I PRIMI 50 ANNI DI DON ALDO BUONAIUTO

Don Aldo Buonaiuto, parroco della chiesa collegiata di San Nicolò a Fabriano, anima della Comunità Papa Giovanni XXIII, da sempre in difesa dei deboli e voce degli esclusi, festeggia oggi, 18 febbraio, 50 anni. Un compleanno particolare che il sacerdote della diocesi di Fabriano-Matelica trascorrerà nella sua parrocchia, visto l’inizio, ieri, del tempo forte della Quaresima. Da figlio spirituale del Servo di Dio don Oreste Benzi continua infaticabilmente a testimoniare il Vangelo della carità, sia soccorrendo le vittime della tratta, sia offrendo una opportunità di realizzazione alle tante persone fragili che incontra sul suo cammino di “Missionario della Misericordia” come recita la bolla della nomina pontificia. “Non mi sono quasi accorto del tempo che è passato! Dall’Ordinazione sacerdotale in poi la mia vita si è messa a correre” dice, emozionato, il prete degli ultimi. Anno dopo anno, don Aldo Buonaiuto è sempre stato impegnato in tutta Italia con l’obiettivo di portare ovunque la carità del Vangelo. “Ho sempre cercato di mettere il mio entusiasmo al servizio dei più deboli. Spesso una pacca sulle spalle vale più di tanti discorsi. Sono grato alla mia famiglia – racconta – per avermi trasmesso la fede degli umili e alle tante sorelle e fratelli che mi hanno fatto crescere nella condivisione. Penso a quei rosari recitati nel gelo delle strade della prostituzione coatta, ai ragazzi disabili che lavorano con me nell’iniziativa editoriale “In Terris” e a tutti coloro la cui esistenza è diventata per me motivo di gioia e responsabilità”.

Tanti i ricordi che affiorano la mente. “Ero un giovane diacono al Palasport di Fabriano quando ascoltai per la prima volta don Oreste Benzi. Mi dissi che era quello il carisma che volevo seguire. Passarono pochi mesi – dichiara don Aldo Buonaiuto – ed ero già con lui nelle periferie desolate del mondo. Non mi sono mai pentito della scelta, nonostante le inevitabili difficoltà di un percorso di fede che attraversa tutte le debolezze e le paure dell’umanità attuale. Non potrò mai dimenticare l’emozione per la visita di Papa Francesco alle “donne crocifisse”, cioè a quelle creature indifese che la criminalità organizzata non ci perdona di aver messo in salvo”. Oggi, causa pandemia, tante cose sono cambiate, ma non la missione di don Aldo, il suo entusiasmo nell’annunciare e testimoniare il Vangelo, in ogni parte d’Italia e non solo… senza dimenticarsi della sua parrocchia. Il parroco si appella ai fedeli e invita, a inizio Quaresima, a non chiudere i cuori. “L’emergenza richiede un salto di qualità nella solidarietà. Ai nuovi poveri della pandemia vorrei ricordare la benedizione con cui venivano accompagnati nel medioevo i pellegrini in Terra Santa: “la Madonna vi accompagni”. Nessuno si salva da solo, ma tutti abbiamo una protezione forte quanto il vaccino: il nostro battesimo. Restiamo uniti, preghiamo e aiutiamoci l’un l’altro”.

Don Aldo

Don Aldo Buonaiuto è nato il 18 febbraio 1971. È ordinato sacerdote l’8 dicembre 1998. Dopo gli studi di Filosofia e di Teologia consegue la licenza di specializzazione in Antropologia teologica. È parroco di San Nicolò di Fabriano e ricopre l’incarico di direttore diocesano per i migranti. È tra i volti noti dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. E’ stato accanto al fondatore don Oreste Benzi negli ultimi 15 anni della sua vita terrena. Si è sempre occupato del problema della prostituzione coatta lottando per restituire dignità alle tante donne sfruttate sulle strade, nelle case e nei locali dalle organizzazioni criminali. Gestisce una pronta accoglienza per le vittime della tratta e prostituzione e nella Onlus Pace in Terra da lui fondata accoglie i migranti. E’ l’animatore generale del Servizio Anti Sette. E’ giornalista pubblicista e scrittore.

Marco Antonini

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