IL GRAZIE DI UN IMPRENDITORE DI FABRIANO AL PERSONALE DEL REPARTO COVID

Fabriano – Gli uffici comunale di Fabriano resteranno chiusi quest’oggi, 28 dicembre, al pubblico. La decisione è stata presa a seguito della positività del sindaco, Gabriele Santarelli. La sede sita in Piazzale 26 settembre 1997, infatti, verrà sanificata in mattinata. Gli uffici, comunque, saranno contattabili al telefono e via mail. La Polizia locale, invece, rimarrà operativa dalle ore 8 alle 20 con ingresso lato Giardini Margherita (telefono piantone 0732-21610). I servizi demografici saranno aperti solo per urgenze previo appuntamento telefonico al numero 0732-709283 e per gli appuntamenti già programmati in precedenza. “La chiusura degli uffici – si legge – si rende necessaria per la sanificazione e quindi garantire la massima sicurezza degli utenti e del personale stesso”. C’è da segnalare, poi, il grazie al reparto Covid dell’ospedale di Jesi da parte di un fabrianese ricoverato, settimane fa, causa positività al coronavirus. “Sono profondamente grato per la professionalità e il comportamento estremamente umano di tutto il personale della divisione Covid del Carlo Urbani”. Così Franco Bottacchiari, noto imprenditore di termoidraulica che, all’uscita dalla Covideria di Jesi, ha voluto mandare un ringraziamento a tutti coloro che lavorano in queste strutture. Di seguito il ringraziamento che ha voluto scrivere per tutto lo staff.

Bottacchiari

Jesi – “Sono profondamente grato per la professionalità e il comportamento estremamente umano di tutto il personale della Divisione Covid del Carlo Urbani di Jesi”. Così si è espresso, Franco Bottacchiari, noto imprenditore di termoidraulica della città, che all’uscita dalla Covideria Jesina, vuole mandare un “sincero e sentito ringraziamento” per essere riuscito a superare questa esperienza di vita “grazie ai protocolli sanitari” con cui è stato curato da medici, infermieri, operatori socio sanitari e non ultima “la signora Fiorentina” addetta alle pulizie. “Come tante persone che hanno vissuto questa malattia – ci confessa – con la paura che essa genera, la fiducia riposta nei medici, negli infermieri, Oss e davvero tutto il sistema sanitario che opera in questo reparto”. Franco Bottacchiari, racconta questo suo “viaggio” con una partecipazione emotiva che, pur non trovando tutte le frasi che gli consentono di risalire al significato più profondo di questa “passaggio della vita” per porre in risalto non solo l’assistenza sanitaria ma anche il lato fortemente umano ricevuto, elenca tutti coloro che “mi hanno dato tanto come i medici Spinaci, Bartocci, Castrotta, Resedi, Braconi, Micucci, ma anche gli infermieri Gina, Federica, Arianna, Giuseppe, Costanza, Nicolo, Paolo, Nadia, Nicoletta, Irene Federica, Luca, Giulia, Laura, Beatrice, Emanuela e non posso certo dimenticare gli operatori socio sanitari Lidia Daniele, Luciana, Stefania, Annalisa, Paola, Meris, Marina e la Cp.s Samanta”. Un fiume in piena, Bottacchiari, che non si riesce ad arginare per la voglia di testimoniare questo delicato e difficile periodo dell’anno vissuto in corsia. Luci colorate, panettone e torrone sembrano essere del tutto dimenticati da Franco che li ha comunque potuti vivere intensamente con i suo cari, grazie alle cure prestategli dalla Covideria del Carlo Urbani. “Solo vivendola si riesce a comprendere quanto è importante la preparazione, la professionalità messa in campo da tutti questo operatori sanitari in momenti di tristezza, spaesamento e incertezza come questo”.

m.a.

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