità a rivedere il suo programma di dismissione, spacciato ancora per riorganizzazione, e inserendo in una slide il programma di sostegno ai fuoriusciti con al primo posto Naspi e cassa integrazione. Quindi l’idea è proprio quella di delocalizzare usando i soldi degli italiani” dice il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli.

Il viceministro

Alla videoconferenza al Mise, per il tavolo Elica, presieduto dal viceministro Alessandra Todde, hanno partecipato il Ministero del Lavoro, l’azienda, la Regione Marche, il sindaco di Fabriano e le organizzazioni sindacali. “Credo che presentarsi ad un tavolo istituzionale dicendo che il piano dell’azienda è immutabile non sia un approccio corretto. Il Mise è pronto a mettere a disposizione tutti gli strumenti disponibili per capire come rendere più competitiva l’azienda in Italia cercando di evitare la delocalizzazione annunciata”, dichiara la Viceministra Alessandra Todde. “Il territorio di Fabriano ha già vissuto gravi crisi industriali e i problemi dell’area sono chiaramente legati all’impoverimento del territorio e al terremoto súbito. Non possiamo permettere che l’Italia esca svantaggiata da questa partita, dobbiamo lavorare sinergicamente con tutti gli attori coinvolti per raggiungere una soluzione che renda il territorio e il Paese maggiormente competitivi. L’Italia è un mercato importante per Elica, soprattutto grazie al valore riconosciuto del “made in Italy”, e proprio per questo – e l’ho ribadito al tavolo – il Governo non è disponibile supportare la scelta dell’azienda ad abbandonare il Paese per spostare la produzione da altre parti”, aggiunge Todde. “Questo è il primo di molti incontri e siamo disponibili a rivederci per discutere con le parti. Questo tavolo è un punto di partenza, non un punto di arrivo. Aggiornerò a breve il tavolo”, conclude la Viceministra Todde.

Simona Lupini (M5s): “Elica non ha più alibi” 

Prima riunione del Tavolo di Crisi Elica al Mise: la Vicemininistra con delega alle crisi aziendali, Alessandra Todde, ha messo sul piatto tutta la disponibilità del Governo a rendere più competitiva l’azienda. La posizione di Elica è che non possono fare altrimenti, e licenziare 400 operai sarebbe l’unico modo per salvarsi da una concorrenza spietata e non mandare a casa anche gli impiegati. Elica non ha più alibi: l’azienda non è affatto in crisi nera, e il suo tentativo di mettere i lavoratori l’uno contro l’altro è inaccettabile. Se questo è il modo in cui l’azienda vuole condurre così la trattativa, è bene che Stato e Regione inizino a studiare le contromisure necessarie, per impedire che intere comunità vengano sacrificate in nome della prossima cedola per gli azionisti.

Jesiamo, il punto della maggioranza

Esuberi Elica e non solo: gettone di presenza, solidarietà ma anche risposte per il futuro! Corsi di formazione, istituzione di una Zona Economica Speciale, Tavolo di lavoro permanente. “Un problema sociale che riguarda tutto il territorio e la situazione economica della Vallesina. La questione esuberi Elica, approdata e discussa nell’ultimo Consiglio Comunale, a Jesi, è lo specchio di una preoccupazione diffusa sui dati riguardante l’economia del territorio jesino e non solo. La delocalizzazione di una multinazionale comporta una grave crisi che si estende a tutto l’indotto ad essa collegata ed il pensiero e la solidarietà non possono fermarsi qui ma devono coinvolgere anche tutte quelle piccole e medie aziende, tessuto economico pulsante del nostro territorio, colpite ancor più duramente sotto la pandemia, con la vertenza dell’Hotel Federico II in testa. Nell’ultimo Consiglio, un Ordine del Giorno presentato da alcuni consiglieri di opposizione, da noi votato, sulla solidarietà verso le lavoratrici ed i lavoratori dell’Elica che come atto simbolico proponeva di devolvere il gettone di presenza dei Consiglieri Comunali – circa 500 euro totali – alle organizzazioni sindacali, è stato integrato da un emendamento della maggioranza. Tale emendamento poneva l’attenzione sul futuro dei lavoratori in esubero proponendo, attraverso la Regione Marche, corsi di formazione professionali che possano dare un’ulteriore qualifica ed una possibilità in più di essere riassorbiti dal mercato del lavoro considerando anche un’età anagrafica che a volte limita tale processo. Inoltre ripropone la possibilità di istituire, nella Vallesina, una Zona Economica Speciale atta al rilancio dell’economia locale favorendo le migliori condizioni, anche fiscali, sia per le imprese esistenti che per quelle desiderose di insediarsi. Sempre attraverso l’emendamento il Comune di Jesi ha dato la propria disponibilità a partecipare al tavolo permanente istituito dal Comune di Fabriano sulla situazione economica occupazionale. Il territorio ha necessità di risposte concrete, sta alla politica a tutti i livelli darle con modalità e tempistiche certe. Siamo pronti a fare la nostra parte”.

Marco Antonini

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