Sandro Pertini e Fabriano, il 30° anniversario della scomparsa

Ricorre oggi il trentennale della scomparsa del presidente più amato dagli italiani. Numerose e partecipate le celebrazioni pubbliche in tutta Italia, a testimonianza di come sia tuttora viva la memoria e la vicinanza degli italiani a questa importante figura, punto di riferimento dei valori democratici su cui si fonda la nostra repubblica. Forse non tutti sanno che ebbe importanti rapporti con il nostro territorio. Già negli anni ’30 fu prigioniero politico insieme al fabrianese Alfredo Sentinelli, membro del locale Comitato di Liberazione Nazionale e comandante dei Gruppi di Azione Partigiana, con lui per anni divise la cella formando “coppia fissa” durante il confino nei penitenziari di Ponza, Tremiti e Ventotene. Circa quatrant’anni orsono il Sentinelli, intervistato da Luciano Gambucci per “L’Azione”, nel raccontare il loro rapporto ebbe a dire: “Del resto chi è che non voleva bene a Pertini ? Uomo indistruttibile sul piano dei principi era altrettanto umano nei rapporti con le persone.”

I legàmi con le nostre zone si intensificarono negli anni successivi, nel 1944 durante il periodo della Resistenza quando Pertini è partigiano nelle montagne tra Visso e Pievetorina insieme alla futura moglie Carla Voltolina, lei stessa staffetta partigiana. Pertini lo ritroviamo quindi in visita a Fabriano nel 1946, poco dopo la liberazione, periodo in cui aveva gli incarichi di direttore dell’“Avanti!” e di deputato dell’assemblea costituente. Tornerà nel dicembre del 1955 per una visita privata all’amico Sentinelli nelle palazzine di Viale XIII luglio, e infine da presidente della Repubblica il 30 ottobre 1981 quando incontrerà i lavoratori delle Cartiere Miliani (foto) e delle Industrie Merloni. Queste le sue parole, sempre attuali, pronunciate in quell’ultima occasione nello stabilimento di Melano, quasi un testamento rivolto alle nuove generazioni: “Io mi sono sempre battuto e mi batto ancora oggi per la libertà, per la giustizia sociale e per la pace. Dobbiamo batterci per queste tre cose e soprattutto oggi per la pace […] Questo è il compito che sta davanti a voi: difendere la giustizia sociale e la libertà: questi due beni preziosi, che noi anziani abbiamo per voi riconquistato.”

Anche la città di Jesi in questi giorni ha dedicato una via al Presidente della Repubblica per antonomasia, sarebbe buona cosa poter recuperare anche a Fabriano questa mancanza e dedicare un luogo una via o un parco alla sua memoria. Fabriano: città che con lui ebbe forti legàmi nonché medaglia di bronzo al valor militare per il suo ruolo rilevante nella guerra di liberazione.

A cura di Fabriano Storica 

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