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FABRIANO – RIAPRONO LE SCUOLE SUPERIORI, IL PUNTO

Fabriano – Gli studenti delle superiori tornano oggi in classe. Direzione e docenti lavorano per mettere in pratica l’ordinanza del governatore, Acquaroli, che stabilisce lezioni al 50%. Il dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione superiore Morea-Vivarelli ha messo a punto un piano con tutto il personale che fa riferimento alle due scuole, (Economico-Turistico con 225 alunni e Agrario con 250 studenti) per alternare metà popolazione scolastica. “Ci può essere una rotazione settimanale del 50% delle classi – dichiara – oppure la rotazione del 50% del gruppo classe. Ciò andrà avanti almeno fino al 6 marzo”. Ogni Istituto o Liceo, quindi, sceglierà in base al numero degli alunni per classe e in base alle dimensioni delle aule. “All’Istituto Morea, dove abbiamo 14 classi, tutte con stanze grandi, frequenteranno le lezioni in presenza 7 classi su 14 a settimana, per sei settimane, le altre da casa. All’Agrario Vivarelli l’alternanza avverrà nelle classi visto che le aule sono più piccole. Le 13 classi – evidenzia il preside Procaccini – saranno sempre tutte presenti, ma al 50% e all’interno del gruppo classe si alterneranno settimanalmente sui banchi, mentre gli altri saranno a casa e seguiranno le lezioni al pc”. Le 27 classi, quindi, del Morea-Vivarelli, hanno optato per entrambi i metodi di riapertura delle scuole superiori. Discorso a parte coloro che hanno problematiche certificate dalle autorità sanitarie o difficoltà di connessione internet da casa: potranno sempre stare in classe. Le classi terze, inoltre, seguiranno il progetto “alternanza scuola-lavoro” sul posto e non tramite computer. Sempre operativo il convitto dell’Agrario, un fiore all’occhiello della città della carta. “E’ stato sempre aperto, su disposizione ministeriale – conclude Procaccini – con circa 25 alunni provenienti anche da fuori regione. Non incide sulla problematica dei trasporti ed ha in organico anche personale infermieristico”.

Il punto del sindaco, Gabriele Santarelli

Che il tema dei trasporti sarebbe stato cruciale l’ho personalmente sostenuto e denunciato già durante la prima fase della pandemia. Mi pare fosse aprile, si parlava di riapertura delle scuole e della necessità di creare distanziamento nelle classi e dell’obbligo delle mascherine, quando dissi che il problema degli spazi in qualche modo sarebbe stato risolto mentre era meno facile risolvere il problema dei trasporti. L’unica soluzione possibile è stata sempre quella di ridurre la capienza dei mezzi per garantire il distanziamento ma questo chiaramente innesca tutta un’altra serie di problemi legati ad esempio all’insufficienza dei mezzi disponibili. Abbiamo partecipato a tante riunioni su questo tema e di soluzioni non se ne sono mai trovate. L’aumento dei numero dei mezzi provocherebbe nelle città una difficile se non impossibile gestione dei flussi. Basta immaginare cosa potrebbe accadere in una città come Ancona dove già normalmente ogni mattina arrivano centinaia di pullman scolastici dal territorio cosa significherebbe raddoppiarne il numero. Una proposta che avevo avanzato era quella di provare a diversificare le soluzioni sul territorio partendo da una analisi istituto per istituto di quanti studenti utilizzano il TPL per capire se almeno in alcuni casi, ossia dove in pochi o nessuno utilizza il pullman, fosse possibile mantenere l’apertura. Oppure verificare se in alcune città il raddoppio dei mezzi fosse plausibile e non problematico, ad esempio nelle città più piccole con pochi Istituti. In pratica credo fosse possibile operare in maniera puntuale sul territorio anziché intervenire con una soluzione uguale per tutti. La soluzione adottata, ridurre al 50% il numero di studenti, risolve in parte il problema. Il problema maggiore dell’uso della DAD per tanto tempo è che a subirne maggiormente le conseguenze sono comunque gli studenti più in difficoltà. A preoccupare è soprattutto il fenomeno dell’abbandono scolastico che in assenza di socialità e di stimoli può portare a conseguenze dolorose. La speranza è che il ritorno a scuola al 50% sia solo un primo passo.

Uil Scuola Marche 

La scuola non è solo apprendimento di nozioni ma confronto e sviluppo delle capacità e della maturità dei giovani. Dobbiamo fare di tutto per preservare questo rientro della didattica in presenza perché ne va del futuro di questa generazione e, di conseguenza, del nostro Paese”. È la riflessione di Antonio Spaziano, segretario generale Uil Scuola Marche in vista della Giornata Internazionale dell’Educazione e in occasione del rientro in classe degli oltre 72mila studenti marchigiani divisi in oltre 3.300 sezioni delle scuole superiori. Un parziale rientro alla normalità, con le presenze al 50% negli istituti. “L’educazione – prosegue Spaziano – ha un ruolo chiave nella costruzione di una società migliore. I giovani nel loro percorso educativo crescono dal punto di vista umano, sociale, culturale. Anche attraverso quel confronto che la scuola inclusiva italiana è in grado di dar loro. Tutto questo, con la didattica a distanza, non è possibile”. Inclusione ancor più difficile per gli oltre 7000 studenti superiori con disabilità (il 3,2%). “I rischi di una dad prolungata – conclude Spaziano – sono anche legati al fenomeno della dispersione scolastica. Nelle Marche l’8.7% di giovani tra i 18 e i 24 anni abbandona precocemente gli studi, percentuale che sale sopra l’11% se consideriamo solo i maschi. Ci auguriamo che questa volta non si torni di nuovo indietro perché questo tira e molla non è salutare né per i ragazzi, né per le famiglie, né per la comunità educante tutta. Spero ci sia continuità nel percorso che porti gli studenti ad affrontare il resto dell’anno e conduca i maturandi alla giusta soddisfazione dell’esame di stato”.