MANCANO ANCHE INFERMIERI E OSS

di Marco Antonini

All’ospedale di Fabriano mancano sia medici che infermieri e oss tanto che per aprire l’area “buffer”, il reparto con 10 posti letto covid, sono stati accorpati Ortopedia, Otorino e Oculistica e ridotta alle sole urgenze (più alcune ore di programmato) l’attività chirurgica. Complessivamente sono 233 gli infermieri, sia a tempo determinato che indeterminato e 75 gli oss assegnati al Profili. Mancano, ad oggi, almeno 30 infermieri e 40 oss. Un problema che va avanti da anni. Elsa Frogioni del sindacato delle professioni infermieristiche Nursind spiega: “Questa carenza è un grave problema sottovalutato nel Sistema Sanitario Nazionale perché comporta conseguenze negative dirette sugli esiti di cura. Togliere tempo agli infermieri su mansioni alberghiere, di segreteria, igiene di base, infatti, aumenta il rischio sulla sicurezza delle cure e aumentano le infezioni ospedaliere”. In ospedale il problema della carenza infermieristica c’è e si fa sentire: si saltano anche i riposi per fare turni. “Al pronto soccorso più della metà del personale è a tempo determinato. Diversi hanno vinto concorsi in altre regioni e stanno ricevendo chiamate da quelle realtà che assumono. Ci sono colleghi – spiega Frogioni – che, pur con rammarico, accettano di andare in Umbria, Lazio o Emilia Romagna pur di firmare per un posto fisso. Bastava stabilizzare questi infermieri vincitori di concorsi nelle altre regioni”.

Recentemente è stata firmata una determina in Area Vasta 2 per assunzione a tempo indeterminato di 8 infermieri dalla graduatoria dell’Emilia Romagna, ma i posti vacanti sono molti. Le preoccupazioni non riguardano solo il pronto soccorso che lavora a pieno ritmo, ma anche gli altri reparti dove “sono stati razionalizzati i servizi anche perché manca il personale tanto che alcuni non fanno le ferie estive dall’anno scorso”. Il Nursind ha segnalato la questione all’Ispettorato del Lavoro di Ancona. «Nonostante due nostri solleciti nessuno si ancora mosso» conclude amareggiata Elsa Frogioni. Il personale è preoccupato per l’apertura dell’area covid e l’arrivo di un positivo in Rianimazione: “c’è incertezza e stanchezza. Basta un certificato di malattia e saltano i riposi dei colleghi” riferisce un’infermiera.

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