SISMA, COVID-19 E RESISTENZA, I SINDACI RICORDANO

di Marco Antonini

Ancona – Liberazione e resistenza nel giorno del 25 aprile per le zone terremotate dell’Appennino marchigiano assumono un significato che va oltre la memoria di quanto accadde 75 anni fa. Lo evidenziano tre sindaci, raggiunti telefonicamente dall’Ansa, che da quasi 4 anni sono alle prese col post sisma e da un paio di mesi con l’emergenza coronavirus. “In questo giorno – dice Sandro Sborgia di Camerino – ovviamente si ricordano i valori della resistenza nella lotta al nazifascismo, ma per noi resistenza oggi significa anche saper resistere alle restrizioni per il virus e saper resistere ai disagi e ai condizionamenti causati dal terremoto”. Il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, è lapidario: “Liberazione per chi vive nelle aree terremotate significa avere l’opportunità di rientrare nelle proprie case”. Mauro Falcucci, primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera, vede come prioritaria la necessità di “liberarci intanto dal Covid19. A Fabriano il sindaco, Gabriele Santarelli, (foto) ha deposto corone di alloro presso i cippi commemorativi al Bivio di Nebbiano, San Donato, Vallina, alla Stazione ferroviaria di Albacina, al cimitero di Santa Maria nella Loggia dei Caduti della Resistenza, al Loggiato San Francesco e al Monumento dei Caduti di tutte le Guerre. “L’amministrazione comunale interprete dello spirito Democratico dei cittadini fabrianesi, ricorda con commozione quanti hanno sacrificato la loro vita per l’affermazione dei valori che sono alla base della Costituzione repubblicana e dell’ordinamento democratico” riferisce il primo cittadino.

“Resistere, attività essenziale”: con questo striscione in prossimità del monumento al Parco comunale Regina Margherita, gli attivisti del Laboratorio sociale Fabbri di Fabriano hanno celebrato il 25 aprile. “Oggi abbiamo voluto ricordare il 75° anniversario della Liberazione dal Nazifascismo. Lo abbiamo fatto a modo nostro, con la consapevolezza che sarebbe stato assurdo e sbagliato non sottolineare l’importanza di questa giornata e derubricarla come giorno festivo all’interno del tempo rubato della quarantena. Per noi celebrare il 25 Aprile è “un’attività essenziale”. Non solamente – riferiscono – per commemorare le gesta eroiche di uomini e donne che diedero la loro vita per liberare il nostro paese dalla dittatura, ma per sottolineare la centralità e l’importanza di quei valori di giustizia, solidarietà e libertà che ancora oggi dovrebbero essere la guida per il nostro agire”.

Sassoferrato

Il sindaco di Sassoferrato, Maurizio Greci: “La liberazione ha un valore eccezionale, simbolo di un’intera generazione che riprende in mano il suo destino e la propria vita in uno dei momenti più bui della nostra storia. Valore simbolico – dice il primo cittadino, Maurizio Greci, in una nota -​ che assume una rilevanza assoluta​ in questo​ momento​ in cui sappiamo tutti le​ difficoltà che ci troviamo ad affrontare​ e gli sforzi che ci sono richiesti.​ Con il pensiero al 25 aprile, quindi,​ ​ a tutto ciò che rappresenta, a ciò che ha significato la seconda guerra mondiale,​ dobbiamo affrontare ciò che ci viene richiesto in questo momento​ critico. Dobbiamo utilizzare i valori simbolici di queste date fondamentali, per ricordarci che siamo un grande popolo, una grande nazione che​ è​ riuscita a ripartire delle proprie ceneri per diventare una delle potenze più importanti del mondo. Con questo spirito negli occhi e nel cuore – continua Greci – consci di quelle che sono le nostre possibilità,​ dobbiamo essere pronti a riprendere il nostro futuro anche se non ci dobbiamo nascondere che ci saranno molte​ difficoltà, dobbiamo dimostrare di credere fermamente​ nella ripartenza.”

Ambito 10

Non ci sono nuovi casi positivi, oggi, sabato 25 aprile. Complessivamente sono 117 i casi accertati dall’inizio dell’emergenza a oggi. Nel dettaglio: 90 a Fabriano, 19 a Sassoferrato, 4 a Cerreto d’Esi, 1 a Genga e tre a Serra San Quirico. In quest’ultimo caso, però, si tratta di persone che hanno la residenza nel comune, ma che da anni sono domiciliati altrove. A Fabriano su 90 casi accertati, 31 sono guariti, 6 sono deceduti e 53 sono attualmente malati. A Sassoferrato su 19 casi complessivi, 9 sono guariti, 3 deceduti e 7 ancora con tampone positivo. A Cerreto d’Esi, su 4 casi totali, tre sono guariti, uno è deceduto. Non sono guariti i pazienti Covid residenti a Genga e Serra San Quirico. In quarantena nei Comuni del fabrianese sono circa 110 i residenti in isolamento fiduciario e/o forzato. Chiusa la “covideria” dell’ospedale Profili.

Marche

Sono 30 i casi positivi registrati nelle Marche su 1.143 tamponi analizzati nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il Gores. Il totale dei positivi dall’inizio emergenza sale così a 6.058 su 34.256 test complessivi. Sono ora a 1.912 i guariti dimessi nelle Marche , mentre i ricoverati sono arrivati a 747, di cui 58 in terapia intensiva, 464 in terapia non intensiva, 225 in area post critica..Secondo i dati del Gores a Marche Nord, uno dei plessi al centro dell’epidemia di coronavirus, i ricoverati in terapia intensiva sono scesi a 7, mentre ad Ancona Torrette sono 18, ma tutte le terapie intensive si stanno svuotando, tanto che Macerata è arrivata a zero pazienti. I malati in isolamento domiciliare sono.2.525. I deceduti sono 874, dato che però dovrebbe essere aggiornato più tardi. In provincia di Pesaro Urbino ci sono 2.411 casi positivi, in quella di Ancona 1.789, in quella di Macerata 985, in quella di Fermo 416, in quella di Ascoli Piceno 276, inoltre ci sono 181 casi positivi di fuori regione.. I casi e contatti in isolamento domiciliare sono sono 8.195 , tra cui 1.214 operatori sanitari. Dall’inizio dell’emergenza sono andate in quarantena 26.463 persone. (Ansa).

 

Ceriscioli

“Trovo un costante ritardo del Governo nel dare le risposte. Le linee guida per la riapertura dovevano essere date già da due settimane. Non è che poi non si possa condividere l’orientamento, ma se non c’è un tempismo esatto, specie in una fase così che avanza a tamburo battente, il pericolo è di dare risposte in maniera non coordinata”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli intervistato da Sky Tg 24.

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