Fabriano – Elisabetta Pradarelli, un percorso di fede cristiana

Fabriano – Sono trascorsi vent’anni dalla salita al Padre Celeste di una figlia straordinaria di questa comunità fabrianese, che con la sua vita ha saputo testimoniare una spiritualità di luce viva, che ancora oggi è presente in coloro che l’hanno conosciuta. Elisabetta Pradarelli (1964-2001) una giovane donna di soli trentasette anni che ci lascia in eredità intense meditazioni, intime riflessioni, tracciate nella stesura di tante lettere scritte ad amici, che come lei condividevano un percorso di profonda fede cristiana. Nel 2011 l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata nel 1968 da don Oreste Benzi (1925-2007), nel decennale a ricordo di Elisabetta raccoglie in un libro, dal titolo “Come una filigrana”, la vocazione spirituale di una donna che ha risposto alla chiamata di Dio decidendo di consacrarsi da laica accettando i voti di povertà, castità e obbedienza. Elisabetta nasce da una solida famiglia di sani principi morali e fin da piccola mostra di avere un carattere forte e compassionevole con chi soffre.

Evidenziamo alcuni episodi significativi, profondi di umanità di Elisabetta: Alle scuole elementari stringe amicizia con una sua coetanea che giudica bisognosa di aiuto…All’età di quattordici anni va ad accudire due vecchietti soli, bisognosi di cure e li assiste amorevolmente fino alla loro morte…Collabora con altre persone più grandi di lei per fondare la Caritas nella sua Parrocchia di San Nicolò, condividendo il peso ed il piacere dell’assistenza a Katia, una bambina con un grave deficit cognitivo e motorio. Terminate le superiori con ottimi risultati, si iscrive alla Facoltà di Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma, laureandosi dopo quattro anni con il massimo dei voti. Nel periodo vissuto nella capitale, Elisabetta ha varie esperienze: Assistenza ai malati terminali… Studio dei bambini affetti da asma nell’Ospedale “Bambin Gesù”… Frequenta la Comunità Incontro, fondata da don Pierino Gelmini (1925-2014), dove fa colloqui con i giovani che desiderano essere accolti per uscire dalla tossicodipendenza…Nel 1987 con don Pietrino Ciccolini (1948-1996) e don Nicola Gatti (1929-2018) si recano per un breve ma intenso periodo in una missione in Guatemala, dove era parroco don Leopoldo Crocetti, oggi parroco nella frazione di San Michele e Collamato…A Spello (Pg) frequenta la Comunità dei Piccoli Fratelli del Vangelo ed entra in profonda sintonia con Fratel Carlo Carretto (1910-1988). Elisabetta era modesta e dolce con una mente ed un cuore sempre in movimento alla ricerca del nuovo, faceva esperienze in continuazione, perché voleva una Chiesa diversa, fraterna, vivace, attuale, soprattutto promotrice di giustizia e di dignità per gli ultimi.

Negli anni ’90 Elisabetta fa una scelta di vita e decide di entrare a fare parte della Comunità Papa Giovanni XXIII e va ad abitare in una casa di fraternita, a Rimini, insieme ad altre persone povere e sole. Elisabetta non intende vivere di elemosina, pertanto esercita la propria professione di psicologa aprendo uno studio al centro di Rimini e quanto percepisce lo mette in comunione con i fratelli con cui vive. Nel ’96 scopre di essere malata e per diversi anni si cura debellando la malattia, ma il suo impegno per la Comunità è sempre attivo aprendo altre case di fraternità nei dintorni di Rimini. In una testimonianza scritta Elisabetta dice: “Ho scoperto la gioia vera, quella che nasce dalla croce. Ho sperimentato che non ci può essere Resurrezione senza croce. Ma è anche vero il contrario. Non può esserci croce senza Resurrezione”. Nel 2000 il male che aveva combattuto si ripresenta lasciando poche speranze in un corpo sofferente, ma Elisabetta non ha mai emesso un lamento, ha sopportato tutto con pazienza e i suoi pensieri erano sempre rivolti a Gesù di cui era follemente innamorata. Nel 2001 Elisabetta torna alla “Casa del Padre”.

Sandro Tiberi

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